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Con l’acqua alla gola!

... ma con tantissimi supercampioni. I nostri supermen, ma soprattutto, le nostre folli spese!
Dove va la nostra attenzione? Come ci arriva l'informazione? Non si può discutere seriosamente di posti di lavoro persi, con migliaia di lavoratori e con migliaia di famiglie di lavoratori che ...
i-supermen 2

Sapete una cosa?
Il sistema fa acqua da tutte le parti. Non va. Non regge.
Qualsiasi argomento volessimo affrontare, ci mostrerebbe in breve le grosse lacune a cui è soggetto.
Avete mai soffermato la vostra attenzione sulla lista dei titoli che i giornali costruiscono ogni giorno? E' allucinante come le disgrazie accadute vengano immediatamente soppiantate dalle notizie di gossip e come le notizie sportive "invadano il campo" di qualsiasi altro argomento.

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Con l’acqua alla gola!:
ha ricevuto 7 commenti. La partecipazione di 7 utenti suscita discreto interesse per l'argomento.

  • Marco   Marco
       Valori: 1430 ....... Rango: Frequent User

    Ciao Claudio, finirò per diventare un tuo fan.
    Cosa facciamo dunque? Mandiamo all’aria tutto il sistema?
    Sei davvero convinto che non servano tutti quei milioni di atleti e campioni?
    E dove li mandiamo e cosa li mandiamo a fare?
    Il mondo è pieno di artisti super ricchi. Mi rendo conto che, specialmente cinema e televisione creino dei “mostri” difficilmente attaccabili e distruttibili. Col tempo essi hanno saputo rappresentare le nostre voglie proibite, i nostri sogni spezzati.
    Sono essi il nostro passatempo più costoso e tutto il baraccone del circo li racchiude, ognuno raggomitolato nel proprio settore.
    Non so se ci convenga o meno disfarcene. Alcuni di loro sono di esempio per molti; molti di loro sono brutti esempi. Certo è che risparmieremmo un mucchio di quattrini e penso che molte famiglie non arriverebbero più a fine mese, con l’acqua alla gola.
    Il calcio poi. Lo considero il più cretino fra tutti i giochi e, quando penso alle dichiarazioni che rilasciano gli “atleti”, non posso non definire quella fetta di spettacolo come il più disastroso degli eventi.
    Giocheremo col sangue negli occhi, perché questa partita vale una promozione“.
    Avete capito come giocheranno?
    E terrò sempre a mente che per “giocare” si beccano tanti bei soldoni. Alla faccia nostra!
    e che dire di quella faccia alla Totò che è Michael Schumacher? Ogni anno quel “campione” portava a casa 110 milioni di euro. Avete capito il tedesco?
    Da solo potrebbe coprire una legge finanziaria tedesca. Ci credo che la Merkel è avvantaggiata!
    Però, scherzi a parte, i soldi in gioco sono davvero troppi; così va a farsi friggere l’interesse per lo Sport e quel che pensava il povero de Coubertin. Qui è solo questione di interesse personale. Così pure nel cinema. Attori straricchi e strapagati sembrano dei “marziani” scesi sulla terra. A loro nessun mortale si può avvicinare, sembrano “staccati” dal suolo.
    E pensare che sono soltanto dei bravissimi bugiardi.
    Quelli si, li manderei a pescare. In altomare!

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  • Clelia   Clelia
       Valori: 285 ....... Rango: Esordiente

    Pienamente d’accordo!
    Sbarazziamoci del superfluo e ricominciamo a dare più significato alle cose vere.
    Cosa ce ne facciamo di uno che corre 100 metri, in meno di 10 secondi? Nel senso, a cosa serve nella vita reale una persona che corre più veloce delle luce? Forse andrebbe bene come distributore di informazioni in un grande centro d’uffici, infatti una volta c’era, ma l’era moderna lo aveva sostituito con un piccolo robot, fino all’avvento di internet.
    Prendendo ad esempio uno sport che mi fa ridere, il tiro alla fune (oggi non più tra le discipline olimpiche), sarei propensa a credere che quei signori potrebbero essere impiegati come carro attrezzi durante le fasi di recupero di una macchina in panne. Ma non ho mai visto nè il campione mondiale di corsa nè i campioni di tiro alla fune fare un mestiere utile con la loro specializzazione di gara. E neanche tutti gli altri super eroi.
    Va bene, tutti loro sono il non plus ultra, sono i campioni assoluti. Per questo però, non c’è bisogno di una medaglia d’oro ogni quattro anni. Non c’è bisogno di un campionato o di un’Olimpiade. Sono come l’impiegato migliore, meritevoli di qualche euro in più in busta paga. Cosa c’è di diverso? Non fanno altro. Si allenano tutti i santi momenti. E’ il loro mestiere ed è la loro scelta. perché dunque tanta riverenza e tanta differenza, specialmente in termini pecuniari?
    Ma le risposte non mi tranquillizzano: E’ il sistema che li ha creati. E’ il sistema che li ha voluti. E’ il sistema che li mantiene.

