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Il boss Graviano coinvolge Berlusconi con la mafia

Non bastano le barzellette, gli aperti sorrisi a trentadue denti, la compassione dell'età avanzata ... Berlusconi è stato, è e resterà colui che ha rovinato l'Italia proprio nel momento più critico, nel momento in cui c'era bisogno di una persona seria per attuare una seria svolta.
Non potremo mai dimenticare che Berlusconi, con la sua presenza, fu colui che più di tutti rovinò la morale della politica italiana. Berlusconi fu l'uomo, dopo Craxi, che innalzò una barriera di intoccabilità tra le sue porcate e la Giustizia, rifiutando di onorare la figura del parlamentare che si dimette appena ...
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Perché l'opinione pubblica non si scaglia definitivamente contro un uomo, ormai da tutti considerato un porco?
Perché lo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pur avendo un fratello ucciso dalla mafia, non impugna la qualsivoglia teoria, pur di allontanare dalla scena politica un vergognoso personaggio come Berlusconi, continuamente richiamato in ballo dalla stessa mafia?
Perché la stessa politica non salvaguarda la sua incolumità morale, legiferando con rigore sul tema del perbenismo personale di ciascun cittadino che voglia affacciarsi alla politica?

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Il boss Graviano coinvolge Berlusconi con la mafia.

Perché l'opinione pubblica non si scaglia definitivamente contro un uomo, ormai da tutti considerato un porco?
Perché lo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pur avendo un fratello ucciso dalla mafia, non impugna la qualsivoglia teoria, pur di allontanare dalla scena politica un vergognoso personaggio come Berlusconi, continuamente richiamato in ballo dalla stessa mafia?
Perché la stessa politica non salvaguarda la sua incolumità morale, legiferando con rigore sul tema del perbenismo personale di ciascun cittadino che voglia affacciarsi alla politica?

berlusconi-il-vecchio Ci risiamo!
A dire il vero non c'era necessità che un boss mafioso (stavolta Giuseppe Graviano) ci ricordasse di quanto e di come Silvio Berlusconi fosse legato a doppio filo con alti esponenti della delinquenza. Tutti noi siamo ormai convinti che, quel ragazzotto spigliato e scapestrato, troppo attento a sfruttare qualsiasi occasione pur di guadagnare velocemente e facilmente, non avesse però le possibilità economiche di poter sviluppare, in così breve tempo come in effetti avveniva, tante e tali attività, tutte con capitali societari che, dopo solo pochi gorni dalla creazione, venivano innalzati dai pochi milioni di lire a miliardi di lire.
Quei soldi dovevano per forza (ce lo impone la serietà degli argomenti e della ragionevolezza) provenire dalla banca Rasini, la stessa banca ove era divenuto dirigente il signor Luigi Berlusconi, padre di Silvio. Nella banca Rasini vi erano "sotterrati e giacenti" tutti i proventi dell'attività mafiosa dei più noti capi banda. Far entrare quegli immensi capitali nella disponibilità di uno spregiudicato arrampicatore sociale, come era appunto Silvio Berlusconi, era cosa semplice e che poteva fruttare molto. I capi diedero il loro nulla osta per Impianti Televisivi e di Imprenditoria Edile. Nasceva, con la benedizione dei più potenti capi mafia, l'impero economico di Silvio Berlusconi.

Giuseppe Graviano racconta altre cose molto importanti. Dice, per esempio, che Silvio Berlusconi lo incontrò almeno tre volte, proprio mentre lui (Graviano) era latitante, lasciando quindi intendere che Silvio Berlusconi s'era reso, a dir poco, colpevole di favoreggiamento. Giuseppe Graviano dice ancora che suo nonno materno Filippo Quartararo, già dagli anni '70 finanziò direttamente, insieme ad altri palermitani tra cui Totuccio Contorno, le attività di Silvio Berlusconi, versandogli miliardi a gogò.

Per il boss Graviano la questione che Berlusconi avesse chiesto ai suoi di far rimuovere i mafiosi stragisti (come appunto è lo stesso Graviano) dai beneficiari della legge sull'ergastolo, in definitiva sembra la conclusione logica che "Berlusconi fosse un traditore", poiché già allora Berlusconi cominciava a fare "tabula rasa" di ogni suo coinvolgimento coi fatti mafiosi; molti protagonisti infatti erano già morti e, chi rimaneva in vita, giaceva in fondo ad una cella di prigione. A vita!

L'immediato intervento dell'ombra nera di Silvio Berlusconi, l'avv. Ghedini, è una conferma della necessità di ostacolare sul nascere il fiume di nuove dichiarazioni che Giuseppe Graviano stava fornendo durante l'interrogatorio al processo di "'Ndrangheta Stragista" in svolgimento presso la Corte d'Assise di Reggio Calabria.
Non bastano le barzellette, gli aperti sorrisi a trentadue denti, né la compassione dell'età avanzata ... Berlusconi è stato, è e resterà colui che ha rovinato l'Italia proprio nel momento più critico, nel momento in cui c'era bisogno di una persona seria per attuare una seria svolta.
Non potremo mai dimenticare che Berlusconi, con la sua presenza, fu colui che più di tutti rovinò la morale della politica italiana. Berlusconi fu l'uomo, dopo Craxi, che attuò a varie ripresa delle barriere di intoccabilità tra le sue porcate e la Giustizia, rifiutando peraltro di dimettersi da parlamentare, nonostante il proprio nome fosse ampiamente infangato da brutte storie, ma, anzi, iniziò ad incolpare i giudici di persecuzione nei suoi confronti.


