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Italia a pezzi

Non ci è più consentito di sbagliare ... Siamo ormai giunti al fatidico bivio: Democrazia europea o sovranismo con annesso fascismo.
Permettere a qualsiasi politico di poter scendere a livelli bassi di immagine o di condotta, può indurre tutta la politica ad essere qualcosa di estremamente fuori luogo, qualcosa da cui non potremo aspettarci leali soluzioni, qualcosa ...
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Riflettiamo un po'.
Io non so quanto tu abbia interesse di osservare, di esaminare e di elaborare i fatti; di certo dovresti farlo, invece di lasciarteli "scivolare" addosso come un liquido untuoso, poiché, se permetterai che quel liquido ti coli addosso giorno dopo giorno, di certo, col tempo, non lo sentirai più. Sarai tu stesso "quel liquido".
Se oggi un qualsiasi politico - tipo l'ormai nominato "sciacallo Salvini" - è capace di urlare in piazza "mi sono rotto i coglioni" e non provare alcuna vergogna per parole considerate volgari, bèh, la colpa, oltre che sua, è dei giovani, del loro "mondo" e della televisione con annessi problematici showmen, showgirl, qualificati burattini dell'intrattenimento e loro ospiti, come la "capra" Vittorio Sgarbi, scostumato, ineducato, irriverente.
Ma su questo ultimo argomento tornerò in seguito, magari con un altro articolo.

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Italia a pezzi.

Riflettiamo un po'.
Io non so quanto tu abbia interesse di osservare, di esaminare e di elaborare i fatti; di certo dovresti farlo, invece di lasciarteli "scivolare" addosso come un liquido untuoso, poiché, se permetterai che quel liquido ti coli addosso giorno dopo giorno, di certo, col tempo, non lo sentirai più. Sarai tu stesso "quel liquido".
Se oggi un qualsiasi politico - tipo l'ormai nominato "sciacallo Salvini" - è capace di urlare in piazza "mi sono rotto i coglioni" e non provare alcuna vergogna per parole considerate volgari, bèh, la colpa, oltre che sua, è dei giovani, del loro "mondo" e della televisione con annessi problematici showmen, showgirl, qualificati burattini dell'intrattenimento e loro ospiti, come la "capra" Vittorio Sgarbi, scostumato, ineducato, irriverente.

Nella speranza di apparire simpatico ed attuale coi tempi, chiunque, e di qualsiasi età, si mostra e si confronta in pubblico con la medesima disinvoltura di un quindicenne non educato alla convivenza sociale, ma solo abituato a fare il bullo del suo gruppo. Ma se quel "chiunque, e di qualsiasi età" fosse un politico corrotto nei costumi, dovremmo riflettere seriamente sulla questione di quanto egli possa essere deleterio per i messaggi che egli trasmette e, perciò, dovremmo spontaneamente bollarlo come inaccettabile a rappresentarci. Se, al politico già corrotto nei costumi, aggiungiamo anche il possesso di presunzione e sciatteria, ecco allora che ci appare nitido il profilo demoniaco dell'inquietante Salvini, il cui comportamento usuale è di non rispondere a domande specifiche che accusino lui o il suo partito, ma di cambiare immediatamente argomento a lui congeniale.
Sere fa la signora Gruber, che nel suo "Otto e Mezzo" ospitava appunto Salvini, auspicava di non vedere in futuro il "popolano" capo della Lega mostrarsi in mutande. L'incomprensibile ironia con la quale "il muto agli interrogativi" ma "il loquace alla propaganda" rispose, non lasciò dubbi sulla sua natura di spavaldo ad ogni costo, non intuendo neppure la intrinseca questione posta in essere dalla signora Gruber, di dover egli, per ovvie ragioni di etica, dismettere di mostrarsi in pubblico nelle condizioni contestate.
Permettere a qualsiasi politico di poter scendere a livelli bassi di immagine o di condotta, può indurre tutta la politica ad essere qualcosa di estremamente fuori luogo, qualcosa da cui non potremo aspettarci leali soluzioni, qualcosa di cui faremo bene a non fidarci. E' inammissibile che i "prescelti dai partiti" diventino i simboli del malcostume e dell'arroganza. Potrebbe finire che qualcuno, come appunto Salvini, non contento di come la democrazia si stia manifestando, arrivi addirittura a mobilitare i "galli ed i cervi" contro lo Stato. Questa non è opposizione politica ... Questa è intolleranza ad essere tornato "nessuno"!
Salvini le tenta tutte; finanche accettare lo scontro televisivo con l'altro Matteo, l'esautorato. Entrambi hanno tentato inutilmente di azzannare e poi dare lo strappo, entrambi però sono riusciti ad apparire falsi, non veri. Ma, ahìnoi, il pubblico adora lo scontro fisico, ove il vincitore è colui che ammazza l'avversario, non colui che ha mostrato valore. Quel che c'è necessariamente da confermare è che, trattandosi di quei due contendenti, trovare qualcosa di valido fosse praticamente impossibile. Perdenti entrambi!

