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La Giustizia, quella con la "G" maiuscola, è la base fondante della convivenza tra cittadini.
E' con Essa che si progredisce, si diventa civili, ci si sente liberi. Perché la Giustizia ha la prerogativa di mettere tutti su uno stesso piano.

Giustizia quando viene applicata la sentenza

giustizia-ingiusta

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La Giustizia, quella con la “G” maiuscola, è la base fondante della convivenza tra cittadini.

E’ con Essa che si progredisce, che si diventa civili; con la Giustizia attiva ci si sente liberi e protetti. Perché la Giustizia ha la prerogativa di mettere tutti su uno stesso piano.

Giustizia vuol dire quindi Uguaglianza ed il legislatore ha l’alto onere ed onore di dover pensare lui a ciò che pone l’uno uguale all’altro, facendo divenire la sua convinzione una Legge dello Stato. Quella nuova regola apporterà maggiore rispetto, benessere e salvaguardia per tutti e non per pochissimi. Le leggi dello Stato vanno fermamente applicate nei giudizi di cause, senza che vi siano elementi da interpretare o ragioni da ricercare. Ai giudici è affidata la grande responsabilità se condannare o assolvere; alle Polizie l’obbligo di attenersi alle disposizioni emanate col giudizio.

E’ stato raccapricciante aver letto la notizia dell’uccisione dell’infelice signor Davide Fabbri (R.I.P), barista a Budrio.
Quel delitto ha riaperto la piaga mai chiusa di chi debba possedere armi e chi categoricamente no. Noi di IoNonMollo ci stiamo battendo su più fronti per sollecitare l’opinione pubblica riguardo al grave problema rappresentato, ma di pari passo molti sostenitori, potenzialmente interessati allo sciagurato mercato, gareggiano a chi produce più interesse, spingendo di fatto anche i giovani ad alienare la società in cui vivono, armandosi e facendo proprio il diritto alla difesa con le armi. Sangue chiama sangue.

E mentre i nostri timori erano ancora scossi, apprendiamo che c’è un sospettato. Un russo… Un ex militare… Che con le armi ha dimestichezza. Ma la notizia sconcertante non è questa, bensì un’altra, molto più pericolosa e scandalosa per una società di diritto.

igor-il-russo-assassino-di-budrio

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Veniamo infatti informati dai quotidiani che quel sospetto – tale Igor Vaclavic – è un personaggio già noto alle nostre cronache nere.
Di lui si ha notizia sin dal settembre 2010, quando il questore di Rovigo Luigi De Matteo, con un decreto imponeva l’espulsione del “russo” dal nostro territorio. Ho virgolettato “russo”, poiché anche questa definizione sembra sia mai stata confermata da indagini conclusive. Ciò che la nostra Polizia sa, è esattamente quello che il presunto omicida di Davide ha dichiarato. Ma è invece gravissimo che proprio quell’espulsione del 2010 non sia stata eseguita, poiché la Russia nel frattempo non aveva riconosciuto il tale Igor Vaclavic come suo cittadino. La carriera delittuosa italiana dell’ormai accertato “non russo” non accennava a diminuire. Nel maggio 2011 venne condannato a 5 anni e otto mesi per una serie di rapine avvenute nel ferrarese. In quella sentenza il G.I.P. di Ferrara Monica Bighetti fissò anche i termini di una nuova espulsione al sopraggiungere dei tempi di espiazione della pena.
Ma la pena in Italia non è mai certa, anche per un criminale seriale come Igor Vaclavic, così lo si vide già nel 2015, libero di continuare il mestiere che lo ha reso noto alle Forze dell’Ordine.
Nonostante tutto quel tempo trascorso in carcere, alla nostra Polizia non è parso utile cercare di sapere chi realmente fosse quello scomodo ladro seriale e maniaco delle armi, in modo da attuare appieno la decisione del tribunale e levarselo finalmente di torno. No, per niente, tanto è che del “russo”, tornato libero, dopo una ulteriore sosta in un CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione) senza risultato, si sono perse le tracce.

E’ lui l’assassino di Davide Fabbri?

L’abbiamo scritto prima: “… alle Polizie l’obbligo di attenersi alle disposizioni emanate col giudizio”.

Ai familiari di Davide, oltre a porgere le nostre sincere condoglianze, vogliamo consigliare, se il “russo” venisse considerato il reale esecutore del brutale assassinio, di chiedere il risarcimento danni allo Stato italiano, per l’assurda negligenza con cui la Polizia, ha trattato il caso, rendendosi vergognosamente responsabile della presenza del delinquente ancora sul suolo italiano.

Fonte: http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/04/05/news/barista_ucciso_a_budrio_il_feroce_igor_doveva_essere_gia_stato_espulso_dall_italia-162201381/?rss

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