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Figli a metà!

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Rivivere con la memoria, quelli che sono stati i bui tempi, diventa da subito errore; lasciare che il tempo diventi arbitro del passato  è un duplice errore. Verrebbe dunque da dire che il tempo bisogna viverlo al momento.

Non ci sono i "perchè" ed i "come" alcune famiglie non si ritrovano insieme. C'è solo da capire la solitudine di quei momenti. I genitori sono impegnati a fare la propria stupida lotta, irriguardosi verso i bisogni dei piccoli figlioli. E' vero, loro, gli adulti, sono diventati irresponsabili.

Chissà però perchè, chi risulta imbecille e condannato a pagare, è sempre il papà. La mamma, la classica mamma, che durante la separazione perde completamente i lumi, nonchè l'amorevolezza che è propria della mamma, poichè troppo impegnata a farla pagar cara a quello stupido uomo che ha osato declassarla, è, tra i due, colei che riesce ad ottenere meglio la comprensione dei giudici e degli scemi familiari.

Poi arriva il tempo dei rancori. I figli che diventano il mezzo di castigo. I figli che respirano l'amaro della madre. I figli che inconsciamente crescono con la voglia di vendette. I figli che mal sopportano l'ambiguità delle donne e mal tollerano l'inserimento nella nuova famiglia del padre. I figli che si stancano. I figli che mal ricordano. I figli che diventano gli oppressori ed i castigatori. E finalmente il cerchio si chiude.

I figli! Essi sono la nostra gioia, il nostro disappunto verso la società, lo stimolo, la perseveranza, l'orgoglio. Essi sono la nostra vita!

Ma c'è qualcuno che, pur se arrivato ad una certa età, ancora scrive pagine come se fosse il bambino capriccioso di tanto tempo fa.

Ecco, caro Alberto (è un nome fittizio, ma tu sai che mi stò rivolgendo a te), io ho voluto scrivere a nome di tuo padre. Lui in questo momento non può farlo e forse, conoscendolo, non lo farebbe. So tantissime cose di te. Ho cominciato a saperle da quando, per la prima volta, hai dato a Roberto (altro nome fittizio, stavolta per tuo padre) l'opportunità di rivedersi padre. Certo che anche tu ne hai combinate di belle. Vedere Roberto alle prese con i tuoi dilemmi è stato spassoso, seppur serioso. Eri la sua "dannazione" quando non riusciva a farti avvicinare ai nuovi ruoli, farteli comprendere e vederti intento ad adeguarti, ma non ha mai lamentato il tuo comportamento, ha sempre espresso richieste di mio aiuto, per aiutare meglio te. Oggi sei un uomo ed anche tu padre. Sai quanto costa, proprio in tema venale, amare un figlio. E tuo padre vi ha amati moltissimo. E voi?! Lo avete sempre condannato, quasi odiato. Lo so (ma tu forse l'hai sempre insensatamente escluso), siete stati sempre "preda" di vostra madre e delle sue uscite di testa. Eravate piccoli, "malleabili", ma dannatamente preparati e pronti ad essere carnefici. Anche quando avete potuto "staccarvi" da lei, in fondo in fondo, siete rimasti solo i figli suoi, riducendo vostro padre a mucca da latte, da mungere. Ognuno di voi con i propri problemi. Ognuno di voi disposto solo a chiedere. Chi vi ha cresciuti nell'odio è stato il vero vostro fallimento spirituale, ma purtroppo, vi ha anche segnati come se voi foste dei "diversi" e NON degli amati prediletti. Avete ancora negli occhi le scene raccapriccianti dei disperati ed angosciati pianti di vostra madre; è stato logico per voi collocare vostro padre tra i colpevoli di quelle malate ossessioni.

"Lui non ha sborsato nulla, quando eravamo piccoli". Gravissimo errore di valutazione e di meschinità. Indovina da parte di chi?! Sarà forse tempo sprecato il mio, ma questo lo devo, per onestà, ad un uomo di cui vanto l'amicizia. Quante opportunità di evolvere vi ha offerto vostro padre? Tutte costose ed ognuno di voi voleva solo quelle. Opportunità andate in malora, compreso un mucchio di soldi. Vuoi che scriva anche di quanti soldi hai avuto tu, caro uomo Alberto?! O di come riuscivi a fargli fare brutte figure? O di come trattavi i soldi non tuoi e mai sudati? Ti ricordi che fine hanno fatto i costosissimi "piatti" coi quali volevi esibirti? Li hai venduti! Che brutto giorno è stato quello per tuo padre! Quanti assegni hai staccato per fare bella figura, anche e solo per pagare champagne per tutti? Ti ha mai rimproverato? Anche la tua stupida iscrizione all'università; soldi buttati al vento, poichè tu non avevi alcuna intenzione di frequentare. Ma tanto, non ti interessava; tu volevi solo che lui pagasse!

Ringrazio Iddio per non aver vissuto e fatto vivere alla mia famiglia il vostro compianto passato. Ma ringrazio in modo particolare mia moglie che è sempre stata il nostro collante. Senza la sua abnegazione e dedizione sacra ai figli, credo che a poco sarebbero valsi i miei pochi pregi di marito. La moglie che diventa madre deve necessariamente essere in grado di tornare moglie. La moglie che pretende maggiore considerazione, solo per essere divenuta madre di figli, presto otterrà l'effetto irriguardoso. Lo capisci anche tu vero, Alberto oramai "marito"?

So anche del tuo ultimo sms a tuo padre.  Ricordo bene, secondo te, se scrivo che hai categoricamente vietato a tuo padre di non immischiarsi negli affari della "TUA" famiglia? E dimmi, uomo di famiglia, perchè non hai voluto credere a tuo padre, quando ti avvisava che tuo fratello non aveva smesso con la droga? E che anche altro problema esiste per tua sorella, ne sei al corrente? E tu, che problema hai? Sei sempre il solito? Io avevo capito di che "pasta" sei. Continui a prendere in giro tutti con le tue promesse mai mantenute? Sai dire solo "si" ma senza neppure avere le caratteristiche possibilità di poter mantenere un "ni". Sei sempre il solito fannullone e scansa fatiche? Lavori ancora dove si mangia pur producendo niente?

Anche i figli sono come i genitori; bisogna essere fortunati a vederli crescere con sani principi. Ma quando i figli "castigati dalla mala sorte" diventeranno anch'essi genitori, dovranno limitare i loro insulsi atteggiamenti e dimostrare di essere migliori, per capacità di comprensione.

Essenziale sarà la facoltà di liberare il cuore dai rancori e rivisitare con la mente i pensieri felici. Che bello sarebbe, poter ancora dire "Ciao papà!".

Altro che buttare fango addosso a chi ha sofferto tre volte più di te, altro che aprire alle ingiurie ed alla divulgazione di fatti di famiglia.

Per me è davvero ignobile, la tua ostinata volgarità di figlio a metà!

Giacinto

P.S.  Chiedo scusa a tutti, ma questo è un messaggio indirizzato ad una persona, seppur non appartenente al nostro Blog. Ho "dovuto" utilizzare la forma pubblica messa a disposizione dal Web, poichè è mia ferma intenzione, far giungere all'interessato pensieri diversi da tutti gli altri che finora lo hanno maledettamente allontanato dalla pura e semplice verità.


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