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Infermiere, professione Amore!

... analizzata nei particolari e negli aspetti, credo possa coinvolgere chiunque abbia un lavoro alle dipendenze. Mi riferisco alla professione di infermiere, facendo notare che, per "professione" intendo ...
infermiere-amore

Buona sera,
vorrei affrontare con voi una questione che, se analizzata nei particolari e negli aspetti, credo possa coinvolgere chiunque abbia un lavoro alle dipendenze. Mi riferisco alla professione di infermiere, facendo notare che, per "professione" intendo l'infermiere in possesso di laurea triennale e riconosciuto, dunque, in possesso di dottorato.
Ebbene, tutti quei "dottori" infermieri, ogni giorno, ininterrottamente, vedono bistrattata ed umiliata la loro professione, poiché in quasi tutti gli ospedali d'Italia (nel resto d'Europa sembra che tale prassi non esista), l'infermiere è tenuto, fra le svariate mansioni, anche a fare "il giro letto", che è l'espressione gentile del più volgare "rifare i letti".

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Infermiere, professione Amore!:
ha ricevuto 4 commenti. La partecipazione di soli 4 utenti determina che c'è scarso interesse per l'argomento.

  • Eleonora   Eleonora
       Valori: 40 ....... Rango: Esordiente

    Buon pomeriggio,

    riesco ad intuire perfettamente quale sia lo stato d’animo di ognuna di quelle splendide persone; gli infermieri e le infermiere si offrono agli altri con estremo senso di vicinanza e rispetto del dolore sofferto. Te ne accorgi solo quando l’infermiere di turno comincia a prendersi cura di un tuo caro, ma quasi subito ti rendi conto che loro sono lì per chiunque, senza distinzione.

    Passano da un paziente all’altro con estrema rilassatezza, a dimostrazione che ognuno di loro conosce a fondo, immediatamente, ogni necessità, ogni esigenza di chiunque giaccia sui tanti letti. E’ un rispetto dovuto non doverli ridimensionare a semplici, seppur dignitosissimi, personale delle pulizie. Come giustamente ha scritto Veneziana, chi ha studiato e fatto sacrifici per concludere un percorso alquanto difficoltoso, non merita di dover compiere certe “scoraggianti” mansioni.

    Cerchiamo di essere realmente riconoscenti verso questi “angeli”, loro scelgono sempre di rimanerci accanto, specialmente quando ne abbiamo più bisogno. E mai si tirano indietro.

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  • Daniel   Daniel
       Valori: 55 ....... Rango: Esordiente

    Buongiorno,
    io, sinceramente, non so se esprimere appieno la collera che ho verso la categoria infermieri, o esternare soltanto un sentimento di dubbio, poiché la disavventura patita quando mia nonna è stata ricoverata in ospedale mi indurrebbe ad urlare il quasi mio disprezzo per taluni.
    Per me i giovani infermieri (maschi e femmine) hanno scelto quella professione consci di assicurarsi il classico “posto sicuro”, senza avere assolutamente e realmente idea di cosa significhi avere a che fare con persone che soffrono. Certamente hanno ricevuto un appropriato insegnamento attinente il comportamento equilibrato da mantenere e la predisposizione alla calma, ma, come ben possiamo immaginare, quelli sono e restano solo avvertenze.
    La sfacciataggine di apparire come se fossero i padroni di quelle maledette corsie, li ha resi ai miei occhi come i più disonesti ciarlatani, con l’aggravante di essere anche incivili; altro che angeli!
    Dispotici, arroganti, chiassosi e maleducati. Questo sono gli infermieri italiani e nel fascio ci entrano tutti, poiché non ho visto uno solo di loro redarguire la collega. Si chiamano tra loro come se fossero in piazza, urlando e dimenticando, per primi, ove si trovano. Appena il medico è assente (purtroppo anche la caposala appartiene alla sciagurata razza, divenendo, a volte, la temibile capobanda), comincia la loro insana commedia tutta italiana, anzi no, NAPOLETANA, perché napoletani erano il lui e la lei infermieri.
    Con loro devi necessariamente litigare per farli ritornare un attimo a livelli accettabili, ma sono subito pronti, vigliaccamente, a minacciare di metterti alla porta per qualche loro spavaldo motivo; quello che ti riservano, insomma, è una loro gentile concessione, quindi, o l’accetti, o peggio per te e chi sei andato a visitare.
    Ma c’era la mia adorata “vecchina” e lo sapevo bene che lei non riusciva a chiudere occhio, né durante il giorno, né durante la notte per quel continuo vociare, tra risate e strilli delle oche e dei giulivi laureati. E soffriva!
    Sì, Veneziana, gli infermieri possiedono una laurea triennale, ma sembra che quando partecipate ai concorsi, se l’Ente ha bisogno di un copioso numero, si arriverà ad assumere anche gli scarti, quelli cioè che la laurea se la sono comprata. Ed il risultato di quegli scarti lo sai anche tu quale è!
    Io non vi considero brave persone, perché siete tutti appartenenti ad una categoria di menefreghisti, quindi fare “il giro letto” per me non è ciò che vi umilia – io vi farei fare ben altro – ciò che vi umilia è la mancanza di vera professionalità da svolgere almeno con un minimo di dignità e di rispetto per chi soffre, nessuno pretende il vostro Amore, anche perché, l’Amore, voi neppure sapete dove sta di casa.

