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Giustizia e buon senso: Il caso Grillo

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Giustizia e buon senso: Il caso Grillo-la-supponenza-di-chi-offendeGiustizia e buon senso: Il caso Grillo.
L'accusa è stata: "Rottura di sigilli già portati via dal vento​".
Va bene che tecnicamente la frase rappresenta non la reale azione di rompere i sigilli, quanto la violazione del confine oltrepassato, ma, se in Italia avessimo delle leggi aggiornate e chiare, Grillo avrebbe dovuto comparire non davanti ad un Tribunale penale, ma davanti ad un normale giudice di pace, che magari gli avrebbe imposto di pagare una multa di tot euro, dopodiché poteva anche finire lì.
D'altro canto, siamo tenuti a ricordare che quello non era un luogo reso impenetrabile per la gravità del reato ivi commesso, infatti non vi si era consumato un omicidio o simile, tant'è che la stessa accusa riporta "... sigilli già portati via dal vento".
Siamo d'accordo, Grillo è stato sfacciato ed arrogante quando ha dichiarato di sapere che c'erano i sigilli, ma prima di lui la zona era stata "violata" dai residenti; infatti in quel luogo Grillo era entrato per aver accettato di assaggiare della polenta, preparata lì dai manifestanti, verso i quali Grillo stava mostrando solidarietà. Come poteva rifiutarsi di entrare? E, se da giorni quel luogo era stato ormai "profanato", perché il tribunale non aveva deciso di ricollocare i sigilli e mettere il sito in sicurezza?
Ah, queste norme di legge... Quanto ci costa un giudizio? Quanto ci costa la lungaggine di un giudizio?
E pensare che, basterebbe ridurre i reati alla loro assoluta gravità. Per il caso di Grillo sarebbe stata opportuna una cospicua multa, dunque soldi incassati e non spesi per intentata causa dall'Erario e tempo risparmiato per tutti.
Oppure: Appurato che trattasi di reato grave, per la cui gravità il primo giudice possa ravvedere la necessità del giudizio di un tribunale, basterebbe anche saper attribuire a quanti gradi di giudizio sottoporlo. Infatti, per un ladro di polli o di mele, non credo debbano servire tre gradi di giudizio, tanti quanti ne occorrono invece per giudicare un criminale assassino.
Così facendo, il carico dei casi pendenti verrebbe man mano assottigliato, rendendo la nostra Giustizia snella e funzionale in brevissimo tempo. Ed è quello che tutti noi auspichiamo.
Questo caso apre però un altro argomento.
Credo che ormai tutti sappiano che i tre maggori partiti, sono retti e guidati da tre personaggi non politicamente eletti.
Va bene che la nostra Costituzione non prevede il ruolo di politico per ricoprire un incarico, se non proprio quello del politico in sè, ovviamente, ma proprio da quest'ultima constatazione, dovrebbe scaturire l'ipotesi fondata che, anche per guidare un partito politico, occorra essere un politico eletto.
Se a Grillo fosse stato imposto di diventare, per legge, prima onorevole e poi capo di partito - ricordiamoci che Beppe è un condannato - non credo avrebbe potuto accedere alla funzione che ha oggi. Se però, politico lo fosse stato, per l'accusa di "rimozione dei sigilli" non sarebbe stato direttamente perseguibile, ma la richiesta di rinvio a Giudizio doveva essere preventivamente sottoposta al placet della Camera di appartenenza.
A questo punto, pensaci un po'... Stesso incarico di qualsiasi altro politico capo di partito, ma diversa applicazione del rispetto delle norme. Ti sembra corretto?
Sarebbe molto più apprezzabile che, davvero per legge, il capo di un partito politico debba essere lui stesso un politico e che mai un pregiudicato possa sognarsi di ricoprire un qualche incarico pubblico. Se così fosse, il delinquente innominabile e Grillo non avrebbero i requisiti fondamentali per essere i rappresentanti rispettivamente di FI e di M5S; ma la stessa sorte spetterebbe anche a Renzi del PD, sebbene per la sola evenienza di non essere un politico eletto.
Tutto questo ci riconduce alla conclusione che Renzi e l'innominabile MAI avrebbero potuto accordarsi per dar luogo ai cambiamenti di leggi e Costituzione, non potendo essere LORO i probabili fautori.
Ecco perché io non credo più all'Italia; ecco perché io mi sento defraudato della mia sostanziale rappresentanza e perciò autorizzato alla non osservanza di quelle leggi che mi insultano.
Sono un rispettoso della democrazia sociale, quando la Democrazia non offende la personalità individuale, quindi credo altresì che debba essere una prerogativa del Popolo la scelta delle persone, ritenute assolutamente corrette, da nominare alla gestione della Cosa Pubblica, in modo che sia sempre rispettata la Norma di privilegiare il benessere del cittadino.