    Perdonatemi se ora divagherò, ma è importante. Mi torna alla mente la benzina. Avete provato a ragionare sull’origine della benzina?
    Paesi industrializzati hanno avuto bisogno di una fonte energetica. Scenziati sono andati alla ricerca di cosa e dove. Risultato: Il Petrolio!
    Dove? Con largo concentramento nei Paesi Arabi.
    Quei Paesi prima erano alla fame. Non avevano assolutamente nulla! Neanche l’acqua per dissetarsi.
    A qualche grande uomo di qualche grande impresa venne la stupenda idea di promettere, ai proprietari terrieri (gli arabi), incassi ed ammodernamenti, in cambio del permesso di installare, nei loro territori, impianti per l’estrazione del petrolio. Il riconoscimento di un tot per ogni barile di petrolio prodotto rappresentava l’incasso. La costante manutenzione ed il continuo aggiornamento tecnologico erano il promesso ammodernamento degli impianti. Come a dire: “Voi mettetevi tranquilli e seduti, che pensiamo a tutto noi”. E’ una frase allarmante. La pronuncia solo chi sta per commettere un crimine.
    Cosa è in definitiva avvenuto?
    1) Che oggi noi occidentali siamo schiavi di quel commercio barattato 50 anni fa.
    2) Gli arabi sono diventati molto più ricchi di noi che li abbiamo sovvenzionati quando morivano di sete e di fame.
    3) Che dobbiamo sopportare il ricatto di qualsiasi prezzo imposto, pur di avere quel maledetto litro.
    Allora l’analisi che traggo è la seguente: Male hanno fanno quei “magnati del petrolio” a non proporre per ogni 100 litri di petrolio un buon litro d’acqua. Gli arabi avevano qualcosa che noi non avevamo e noi avevamo qualcosa che loro non avevano. Lo scambio ammissibile era a portata di mano e d’idea. perché non è stata promossa questa eventualità?
    Oggi loro sono in piena autonomia, avendo acquisito impianti e tecnologie per la produzione di acqua potabile dal mare. Ma la cosa che mi sconcerta è che loro, a nostre spese, sono diventati talmente ricchi da poter comprarsi un via vai continuo di Tir stracolmi di casse d’acqua minerale, che pagano una miseria.
    Cosa ho voluto dire?
    Anche quello della benzina è un sistema voluto e mantenuto da chi ha forti interessi.
    Vorrei augurarmi che le generazioni future saranno in grado di “staccare” quel filo, che lega intere popolazioni alle scelte di pochi.
    Buona giornata a tutti.

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  • Rita   Rita
       Valori: 2035 ....... Rango: Veterano

    Buon giorno a tutti.
    Le vostre frasi contengono tante verità e le verità, quando vengono scoperte con ritardo, sono pur sempre dei piccoli dolori.
    Il vero responsabile di tutto questo enorme male io credo sia la cattiva informazione, ed in particolare il modo col quale l’informazione si presta all’economia, con l’unico scopo di introitare.
    Stamattina, per esempio, nel sito del Corriere, ho aperto il video della crisi dei minatori nel Sulcis. Il titolo della notizia era di per sè terrificante: “Uomo si taglia un braccio sotto gli occhi dei cronisti”. Ma, ad inizio filmato, immancabilmente si è presentata la pubblicità, con una mozzarella messa in bella evidenza e con tanto di invito ad acquistarla per gustarla. Quel giornale ha così mostrato un bassissimo indice di moralità sociale, facendo precedere ed unendo, ad una tragedia, un fatto dal tipico sapore merceologico. Ha anche esagerato volutamente il titolo, rendendolo un “titolone accattivante“. Infatti, per “fortuna”, l’esasperato minatore, in segno di disprezzo per quanto poca attenzione il Governo ponga al loro caso ed anche con evidente segno di disperazione, con un coltellino si è inferto una ferita sul braccio, senza tuttavia arrivare, e ripeto per “fortuna”, a ritrovarsi con un braccio tagliato, così come avrebbe gradito il Corriere.
    Ecco, quel che vorrei dire, è che l’informazione dovrebbe essere la parte migliore di una società civile e, se così non fosse, gli stessi lettori dovrebbero ribellarsi, non permettendo ad un qualsiasi editore di usare il suo mezzo informativo come meglio gli aggrada e, chissà perché, sempre a sua personale utilità. L’informazione è sacra, perciò non esonera nemmeno dall’obbligo di ridare il giusto significato alla parola Sport o Cinema.
    E’ l’informazione (o più esattamente chi manipola l’informazione) ad aver creato i mostri sacri. Noi però abbiamo la possibilità di limitare la potenza di questi manipolatori, castigandone la tiratura, fino a far diventare le loro notizie della semplice carta straccia.