Eppure, è stato proprio Renzi a favorire la nascita di questo governo; poi però, inspiegabilmente, forte dell'appoggio mai mancato della sua corrente politica in Senato ed alla Camera, ha lasciato il PD e s'è creato il suo partito, cominciando ad agire da bilanciere per le sorti del governo. La verità è che vuole tornare a contare qualcosa a livello nazionale; fosse rimasto confinato nel ruolo semplice di oppositore, la stessa mossa di abbandonare il PD sarebbe stata un suicidio politico. Ha dunque caldeggiato la creazione del governo solo per suo diretto interesse, per non essere escluso coi suoi adepti dalla vita politica e per avere lo spazio che gli spetta in qualità di appartenente al governo. Ha guadagnato il tempo necessario per organizzare il suo partito, pena lo scacco al governo. Semplicemente disgustoso!
Di contro, anche a Salvini serve tempo, giusto dopo essersi reso conto dell'enorme sciocchezza commessa; infatti le sta tentando tutte pur di scrollarsi di dosso l'accusa che a tradire le aspettative degli italiani fosse stato lui. Deve poter creare le opportunità per dimostrare, artatamente, che tutte le responsabilità sono imputabili al movimento col quale ha allegramente governato più di un anno. Un Movimento 5 Stelle che, intento seriamente a riformulare molti aspetti negativi dell'Italia che fu, lo ha lasciato fare e disfare a suo piacimento, fino a farlo diventare il "capitano", colui che guida, colui da seguire. E gli italiani, caproni, galli e cervi, lo seguono.
Seguono una persona che in svariate circostante ha mostrato di non avere alcuna stabilità. Bisognerebbe trovare il tempo di leggere il resoconto di 27 anni di convivenza in politica di Salvini, per rendersi coscienti di quanto lui sia umanamente pidocchioso e per nulla incline a salvaguardare l'Italia e l'italiano. Non c'è banderuola più capricciosa di Salvini; egli lo è pure quando non tira vento!
Sobillatore tra gli amareggiati e gli scontenti, liberamente promette ciò che a lui stesso ed al suo partito conviene. Salvini vuole leggi che abbiano effetto palliativo, non curativo, specialmente in tema di lavoro, istruzione, sanità, giustizia e funzioni territoriali. Salvini trae vantaggio dall'accontentare - a parole e senza spese - l'italiano infelice. L'idea non è malvagia ... Malvagio è chi la attua prendendosi gioco dell'infelicità che crescerebbe.
Salvini non è la cura ... Lui è la bestia!


Questo articolo è Copyright © di IoNonMollo.it - Riproduzione vietata      - Pubblicato 2 anni fa -



Italia a pezzi:
ha ricevuto 3 commenti. La partecipazione di soli 3 utenti determina che c'è scarso interesse per l'argomento.

  • Giovanni   Giovanni
       Valori: 365 ....... Rango: Esordiente

    Buongiorno a tutti.

    A me risulta davvero difficile analizzare il comportamento dei politici. Accade che, quando trovo qualcosa a favore (secondo il mio modesto punto di vista), subito dopo trovo qualcosa d’altro che frantuma il quadro appena creato; in altre parole non riesco a porre su un piedistallo nemmeno uno di loro.

    In questo scenario alquanto insolito per una Nazione come l’Italia, piena di menti geniali e di patriottismo, sembra prevalere l’ipotesi che, chi più si avvicina con le promesse alle condizioni sperate e volute del popolo, più resti “favorito”. Infatti, non a caso, l’azione che tutti i “leader” di partito vogliono utilizzare come cavallo di battaglia è: Accontentare – a parole –  le intime voglie e le aperte richieste dei votanti.

    Una vera e propria lotteria delle promesse elettorali; la differenza è che a vincere non sono coloro che votano, ma coloro che il gioco lo preparano. Ovvio, quindi, che lo preparino per benino!

    Anche il tanto atteso M5S non si sottrae a questa manovra da strapazzo, anzi; credo piuttosto che quel movimento sia nato proprio grazie alle promesse elettorali fatte, con le quali avrebbe calmato i malumori del popolo; promise addirittura di rivoltare l’Italia come un calzino (a dire il vero, promise di “aprire” il Parlamento come una scatola di tonno).

    Solo promesse dunque, senza mai arrivare alla completa realizzazione.

    Ma perché l’italiano ci casca sempre? Perché l’italiano presta ancora attenzione alle promesse di Renzi, seppur questi sia stato solennemente batostato dai risultati elettorali precedenti? Perché concedere ancora fiducia a chi ha dimostrato di non avere minimamente a cuore le sorti dell’Italia? Perché affidarsi ancora ad un perdente?

