Visualizzato: volte    |     Redazione, 06/10/2013     GoHome
Kashetu Kyenge (detta Cecile) vuole modificare la Bossi-Fini!
E' atroce assistere alla sofferenza ed al dolore, specialmente per chi ha qualche rimpianto.
Il rammarico diventa colpa e la colpa, purtroppo, assumerà i toni della disperazione. Ora, Kashetu Kyenge (detta Cecile) vuole mettere a tacere la sua coscienza. Solo ora, mentre i morti ancora giacciono sul fondale marino.

Cecile Kyenge vuole modificare la Bossi-Fini

Ciò che doveva essere previsto in anticipo, in modo da avere il tempo di attuare gli opportuni provvedimenti, non lo è stato. Il nostro Ministero dell'integrazione, nella persona di Kashetu Kyenge (detta Cecile), non ha saputo predisporre adeguate misure, per debellare la mortalità di "anime in pena, frustate dal vento e maltrattate dallo sballottamento delle carrette di mare. Non ha saputo, Kashetu Kyenge (detta Cecile), cercare anzitempo la quadra con gli altri Ministeri, per allontanare le sorti dell'inevitabile o della quasi certezza, che tante vite umane sarebbero state il tributo, richiesto in sacrificio dai flutti di quelle traversate.
Con la sua amarezza (e rimorso) decide all'istante di intervenire sulla parte che riguarda il reato di ingresso e soggiorno clandestino, entrato in vigore con la legge 94 del 2009, e che interessava la pubblica sicurezza. Quella legge andava a modificare la esistente 286 del 1998, contemplata nella cosiddetta Bossi-Fini.
Kashetu Kyenge (detta Cecile) non vuol capire, così come non ha capito, da perfetta estranea ed ignorante dei poteri dei nostri mari, che la Legge Bossi-Fini non ha colpe di quanto è accaduto. La ministra Kashetu Kyenge (detta Cecile) deve mostrare più rispetto per le nostre Leggi. Lei non può e non deve permettersi, come del resto tutti gli altri, di vilipendiare così vilmente e brutalmente. Le Leggi, le nostre, devono essere rispettate, finchè Esse restano valide. Che si discuta pure di cambiamenti, basta che sia fatto negli ambienti Opportuni. Mai vorremmo vedere persone delle Istituzioni, arrogarsi il diritto di prendere a sberle le nostre Leggi.
Ciò vale per tutti e forse maggiormente per una certa PdC Boldrini e per tutti coloro che intendono calpestare il diritto sacrosanto di ciascuno di noi: quello di non veder buttare nel cesso i nostri Libri.
Fa parte delle capacità dell'essere umano, riuscire a trovare, nel più breve tempo possibile, consolazione e pace, e non importa se la propria discolpa si trova in un tomo riposto. Ecco perchè centra la Legge Bossi-Fini!. Ma non riesco ad individuare quale colpa può essere attribuita alla citata Legge.
"La clandestinità non è un reato" va dicendo la Kashetu Kyenge (detta Cecile). E non è solo lei a dirlo!.
Ma forse non lo è in Congo; qui da noi esiste, eccome, il reato di clandestinità e voglio sperare che la Ministra Kashetu Kyenge (detta Cecile) vorrà farci dono, in breve tempo, di spiegarci il perchè lei ritenga già valida la sua convinzione.