Questo articolo è Copyright © di IoNonMollo.it - Riproduzione vietata      - Pubblicato 7 anni fa -



Giustizia e buon senso: Il caso Grillo:
ha ricevuto 3 commenti. La partecipazione di soli 3 utenti determina che c'è scarso interesse per l'argomento.

  • Vittorio   Vittorio
       Deceduto R.I.P.

    Carissimo Giuseppe, devo convenire che l’idea condivisa da molti sia più che mai valida. Quando scrivi tu, togli agli altri la possibilità di intervenire, ma ovviamente questa mia osservazione è solo dovuta all’ammirazione che provo per te.
    Ciò che descrivi è già così ben completo ed ampiamente illustrato, che l’argomento non richiede ulteriori chiarimenti, ulteriori testimonianze, se non quella di essere pienamente d’accordo con te. A proposito di essere d’accordo, devo necessariamente complimentarmi con l’ideatore e con l’esecutore dello spazio ove è possibile esprimere ciò che s’è sentito dopo la lettura dell’articolo. Molto ben fatto e curato, in giro sui principali blog, non ne ho visti di così belli ed attraenti.
    Sarebbe magnifico ed auspicabile avere sia un sistema giudiziario approntato con le caratteristiche da te riportate, sia avere norme legislative che ridistribuiscano al popolo il potere che gli appartiene.
    Siamo stati defraudati ed irrisi da politici senza scrupoli, senza pietà ed il brutto assurdo è che a questa maledetta specie appartengono quasi tutte le compagini partitiche.
    Anche questo Italicum, che per me non è altro che un Porcellum-Bis, sta distogliendo l’attenzione dai problemi veri, senza che nel frattempo si combinino le caratteristiche di una legge che il Popolo ha così accoratamente invocata ed attesa.
    Non riesco a capire le motivazioni che spingono gli elettori ad accontentarsi della presenza di un pregiudicato o di un non eletto. Lo stesso Renzi, pur militando nella sinistra da tanti anni, non ha mai partecipato ad elezioni politiche, nemmeno da quando, a scegliere i propri candidati, sono state le segreterie dei partiti; ciò vorrà forse dire che comunque Renzi non era un personaggio gradito dal PD?
    Fosse così, un motivo allora deve esserci pur stato e non credo sia solo quello di considerarlo un “demolitore di edifici vecchi”, credo piuttosto che quella decisione lui l’abbia assunta proprio in virtù di un risentimento verso coloro che gli ostacolavano la corsa. Renzi, semplice arrivista, dunque!
    Mi auguro, prima di arrivare al mio traguardo di vita, di poter vedere l’Italia nella sua giusta collocazione, prosperosa e fiera, per la valorosa attività svolta dai suoi figli migliori.




