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La fiaba del rospo nano!

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La fiaba del rospo nano!:
ha ricevuto 4 commenti. La partecipazione di soli 4 utenti determina che c'è scarso interesse per l'argomento.

  • Giuseppe (Dir.)   Giuseppe (Dir.)
      

    Buon giorno.
    Devo assolutamente porgere i miei ringraziamenti e fare i miei complimenti alla nuovissima “Redazione” (nella persona del signor Giacinto), egli ha saputo trasformare con un “tocco” d’eleganza il nostro Blog; preziose anche le sue “segnalazioni in testa”. Bravo a te ed a chi con te collabora!
    Questa ‘notiziola’ dell’innominabile che se ne va’ in giro la sera a raccontar panzane e barzellette, lo rende ancor di più palesemente uomo da teatrino, giusto qual è stato da 50 anni a questa parte.
    Nel suo tormentato cervello girano e rigirano i soliti pensieri giudiziali, così, quando gli riesce, mette al corrente chiunque di quel che gli balena per la testa, ma lo fa’ per autoconvincersi e, di più, per promuovere le sue tesi. Ultima fra tutte prende, come oggetto di disquisizione, la legge sulla corruzione. Lui (l’innominabile) esordisce il suo racconto con “…C’é un processo, il processo Mills, che è tutta una barzelletta” E già qui, se uno lo vede nelle vesti del Presidente del Consiglio, dovrebbe sputargli in faccia. Poi continua “…Il reato di corruzione, se c’é, è palese che è messo in atto e decorre nel momento in cui il corruttore dà i soldi al corrotto. Ma il pm di Milano, De Pasquale, che è quello che ha attaccato Craxi e fatto morire Cagliari suicida, visto che il processo stava arrivando alla prescrizione, si è inventato la seguente storia: Il reato di corruzione è commesso soltanto quando il corrotto comincia a spendere i soldi. Per cui se il corrotto è uno che risparmia, il reato non è mai stato consumato… La cosa drammatica e tragica è che tre diversi collegi, primo grado, secondo grado e Cassazione, hanno asseverato questa tesi, dimostrando quindi che c’é un accordo tra i giudici di sinistra che vuol sovvertire il risultato elettorale, e che attraverso questo accordo, questa interpretazione assurda della giustizia vogliono eliminare colui che è stato eletto“.
    Non vi nego che io gli avrei messo la camicia di forza!
    Però, visto che siamo democratici e civili, cerchiamo ancora di dialogare, non con lui ma tra noi, su quanto l’innominabile va’ asserendo.
    Se De Pasquale è il PM che ha ‘attaccato’ Craxi, ne consegue che non può essere considerato di sinistra. Non può essere quindi considerato di sinistra, neanche se ‘attacca’ qualcuno di destra. Di quel PM si dovrebbe dire invece, che è del tutto imparziale.
    I collegi che hanno asseverato la tesi dell’inizio della corruzione, lo hanno fatto mantenendo ferma una condizione stabilita anch’essa per Legge e cioè che: La corruzione sussiste quando il corrotto trae materialmente benefici dalla sua corruzione, quindi a decorrere dall’effettivo momento in cui riceve l’ammontare pattuito per la sua illecita partecipazione ai fatti. Tale circostanza si è infatti verificata 3 mesi dopo, poichè l’avvocato Mills, nella speranza di far perdere le tracce di quei movimenti bancari, ha effettuato il deposito a sua nome solo dopo 3 mesi.
    C’è da sottolineare che questa conclusione adotta anche dalla Cassazione, lascia anche me un po’ perplesso, in quanto chi ha pagato comincia da subito a godere del ‘beneficio’ di aver corrotto, visto che il corrotto comincerà da subito, in ogni caso, a negare o mentire o ad avvalersi della facoltà di non rispondere. Ma questa è un’altra storia e sono felice che al miserabile premier NON SEMPRE gli riesca di avere la scappatoia pronta!
    Anzitutto se lui (il nano) è convinto di essere innocente e quindi non corruttore (condizione già da scartare in conseguenza della dichiarazione che la corte ha reso al processo Mills), ci dica perchè è preoccupato se i tre gradi di giudizio hanno confermato la tesi della corruzione con quelle modalità e quindi, di conseguenza, allungato il tempo di prescrizione. Forse perchè lui sarà ‘costretto’ a rispondere di quel reato, non essendo stato in grado di ‘coprirsi’ ulteriormente le spalle?
    Aver dichiarato che “tutti quei giudici si sono accordati per sovvertire il risultato elettorale” e che tutti quei “giudici sono di sinistra”, apre lo scenario alla diffamazione. Infatti non dobbiamo dimenticare che lo squallido personaggio affronta quei temi NON nelle vesti di Presidente del Consiglio che disquisisce in materia di giustizia, ma lo fà in quelle di imputato e perchè da imputato, ha tutto un tornaconto, se ombre verranno sparse su chi dovrà giudicarlo. E questa è anche l’ipotesi di avvalersi illecitamente della sua funzione pubblica.
    In effetti ha ragione Di Pietro, quando lo appella “Imputato Berlusconi”.
    Però non mi stancherò mai di dirlo: se l’innominabile con le sue ‘sparate’ riesce ad abbindolare la piazza, è perchè quella piazza merita di essere abbindolata, ma quell’orco padrone è tra i più miserabili, perchè conosce a fondo l’animo dei miseri e sà quanto quella piazza si senta “orgogliosa” (seppur stupidamente) di incontrare per strada (quindi al pari loro) un personaggio così ‘altolocato’ che si mescola tra loro, stringendo mani a dritta ed a manca.
    Torneranno a casa ed eccitatamente diranno “Ho stretto la mano a Berlusconi“.
    Chi lo ascolta forse interverrà “Ma davvero, che fortuna… E dimmi… Come è stato… Come è lui?”.
    O forse, semplicemente dirà “Ah si… Allora vai subito a lavarti le mani!”.