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  • Avatar   Fernando
       Rango: Ospite

    Stavo riflettendo circa le condizioni che si potrebbero verificare se, come l’articolo richiede, fossero annullate tutte le competizioni sportive e si smettesse di produrre cinema, televisione, canzoni, libri etc.
    Tutti noi sappiamo che l’uomo ha bisogno di creare il mito. Il Dio, o il “Deus ex Machina” della tragedia greca, che rappresenterà la soglia da varcare o alla quale avvicinarsi. In altre parole colui che verrà preso ad esempio.
    Senza sport e cinema, o senza Gianni Morandi, ci vedremo costretti a organizzare qualsiasi altra forma di campionati, non escluso quello degli impiegati, i cui partecipanti saranno coloro che hanno mostrato più attaccamento al proprio lavoro e più capacità di realizzazione. Che premio verrà loro attribuito? E dove verranno posti?
    Le solite domande che già suggeriscono che una svolta per quegli “atleti” ci sarà.
    A me piacerebbe il campionato tra i chirurghi e la conseguente volontà dei vincitori al mantenimento del primato, conseguito con il continuo esercizio….. della professione. Sarebbe fantastico! Tutti zelanti protagonisti delle attività sociali, impegnati quotidianamente nella conquista di qualche titolo vacante.
    Ma come trascorreremmo le domeniche?
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  • Piero   Piero
       Valori: 690 ....... Rango: User

    Buona sera a tutti.
    Simpaticamente, il gentile signor Fernando, si domanda e ci domanda: “Come trascorreremmo le domeniche?”.
    Quel suo interrogativo deve stupirci, poiché la nostra generazione è figlia dell’illusione del premio e di quello che riteniamo ci appartenga, dopo appena poche ore di “fatica”: Il riposo ed il tempo libero!
    Ci illudiamo di essere i migliori, pur conoscendo quanto siamo incerti e poco propensi a migliorarci. Non saremo mai i professionisti del nostro mestiere o della nostra professione. Non siamo disposti al continuo allenamento, a maggiorare i nostri sforzi. Dopo appena cinque giorni (o al massimo 40 ore in cinque giorni) sentiamo il bisogno di tirare i remi in barca per poterci tuffare nelle attività non produttive e magari qualcuno, ironia della sorte e delle frasi, proprio dedicandosi al canottaggio.
    Questa visione delle cose porta inevitabilmente a dover creare il nostro mondo parallelo, fatto di cose e persone che già all’origine riconosciamo non appartenenti alle nostre sfere sociali. Come giustamente è stato già detto, siamo noi ad aver bisogno dell’esistenza dei campioni, a rappresentare ciò che avremmo voluto essere. Sono i primi. Sono i migliori. Sono i più osannati e seguiti. Persone nate comuni, che d’un tratto si mettono ad inseguire un sogno. Lo faranno per nostro conto e con le nostre energie, loro devono soltanto metterci il personale impegno, per non deluderci, per farci sentire capaci di realizzare quello che non saremmo riusciti nemmeno ad iniziare.
    Ognuno di noi ha un deteminato compito sociale, che viene esercitato in continuazione, anno dopo anno. Cosa alquanto bislacca è che la maggior parte di noi non sono eroi, e nemmeno campioni. Siamo invece nettamente in minoranza. Dopo aver voluto i nostri “mostri”, ci siamo anche posti in netta inferiorità rispetto al loro esiguo numero. Lasciamo che siano essi a rappresentarci; abbiamo aperto le frontiere per farli incontrare, per farli lottare, o per farli semplicemente giocare. Ma loro, devono essere sempre in grado di mostrare la nostra possanza e potenza, guai se tornassero sconfitti e umiliati dalla superiorità di altri mostri alieni. O sempre vincitori, o nel dimenticatoio!
    Dio ha creato il mondo, con la prerogativa che il mondo Gli appartenesse e fosse a lui dedito e riconoscente. Ha creato quindi il Capo, il campione, l’Essere superiore. Ed ha continuato a mantenere questa sua convinzione anche con la conseguente creazione del regno animale: Capo branco, femmina alpha, segnatura del territorio, possesso delle femmine, scontri con altri maschi per confermare la propria dominanza. Questi sono solo alcuni dei comportamenti osservati in natura. L’uomo civile non ha saputo sottrarsi a queste manifestazioni, ha anzi, eretto numerosi altri altari, sui quali magnificare la propria indole di dominatore.
    Ed ha creato la sub-specie, alla quale tutti noi, comuni mortali, apparteniamo.
    Cosa faremmo la domenica? Scopritelo domani!

