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Imane Fadil è morta. Potrebbe trattarsi di omicidio. “Cui Bono?” … “Cui Prodest?”

Gli antichi latini lo avevano già largamente stabilito: Un delitto viene commesso o per conto di chi ne trarrà beneficio, o da chi ne trarrà giovamento.
La Procura di Milano ha disposto l'autopsia del corpo della povera Imane Fadil. Se gli esiti degli accertamenti dovessero confermare i dubbi sulle cause del decesso, sarà improbabile che si riesca a determinare ...
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I delitti sono commessi anche da squilibrati, certo che sì.
Ma non il tipo di assassinio come parrebbe essere quello della modella marocchina Imane Fadil. Per quel delitto, se venissero confermate le modalità, servirebbero elementi chimici estremamente difficili da reperire al mercato o dal rigattiere, giusto per non lasciare traccia di sé.
Imane Fadil è stata uccisa da agenti contaminanti sconosciuti ai normali test clinici, questo è ciò che si evidenzia nella cartella clinica, tanto è vero che l'ospedale Humanitas di Rozzano (Milano), ove Imane era stata ricoverata, ha richiesto verifiche ad un centro specialistico di Pavia.

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La Procura di Milano ha disposto l'autopsia del corpo della povera Imane Fadil. Se gli esiti degli accertamenti dovessero confermare le ipotesi sulle cause del decesso (avvelenamento e più precisamente avvelenamento da contaminazioni radioattive), sarà improbabile che si riesca a determinare quando e sotto quale forma il corpo di Imane è stato assoggettato o ha ingerito quegli elementi.

All'indagine giudiziaria in corso potrebbe essere utile se si stabilisse la quantità di quelle radiazioni ed il loro tempo massimo di azione per far giungere un corpo a collassare, questo per poter calcolare quando Imane ha cominciato a riceverle e quindi indirizzare le ricerche ad un certo periodo anteriore.

Non sarà facile riuscire ad avere riscontri, poiché, se trattasi davvero di radioattività, l'assimilazione dell'elemento radioattivo potrebbe essere stato indotto in qualsiasi forma scelta dall'assassino, dal semplice respirare se fatta in stato gassoso, fino al bere o mangiare se resa liquida e diluita in una qualche bevanda o su qualche pasto consumato dalla povera donna.

Abbiamo premesso tutto ciò per farti rendere conto che la morte della donna sarebbe un efferato delitto, non ideabile e non attuabile da una normale persona che, per un momento di follia, arrivi a compiere qualcosa di atroce; ma, appunto, non di quel genere! Il delitto, poiché di delitto si dovrebbe supporre, potrebbe essere consumato solo se è stato organizzato e compiuto da persone o organizzazione, il che porta inevitabilmente a porsi un'altra domanda oltre quelle del titolo: Chi, tra le persone che temeva le parole di Imane, ha la possibilità di avere a disposizione uomini o organizzazioni per gestire ed eseguire un simile assassinio?

La risposta è abbastanza semplice ed anche logica: Solo chi ha grandi disponibilità e certe amicizie.

Se ora cominciassimo finalmente a rispondere alle domande del titolo ed alla domanda posta ultimamente, non avremmo dubbi; solo una persona a noi nota trarrà beneficio e giovamento dalla morte di Imane Fadil e, quarda caso, quella stessa persona ha nella disponibilità di un suo "caro amico" quella organizzazione e persone capaci di possedere e manipolare elementi radioattivi.

Quella persona è Silvio Berlusconi!

Ci si arriva in un attimo, ma questa facilità apre un altro interrogativo: Non ti sembra troppo semplice?

Fosse stato Berlusconi, sarebbe stato alquanto stupido, poiché finanche un Berlusconi assassino avrebbe immediatamente dedotto che tutti gli indizi portavano a lui.

A questo punto arriva un'altra soluzione: E' stato Putin, che ha voluto togliere le castagne dal fuoco all'amico!

Uhhhhhhhhhhhhh ... Anche quest'idea ci sembra farlocca. Putin ha dovuto faticare non poco per allontanare da sé i dubbi dell'uccisione di Litvinenko, avvenuta nel 2016 a Londra, con modalità di avvelenamento da polonio radioattivo. Rimettere in discussione il suo nome, visto che la modalità dell'uccisione parrebbe similare, sarebbe un vero e proprio suicidio.

Ma la situazione è davvero anomala e triste, per noi non abituati a risolvere uccidendo. Per colui che invece si sente minacciato e posto nella condizione di poter perdere tutto, quella soluzione potrebbe apparirgli la più idonea, quella cioè che gli giova e che gli porta bene.

Cui Bono? ... Cui Prodest?


Questo articolo è Copyright © di IoNonMollo.it - Riproduzione vietata      - Pubblicato 2 anni fa -




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