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  • Vittorio   Vittorio
       Deceduto R.I.P.

    Buon giorno.
    Piccante e veritiera l’introduzione di Giacinto.
    Estremamente comprensibile ed intuitivo lo scenario descritto da Giuseppe.
    L’uomo che non conosce limiti, alla decenza ovviamente, scende in piazza e si attornia di spettatori.
    Questa è senz’altro una prerogativa del suo carattere: raccogliere il consenso del pubblico, a qualsiasi prezzo!
    Ed è questa prerogativa che lo rende differente dagli attuali dirigenti di sinistra, che non hanno più la spiccata mentalità di sinistra.
    Per questi ultimi il popolo non è altro che il mezzo per restare a galla, potente(?) tra i potenti.
    Invece il popolo rosso è composto da persone che hanno gli ideali ben definiti, sono persone che amano stare insieme, sono persone che amano le cose serie, che non sognano ad occhi aperti (o che non sanno sognare ad occhi aperti), sono quelli abituati ad avere qualcosa se lavorano per ottenerla; arrivare a saziarsi con risate facili e barzellette non fanno certo mangiare i loro figli.
    La durezza delle loro vite li ha privati di un metodo comportamentale: l’adattamento alle situazioni ed ai personaggi.
    Vedono dunque in Berlusconi la persona che nulla a loro dà, ma tutto a loro toglie; la persona che mai apparterrà al mondo del lavoro vero, quello del sudore per gli sforzi della fatica, non perchè fa’ caldo ed il climatizzatore non funziona. Per “loro”, quelli di una volta, era detto “signorino” al dispregiativo già il semplice impiegato.
    Alla “specie” rossa in principio sono appartenute le classi operaie, i cosiddetti “intellettuali” si sono uniti a loro in seguito, ma quest’ultimi hanno rappresentato il malessere della classe, poichè hanno mischiato le qualità, indebolendo la massa stessa. Il popolo di sinistra quando voleva qualcosa che gli spettava, se la prendeva, con le buone o con le cattive; da quando sono arrivati gli intellettuali a discutere i metodi, troppo si è perso dell’originale sentimento di appartenenza e di forza collettiva concquistata con secoli di lotte.
    Qualcuno di voi “vecchio” forse ricorderà le feste paesane organizzate dai comunisti di una volta. Erano organizzate all’insegna della spensieratezza, ecco perchè duravano solo quattro giorni, ma erano giorni intensi, più dello stesso Natale. Da quando gli intellettuali hanno convertito anche quella manifestazione, rendendola “democratica”, tutto viene condotto a “tarallucci e vino” e l’essenza stessa che motivava quelle manifestazioni, è andata scemando. Abbiamo perso così il legame che si rinnovava ogno anno, in ogni occasione.
    A noi bastava un leader che sapesse ben esporre e ben sintetizzare le mosse necessarie, non amavamo i parolai, chi si “gonfiava”. Già nell’osservare uno sconosciuto che si avvicinava a noi, c’era l’istintiva ricerca delle sue mani, per scoprire se erano presenti o no dei calli e la stessa cosa avveniva durante le presentazioni con le relative strette di mani.
    Oggi invece abbiamo un filosofo al comando e vari “intellettuali” al suo seguito. La classe peggiore che potesse capitarci. Sono essi della specie “Armatevi, con pazienza, con calma e quando il nemico è forte, partite all’attacco, noi vi seguiremo….. Se tutto va bene!”.
    Essi non sono capaci di scendere in piazza normalmente, come la più naturale delle prerogative di sinistra dovrebbe loro imporre: stringersi nella calda morsa della condivisione. Ciò li rende temibilmente “inferiori” allo stesso Berlusconi. Ciò fà la differenza con lo sfacciato Berlusconi. Ma ciò condanna noi, a non avere un leader rappresentativo ed amato dal popolo, quello rosso!
    Scusate la mia lungaggine, ma ho avuto un pò di tempo disponibile e l’ho trascorso volentieri con voi.
    Saluti