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  • Luciano   Luciano
       Valori: 350 ....... Rango: Esordiente

    Buon pomeriggio.
    Non riesco a capire come mai non si dia subito conferma di approvare o meno un articolo. Claudio è stato molto lineare e preciso nella spiegazione del su punto di vista, ma come avviene nelle migliori famiglie, tutti abbiamo qualcosa da obiettare, tutti abbiamo qualcos’altro da proporre, perdendo di vista l’obiettivo primario tenuto sotto tiro dall’articolo.
    Mi sembra di una logicità inaudita la motivazione che ha spinto il nostro amico a scrivere. Con la stessa logicità dovremmo ringraziarlo e cominciare a riflettere.
    E’ proprio vero: Tutte le manifestazioni sportive e di cultura diventano solo delle occasioni ghiotte di soldoni per chi le organizza.
    A noi resta tanta illusione, oltre al tempo perso ed ai soldi spesi inutilmente.
    Io sono propenso a credere che, lasciando affievolire il batticuore o l’urlo di gioia (che tipo di gioia è?) per un gol, si eviterebbe il proliferarsi di mille scansafatiche, oltre a mantenere il proprio portafogli più gonfio.
    Ma ci avete pensato bene? Avete pensato a quanta poca credibilità abbiamo quando, pur lamentandoci di non poter arrivare a fine mese, non ci facciamo mai mancare il più, il non necessario, l’ultimo modello di telefonino? Come possono essere propensi i nostri “onorevoli” a tenere seriamente in considerazione che “stretta economica” significa anche la loro stretta di cinghia, se continuiamo a spendere miliardi di euro per cose futili, come seguire il calcio, o i giochi olimpici, o assistere a qualche kermesse cinematografica? Mi pare ovvio che non ci pensino neppure e la cosa assurda è che siete proprio voi a dare loro i motivi per farlo.
    In periodi di ristrettezze economiche anche la solita pizzeria, la birra, il caffè al bar, sciupare benzina per fare giri e giri attorno alla solita piazza o andare in ferie magari in qualche spiaggia oltre confine, dovrebbero essere molto limitati e se così non fosse, come in effetti non è, allora vuol proprio dire che gli italiani sono tutti degli imbroglioni e mascalzoni, perché si lamentano quando invece sono capaci di godersi appieno la vita.
    Io sono d’accordo con Claudio. Bisognerebbe cancellare completamente le cose inutili, a cominciare dal calcio. E se proprio dovesse esser continuata qualche manifestazione, io manterrei quella dei giochi olimpici, seppur molto limitata come kermesse, perché è l’unica che in fondo permette un’ottima apertura ed un ottimo scambio tra le differenti popolazioni.
    Alla domanda di qualche scettico “Cosa faremmo la domenica” c’è da rispondere con un’unica frase: Rendersi ognuno il protagonista sportivo di sè stesso.
    Su le gambe. Marchhhhhhhh!

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  • Elena   Elena
       Valori: 2945 ....... Rango: Veterano

    Salute a tutti.
    Grandioso e caro Claudio, apprezzo l’analisi giocosa e rivoltosa con cui prima inneschi la miccia e successivamente ti metti a sedere, nell’attesa di capire chi, come e quando le darà fuoco.
    Il tuo sfogo, condivisibile appieno, è carente però di una speciale categoria, verso la quale tutti noi dovremmo drizzar le antenne, poiché in essa è racchiusa la classifica delle persone peggiori e/o delle zavorre sociali: La categoria dei longevi delle legislature.
    Tutti sappiamo che una legislatura rappresenta il periodo in cui gli eletti restano in carica fino alle prossime elezioni.
    Mi spiego meglio.
    Da qualche tempo, ormai sono anni, tutti i partiti politici stanno vendendo la bella ipotesi, di voler consentire la presentazione di un candidato in una lista elettorale solo per due legislature, dopo di chè, a casa con mille ringraziamenti.
    Il PD in testa ha anche uno statuto, che richiama la stretta osservanza. Allora mi chiedo: perché il deputato D’alema è sempre lì da ben nove legislature? E perché è ancora consentito o è stato consentito a Bindi, Violante, Fassino , Serafini (moglie di Fassino), Finocchiaro, Veltroni, allo stesso presidente Napolitano e gran parte di quei brutti ceffi, di restare così a lungo in politica?
    Ecco dunque l’altro campionato, quello dei terribili, farsi breccia ed avanzare così platealmente, così vigliaccamente, così spregevolmente. Questo tipo di campionato dovrebbe avere degli arbitri rigorosissimi e, ove necessario, dei fans talmente accaniti da far terrore agli inosservanti gaglioffi.
    Altro che curva sud e curva nord disposti a prendere freddo o insolazioni. Quelli dovrebbero presidiare altre sedi: I palchi di Montecitorio e di Palazo Madama.

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