    Ovviamente neppure Salvini merita fiducia. Lui è tutt’altro che il “capitano”. Lui è uno caduto per caso nel giusto solco ed ora non fa che arare allegramente, seguendo sempre il passo dei buoi, mica dirigendo l’aratro! Salvini va dove gli altri indicano. Ma non espressamente a lui … A chiunque possa renderli felici, anche e solo con le promesse. Il popolo di destra è fatto così … Zucconi pieni di boria, sempre in cerca di un “duce” che indichi loro un nemico da combattere!

    Ogni tanto Salvini alza il capo, ma quel momento gli serve solo per capire dove è arrivato e come eventualmente allargare il solco; niente altro nella sua zucca. Trascinatore? … Capitano? … Ma va’!

    Gli altri – Di Maio e Zingaretti – sono elementi futili, quasi insignificanti, nello scenario politico italiano. Che ci siano o che non ci siano è la stessa cosa. Non sono loro che si muovono; a muoversi è quella massa di persone che ancora crede che in Italia si possa combinare qualcosa di buono. Loro, Di Maio e Zingaretti, sono lì come capi politici e di partito, ma senza alcuna corona in testa, senza alcun riconoscimento per valori personali acquisiti. Centomila altri potrebbero prendere i loro posti. Quelli di sinistra sono astiosi, poiché ognuno di loro crede di essere più capace di colui al quale darà il suo voto; ognuno di loro crede di saper fare meglio di chiunque altro e di avere ben presente come portare a termine le tante idee personali da realizzare ed i tanti progetti da attuare. Tutti, insomma, capaci di migliorare la situazione generale.

    Ciò che vorrei esprimere, è che la politica fa schifo, perché fanno schifo questi politici inconsistenti ed inefficienti, che badano prevalentemente agli interessi propri o, al massimo, agli interessi del proprio condominio, badando a trattare l’Italia come fosse la mucca da mungere nel cortile delle loro case a ringhiera.

    Sarà sempre scontro tra le fazioni, finché tra esse non arriverà quacuno gradito a tutti.
    Ma ho seri dubbi sulla coerenza degli italiani.




    • Giuseppe (Dir.)   Giuseppe (Dir.)
        

         In risposta a: Giovanni

      Buongiorno Giovanni, buongiorno a Tutti!

      Io sono dell’idea che nessuno sia nato pronto per darsi alla politica, o quantomeno che l’esser politico non lo si inventi dalla sera alla mattina; ecco perché in politica avvengono cose improprie ed improprie sono le persone che attivamente sono dedite alla politica.

      Ciò premesso, credo sia evidente che per me tutti i canuti o i ragazzetti di primo pelo che vediamo approdati in Parlamento, siano capaci forse di fare i portaborse, anziché occupare uno scranno. Chi invece in Parlamento siede da anni, dovrebbe essere definitivamente rimosso subito dopo aver perso le elezioni.
      Un’altra cosa per me importante è che non dovrebbe proprio esistere l’opposizione, ma al suo posto dovrebbe essere creato un comitato professionale di senior indipendenti, che definisca se una nuova legge sia corretta o no e se gli eletti stiano operando secondo Giustizia Costituzionale. Insomma, una mini Sub-Consulta, giusto per alleggerire il lavoro alla Consulta vera e propria ed al Presidente della Repubblica. Non nego che certamente imporrei ai signori eccelsi della Consulta di lavorare da mattina a sera di ogni giorno, altro che una sedutina di tanto in tanto.

      Si devono compiere questi passaggi, perché, altrimenti, vorrei ci fosse qualcuno capace di spiegarmi quale importanza avrebbe il futuro per un debosciato politico di professione che, seppur appartenente ad un partito sconfitto alle elezioni, resterà comunque ad incassare lo stesso stipendio degli eletti e magari, come avviene da sempre, gli sarà assegnato anche qualche incarico strapagato in qualche commissione, oppure sarà rifocillato con gettoni a gogò e trasferte superpagate.
      Hai mai visto nel mondo civile uno che perde il concorso, ma che verrà comunque assunto e riceverà lo stipendio uguale a quello del vincente? Mai, vero?! Ed allora perché per i politici non dovrebbe essere la stessa cosa? Non è già questa una discriminazione? Non è forse questa una prova che loro si pongono sopra la legge, rendendo quindi le loro stesse presenze anticostituzionali?
      Le elezioni sono per i politici come i concorsi per gli aspiranti lavoratori; rendiamo merito a questo confronto e adeguiamoci di conseguenza. Il politico che perde le elezioni è un perdente; cosa ce ne facciamo di un perdente?

      L’opposizione non serve ad alcuno, specialmente dopo una vittoria elettorale, avvenuta non con accozzaglie per raggiungere la percentuale di maggioranza, ma in seguito all’applicazione di studiate, ragionate ed approvate regole elettorali, divenute sacrosante e benedette da tutti.