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Il boss Graviano coinvolge Berlusconi con la mafia:
ha ricevuto 2 commenti. La partecipazione di soli 2 utenti determina che c'è scarso interesse per l'argomento.

  • Gabriella   Gabriella
       Valori: 245 ....... Rango: Esordiente

    Buona domenica!

    Sono andata alla ricerca della notizia su altri giornali, cominciando subito da quello che sempre, a prescindere, alza barricate in difesa del padrone: ilGiornale!

    I media dovrebbero esistere per fornire informazioni al lettore, all’ascoltatore, al telespettatore; dovrebbero cioè informare di un fatto accaduto, fornendo a corredo il maggior numero di avvenimenti reali e non ipotetici. Ciò che però appare evidente, da parte di tutte le forze del gruppo biscione ed annessi quando la notizia investe malamente l’indiscusso loro padrone e signore, è che, invece, le citate fonti di informazione applichino la strategia di immediata inversione dei ruoli, rimandando l’accusa al mittente ed a coloro che la diffondono; un’accusa, arricchita e farcita con i già tristi trascorsi dell’accusatore. Fanno cioè esattamente l’opposto di ciò per cui esistono: Fanno tendenza, diffondono altre opinioni (per lo più di parte), difendono il destinatario dell’accusa, difendendo così, a spada tratta, i loro posti di lavoro e, quindi, i loro personali stipendi; ecco chi sono quei giornalisti.
    Un esempio concreto e tangibile di ciò che scrivo lo si trova su “ilGiornale“. Immancabilmente, a mezzo del suo direttore/editorialista, su quel quotidiano non si da’ notizia diretta del fattaccio “Berlusconi chiamato in ballo da Graviano“, no! L’editorialista Sallusti, persona indegna ed inadeguata a rappresentare una informazione libera, va subito all’attacco, sfornando un articolo – “Ricordiamoci che i mafiosi sono uomini di merda” – per mezzo del quale non entra nel merito, ma tenta di allontanare immediatamente dubbi ed ombre dal suo amatissimo pagatore. E quale è il modo migliore per difendere e difendersi? Da quelle parti è, appunto, il contrattacco!
    Allora io ti chiedo: Può esistere un ordine, i cui appartenenti violino così sfacciatamente l’interesse proprio per cui l’ordine è stato fondato? Può essere accettato ed ammesso a ruolo di “giornalista” una persona che apertamente non si permette di andare contro una potente entità?
    Accidenti … Ma in che mondo viviamo?
    Dobbiamo ancora tollerare che un condannato, con centinaia di processi a suo carico, ci insulti con la sua presenza tra le istituzioni?
    E non intrappolatevi nel fantomatico “garantismo“; quella ideologia non c’entra con fatti conclamati e già condannati.
    Se Silvio Berlusconi è stato definito “delinquente naturale” un motivo ci sarà!




    • Bertoldo   Bertoldo
         Valori: 630 ....... Rango: User

         In risposta a: Gabriella

      Buona domenica anche a te, cara Gabriella!

      Dalle parti ove vegeta anche ilGiornale, incluso quindi quell’animale di Sallusti, i mafiosi sono trattati come merde quando conviene definirli “merde“. Infatti quasi mai ai mafiosi è stata riservata una così squallida e brutta “ospitata”.

      Non possiamo dimenticare quando addirittura il fondatore di Forza Italia, il condannato per vicinanza alla mafia Dell’Utri,  definiva il boss Mangano come un galantuomo, addirittura un eroe; in una certa occasione e mentre quello stesso fondatore di Forza Italia era carcerato per mafia, anche la merda Sallusti ebbe a definire il galeotto Dell’Utri come un “ufficiale gentiluomo“. Cosa era, dunque, a quell’epoca l’adoratore di merde Sallusti? Indubbiamente un’altra schifosa merda nella galassia del delinquente naturale.

      Scusa Gabriella per le mie volgari annotazioni, ma quando si discute di quella parte politica e di quei giornali, inevitabilmente tutti rimaniamo contaminati dal maleodorante puzzo.

      Del post di Marina, che saluto caramente, ho letto con attenzione le conclusioni del boss Graviano, quando egli definisce Berlusconi traditore. Infatti, non mi sento di escludere quella ipotesi e, forse, i fatti erano stati preparati accuratamente verso quella soluzione. Tagliare i ponti a tutti e con tutti i mafiosi con i quali aveva avuto da spartire affari e soldi, per Berlusconi avrebbe rappresentato lo svincolo da qualsiasi legami con la mafia. Il boss Graviano è l’ultimo mafioso che può ancora raccontare la verità e rappresentare, quindi, un serio e gravissimo problema per il nano di Arcore. Farlo tacere, a qualsiasi prezzo, si rende necessario e liberatorio.

      Vedremo che fine farà il boss di Brancaccio!





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