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  • Annabella   Annabella
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    E’ corroborante e molto istruttivo rileggere articoli ed interventi precedenti. Mi sono accorta che, in fondo in fondo, non ci sarebbe bisogno di scrivere dell’altro. Quello che è già stato scritto si ripete continuamente.
    Il premier è vecchio. E, da vecchio e stanco, lui ripete sempre le stesse cose e combina le medesime schifezze, si sa, il lupo perde il pelo ma non il vizio .
    Così trovo piacere facendo “resuscitare” un vecchio post. Mi accorgo che intervengo con la stessa sensazione ed è come se lo stessi facendo allora.
    Ieri il caimano è uscito dal tribunale di Milano, dopo la seduta per il caso Mediatrade. Non c’erano i suoi 200 inquadrati fedelissimi. Ce n’erano solo 20. Non mancava però la capitana SantaDubitodiChè, preoccupata, a suo dire, non per le relazioni con la Lega Nord, ma per le 4 ore che il suo premier era stato costretto a trascorrere in un’aula di tribunale.
    Berlusconi, all’uscita, si è subito diretto ai microfoni dei suoi servi giornalai, per riciclare il già detto in mille e mille occasioni: “E’ certamente qualcosa che non va nella direzione giusta, per una democrazia, di avere il proprio responsabile di governo, sottoposto all’umiliazione di passare delle ore in tribunale, mentre ci sono tutti questi accadimenti internazionali importanti, mentre c’è una situazione importante che richiederebbe la sua presenza nel Paese, su fatti che sono pure invenzioni e che rappresentano l’ennesima ….. (riflette) ….. dimostrazione….., di una volontà….. (riflette ancora) di una procura, la procura di Milano, che già per 24 volte mi ha portato a processo con delle accuse che gli stessi magistrati poi hanno….. (riflette ancora)…. fatto il giudizio, hanno dichiarate infondate“. (Dichiarazione presa dal video de l’Unità: Mediatrade… l’Imputato Berlusconi in Tribunale).
    A parte i colpi che perde e la non lucidità espressiva, c’è da notare subito la rimarchevole condizione delle sue parole che stravolge ogni significato. Lo stravolgimento è dovuto alle parole secondo le quali, lo stesso premier è colui che subisce l’umiliazione. L’omino non si rende assolutamente conto che l’umiliazione è la Nostra di popolo italiano, che dobbiamo sopportare l’onta di vederci rappresentare da un pluri indagato e da un pluri inquisito.
    Sia il caimano che la sua SantaDubitoDiChè dovrebbero saper dichiarare quale di quelle 24 volte che la procura di Milano l’ha trascinato in giudizio, le accuse a lui rivolte siano state poi dichiarate infondate.
    Che farabutto! La maggior parte di quei processi sono stati bloccati dalle sue leggi porcate.
    Ma dico io. E’ possibile che non ci sia una legge, che proibisca ai politici di dichiarare il falso? Dovrebbe esserci la pena dell’arresto immediato e la perdita del seggio, per gli onorevoli spergiuri, nonchè spregevoli disonorati.
    Andiamo a votare il Referendum, per favore. E buttiamoli tutti fuori.

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  • VivaNapoli   VivaNapoli
       Valori: 480 ....... Rango: User

    Veramente belli l’articolo e gli interventi.
    Cara Annabella, la scuola che proviene dai banchi della maggioranza non è condotta solamente dal vecchio. Sua fortuna è che è attorniato stretto stretto da una marea di lestofanti e truffaldine, che Alibabà ed i suoi quaranta ladroni, ci appaiono oggi come neonati nel nido. Il grido “Apriti Sesamo” per la cricca è diventato “Apriti Cassa” e meglio ancora “Apriti Cassa del Popolo”.
    Ma anche altre storielle, raccontate ora dall’uno ora dall’altra delle sue ombre, ci informano che il caimano ha ben divulgato i metodi.
    Ieri abbiamo potuto udire l’agiatissima bolzanese Michaela Bianco(spino)fiore, spalla del comico Frattini, blaterare una scempiaggine senza eguali “Nella giornata della sua Beatificazione, papa Giovanni Paolo II ci ha fatto il miracolo di aver eliminato il male del mondo” (riferendosi all’uccisione di Bin Laden). Ecchèdè! Neanche il vescovo avrebbe potuto essere più arzillo, quando annuncia il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro!
    Ma la Biancospino è una donna senza ritegno e ce ne ha dato dimostrazione più di una volta.
    Con simile compagine, i trucchi del mestiere dello psiconano verranno subito smascherati.

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