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    • Veneziana   Veneziana
         Valori: 135 ....... Rango: Esordiente

         In risposta a: Daniel

      Buona domenica!
      Ciao Daniel, grazie per essere intervenuto e per averci messo al corrente del tuo pensiero.
      Ad essere sincera anch’io noto ciò che tu riferisci e non sai quanto ci terrei a poter cambiare qualcosa; ma non posso, non ce lo permettono e sai perché? Perché solitamente, chi può assumere quell’atteggiamento sgraziato e per niente professionale, è il cocco o la cocca della caposala o di quel primario, oltre che confidente e spia del reparto.
      Andare a lamentarsi di quello o di quella è praticamente come finire nel pentolone con l’acqua già calda.
      Credi che la mafia in Italia esisti solo in Sicilia o nelle regioni dove si concludono più affari? Nulla di più sbagliato!
      La mafia è in ognuno di quelli che riescono ad insinuarsi, occupare una posizione non meritata ma concessa e che hanno la capacità di non provare il minimo rimorso. Sono coloro che mirano a “campare bene a discapito di altri”.

      Però, permettimelo: Non si deve coinvolgere nel classico mucchio tutti gli altri buoni, volenterosi e capaci, così come non si deve indicare tutti gli italiani come mafiosi solo perché in Italia c’è la mafia ed altro. Tra noi infermieri, ma giusto perché discuto della mia professione, altrimenti l’argomento coinvolgerebbe tutti, ci sono persone che badano a compiere quotidianamente il loro dovere, alzandosi ogni mattina alle cinque, o facendo turni di notte, senza mai essere sicuri che quest’anno trascorreranno il Natale coi propri cari. Ma noi, almeno, non ci lamentiamo, proprio perché facciamo un lavoro che ci piace, che ci soddisfa nell’anima e che amiamo.

      Sì, ne sono ancora convinta; la professione infermieristica è una mansione svolta con Amore!

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      • il Beduino   il Beduino
           Valori: 40 ....... Rango: Esordiente

           In risposta a: Veneziana

        Buongiorno a tutti!
        Ciao Veneziana, come stai?
        E’ ammirevole lo spirito indomito che ti mantiene ferma sulle tue convinzioni; è molto probabile che tu volessi fare proprio l’infermiera, addirittura prima di aver scelto l’apposito indirizzo universitario. Bene, hai ottenuto ciò che volevi e noi dobbiamo essere contenti di poter incontrarti in qualche corsia. Con te presente ci sentiremo al sicuro!
        Ma devo purtroppo dissentire da qualche tua frase. A me sembra inopportuno “avere paura” di finire nel pentolone, per tentare di far valere i propri diritti o cercare di ribellarsi alle presunzioni di qualche collega. Se l’accaduto è un fatto accertato, ognuno dovrebbe avere l’obbligo di denunciare e, se non bastasse farlo con la caposala, esiste anche un primario o, addirittura, la direzione sanitaria.
        La denuncia è l’arma che ognuno di noi può utilizzare per rimuovere qualsiasi aspetto anomalo di comportamento; nel vostro caso (infermieri di reparto) credo sia molto più vantaggioso accomunarvi e presentarne una tutti insieme, sempre se è vero che tutti voi possiate avere una comune visione. Sarà difficile, certo, poiché ove esiste la mafia, solitamente esistono gli omertosi. Quest’ultimo è l’aspetto tragico dell’ambiente mafioso, perché è quello dove la parte più debole della popolazione “frena” l’avanzata di chi trova il coraggio della ribellione.
        Infine e per tornare al tema del tuo post, sono fermamente convinto che gli ospedali siano nati grazie alla presenza delle infermiere, le quali hanno da sempre dimostrato di saper assistere l’ammalato e voler prendersi cura dei dolori di chi soffre.
        Congratulazioni a voi ed un grosso GRAZIE!

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