  • Rita   Rita
       Valori: 2035 ....... Rango: Veterano

    Buona sera a tutti.
    Concordo anch’io con l’ammirazione di Vittorio. Non ho mai trovato inutile qualsiasi intervento di Giuseppe, perciò il sentimento che provo è ben riposto.
    Una sola cosetta da aggiungere, una mia sensazione.
    Io temo che a scatenare alcune Procure alla caccia di Grillo sia stata la stessa persona che non ha gradito l’ultimo affronto pervenutogli dal M5S. Sto pensando al vecchio Napolitano. Ricevere una richiesta di impeachment non credo gli abbia fatto piacere e, nonostante i suoi novantanni suonati, il duro presidente risulta ancora battagliero e pronto a rispondere al fuoco nemico.
    Fa davvero paura di come queste istituzioni si muovano. Hanno ai loro ordini alcuni tra i servizi più efficaci ed uomini super addestrati a rovinare la vita di chiunque. Stai attento Beppe, che quelli non si fermano.




  • Paolo    Paolo
       Valori: 250 ....... Rango: Esordiente

    Buon giorno a tutti.
    A mio avviso bisogna che i politici imparino, una volta per tutte, che è essenziale saper usare il Buon Senso quando si accingono a discutere e ad approvare le leggi che poi la Giustizia applicherà.
    Non è mica detto che, quando il legislatore utilizza la parola “riforma”, significhi che nelle sue vere intenzioni ci sia effettivamente la volontà di cambiamento, nella direzione che tutti i cittadini hanno sperato. Berlusconi, per esempio, quali riforme avrebbe potuto mai fare? Un individuo come lui, immerso in tutti gli intrighi possibili ed avido di potere, molto difficilmente, se non addirittura mai, sarà predisposto ad interessarsi della comunità che lo circonda e da cui egli trae ogni sostentamento; è come il medico o il titolare delle pompe funebri o l’avvocato, tutte professioni sacrosante, per l’amor di Dio, ma pur sempre professioni che prosperano in relazione direttamente proporzionale alla sofferenza dei loro assistiti. Berlusconi certamente continuerebbe a progettare qualche altra “leggina” a suo personale benessere, ne va che, finché ci saranno in lista persone già in odore di conflitto d’interesse, Buon Senso vorrebbe che a quelle venga inibita, subito, inizialmente ed immediatamente, qualsiasi partecipazione nella Cosa Pubblica.
    Prima caratteristica, dunque, è proprio il Buon Senso!
    Ma quanti, fra noi elettori, sono effettivamente capaci di mettere in pratica il Buon Senso? Quanti elettori sono anch’essi in odor di conflitto d’interesse quando eleggono il loro rappresentante? Non è forse vero che molti vorrebbero mandare in Parlamento il proprio beniamino, solo perché pensano di potersene “servire” successivamente ed a proprio vantaggio?
    Io temo che, a far soffrire l’elettore di poco senso, non sia tanto quello, seppur gravissimo, dell’abbandono del partito al quale apparteneva l’onorevole per infilarsi sotto le coperte di un altro e magari anche con qualche assegno in nero, quanto quello di vedere il magna-magna solitario dell’eletto, che ha dimenticato di servire anche a lui il “piatto di minestra”.
    Pensare di vivere in una società, per sfruttare il lavoro degli altri e fare soldi facili è, come si suol dire, una “patologia” diffusa, una malattia del buon costume e dell’etica morale di quei cittadini.
    Non ci sono medicine specifiche per debellare questo male, poiché esso, pur essendo non trasferibile ad altro essere, rimane comunque tramandabile, alle generazioni che verranno, con il mezzo delle privazioni di lavoro e di occupazione. Solo il lavoro può dare all’uomo la speranza e la forza di rigettare qualsiasi promessa di insulsi ed immediati guadagni. Capita così in ogni ambiente, figuratevi, compreso ed a maggior ragione quello malavitoso, purtroppo.
    Peccato che in Italia non si applichi la “Più Bella Costituzione del Mondo”: Quella Italiana!
    – L’italia è una Repubblica fondata sul LAVORO –
    Questa norma essenziale è stata la linea guida per i nostri Padri Fondatori; i nostri politici dovrebbero ripassarla quotidianamente e farne uso nel modo più appropriato.





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