      La riduzione del numero dei parlamentari è cosa di poco conto, perché tra i restanti ci saranno senz’altro, a maggioranza, quelli più pervertiti e quelli più dannosi, quelli che non si auto-eliminano. Sono quelli che hanno scelto la politica come esclusivo mezzo del loro sostentamento. Una professione che giova solo a loro, ma che risulta un enorme danno per l’Italia.

      Vedi, caro Giovanni … Nell’articolo ho scritto che Salvini deve vergognarsi per le espressioni “colorite” che usa durante i suoi sproloqui, ma dopo appena due giorni, mi duole informarti che, altrettanto ha fatto l’inutile Zingaretti, il quale, ospite di quel torbido conduttore, solitamente sciatto e meschino, s’è espresso con lo stesso vocabolo utilizzato da Salvini. Eppure Zingaretti ha una certa età, una differente cultura ed altra educazione politica, totalmente lontani dai parametri educativi della meschina Lega.

      Se in Italia, dopo le elezioni, in Parlamento non ci fossero oppositori ma solo il partito o la coalizione vincente, che governerà per i cinque anni previsti, sono sicuro che non avremmo bisogno neppure del Parlamento. Non riesco neppure ad immaginare quanto risparmieremmo. Basterebbero le sedi dei partiti per riunirsi e discutere. Fra l’altro, sarebbe abbastanza facile e fattibile porre controlli su tutti i componenti; sarebbero e si sentirebbero continuamente sotto i riflettori e nessuno, inclusi relativi parenti fino al terzo grado, appartenente al partito vincente sarebbe escluso dal controllo capillare della propria situazione finanziaria, precedente e successiva alle elezioni. E se qualcuno non fosse più gradito, per dimostrata pigrizia o per atti non proprio limpidi, basterebbe la firma di 10.000 iscritti al partito di quell’infameonorevole“, per farlo decadere immediatamente.

      Semplice e facile, no?

      Io, personalmente, lavorerei su queste ipotesi.
      Ciao!

      P.S.
      Mi è molto piaciuto il tuo collocamento di Salvini; credo che, tra un migliaio di connotazioni lette, la tua sia la più originale ed azzeccata. Hai centrato … Bravo!




  • Luci On   Luci On
       Valori: 105 ....... Rango: Esordiente

    Buongiorno,
    ho letto con molta attenzione ciò che ha scritto il signor Giuseppe. E’ stato come un fulmine a ciel sereno; di botto tutto mi è apparso chiaro, sotto un’altra luce. L’anomalia della nostra democrazia si concentra tutta con la volontà del politico nel dover mantenere comunque la sua posizione e, di conseguenza, quelle di tutti gli altri suoi colleghi.
    Le elezioni non sono altro che un ritornello, una rotazione infinita, un cambio di ruoli, senza mai cambiare definitivamente gli attori. Chi sta in maggioranza oggi, potrà essere l’opposizione di domani e viceversa. Perché, dunque, darsi pena? Tanto vale stare al gioco e fingere sdegno o partecipazione, dipenderà dagli accordi, in ogni caso tutti ci guadagnano. Per capire fino in fondo, mi sono concentrata su un tizio al quale piace essere politico, ma per il quale ho posto un quesito: Che benefici ha ricavato l’Italia da questo politico?
    L’uomo, oggetto del mio pensiero, è Maurizio Gasparri, politico dal 1980, parlamentare dal 1992. Ventisette anni da parlamentare, ma solo otto anni nei gruppi di maggioranza, con l’unico ruolo di salvaguardare una sola persona. Diciannove anni all’opposizione, continuando a salvaguardare solo quella persona.
    E’ vero … I perdenti devono essere esclusi dai palazzi; a loro deve essere preclusa ogni possibilità di arrecare danni concreti e danni di immagine alla Nazione, perché il loro comportamento è e sarà da perdenti rancorosi.
    Tutt’altra cosa ed ancor più perverso è il politico arrivista; chi lo è, ha il cervello sconvolto costantemente dall’idea di padroneggiare. Capita così che, anche quando si sta nella maggioranza di governo, l’arrivista speculatore arrivi finanche a tradire la sua parola e gli accordi presi e, alla prima occasione propizia, mandi tutto all’aria, iniziando la sua personale scalata al potere.
    Salvini ha tradito un patto, ricevendo addirittura consensi. In effetti parte dell’elettorato – piccola o grande che sia – scegliendo Salvini ha inteso premiare il tradimento. E quando il politico traditore riesce ad avere la maggioranza dei voti, quella parte dell’elettorato è traditrice!
    Ecco a voi, signore e signori, di che pasta è fatta la maggioranza del popolo italiano.
    Auguri!





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