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La manifestazione pro dell’utri non deve essere considerata libertà di espressione.

Il Corriere della Sera s'è prestato al gioco di fare da divulgatore a pagamento, per far giungere ad un pregiudicato un'ondata di futile e rovinoso perbenismo. Hai idea della gravità del fatto? Hai idea di cosa si può ora verificare? Hai idea di quanto destabilizzante sia un'azione simile? ...
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Su questa Terra, voluta per noi dal Signore, accadono troppe ingiustizie e troppe spudorate manifestazioni di libertarismo, tutte esercitate da persone che Lui pensava Sue Anime.
Così, tra frosci scalmanati e lesbiche urlanti alla continua ricerca del loro assetto civile, tra politici sempre più corrotti tanto da divenire corruttori, tra assassini malati d'ossessione che si vedono condonati i loro delitti, tra una Corte di Cassazione che giudica inviolabile ed ineludibile il pagamento della prestazione sessuale della mignotta (pur se questa non rilascia la ricevuta fiscale, come invece sono obbligati a fare commercianti ed artigiani), tra una Polizia di Stato troppo spesso da ritenere fascista contrapposta a schiere di manifestanti che vengono denudati del diritto di salvaguardare il loro territorio, spunta l'altro indicibile oltraggio alle coscienze, stavolta davvero avvenuto sotto gli occhi di tutti:

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La manifestazione pro dell’utri non deve essere considerata libertà di espressione.:
ha ricevuto 3 commenti. La partecipazione di soli 3 utenti determina che c'è scarso interesse per l'argomento.

  • Elena   Elena
       Valori: 2905 ....... Rango: Veterano

    Buon giorno a tutti
    E’ una vera porcheria, non saprei come altro descrivere l’avvenimento.
    Ci terrei a sapere quale motivazione ha dato la Direzione del Corriere della Sera a quell’azione che sembra una cannonata contro la Giustizia.
    Ora possiamo davvero dire che abbiamo una testata giornalistica italiana, forse la più importante, che si presta, per soldi, a fornire spazi utili alla sovversione ed al disfattismo. Quei messaggi, già di per sé fuori luogo, non potevano essere condivisi neppure se trovati nel fango. La gravità è che si parte proprio da questi “semplici” operazioni per dar impeto ad altre azioni senza dubbio più significative.
    Cosa s’inventeranno ancora quelli della casta del pregiudicato Berlusconi & Company?
    Non so a voi, ma a me ha ricordato tantissimo la famosa invasione del Palazzo di Giustizia di Milano, effettuata dagli esponenti parlamentari dell’ex PdL, con Alfano e la Garnero in testa. Anche in quell’occasione, gli amici del frodatore condannato, hanno avuto modo di esternare la loro vicinanza al delinquente padrone di partito.
    Sono concorde con l’ipotesi di Giacinto, quando afferma che nella operazione del Corriere c’è lo zampino dell’assistente ai malati di Alzheimer che ora, vigliaccamente, se ne sta buono e zitto, preoccupato che la Giustizia gli faccia pagare di non saper tenere la bocca chiusa.
    Ma per l’amico in galera doveva compiere, nonostante il divieto di frequenza dei delinquenti, un gesto che gli permettesse il trasferimento del suo personale pensiero; è stato scelto il solito metodo, come sempre del resto, quello cioè di utilizzare le menti prone dei suoi stupidi sudditi. “Caro Marcello, sono con te!”.
    Magari fosse vero. Magari fosse davvero a lui vicino. Fisicamente vicino!

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  • Salvatore II   Salvatore II
       Valori: 510 ....... Rango: User

    Cara Elena mi piace il nome che hai trovato per quell’associazione di mafiosi: Berlusconi & Company.
    Peccato che tutti gli altri vengano riconosciuti colpevoli e lui, l’ideatore, il pensatore, l’utilizzatore finale, se la cavi sempre.
    Buon giorno care amiche e cari amici.
    Io, da meridionale che sente maggiormente il problema mafia e ‘ndrangheta, parto proprio dal manifesto funebre (complimenti a chi l’ha progettato così) per analizzare il fenomeno del Corriere della Sera.
    Può un pensiero di solidarietà verso un delinquente, essere espresso liberamente, accusando apertamente l’Istituzione che ha fatto Giustizia sociale? (vedasi …lunga ed ingiusta prigionia).
    L’evento sarebbe alquanto circoscritto, visto che discuto dell’evenienza che l’affissione sia avvenuta nella sola città in cui quei funerali si svolgeranno, ciò nonostante, lasciar perdere, sarebbe come dare l’impressione che quella frase, per le Istituzioni, non abbia avuto alcuna importanza, quando, invece, ne ha parecchia, sarebbe un’accusa infamante buttata lì a beneficio di chiunque voglia raccoglierla.
    La stessa Chiesa di Francesco, il nuovo, grande Papa Francesco, durante l’Omelia pronunciata in occasione della sua visita in Calabria, ha scomunicato tutti i delinquenti mafiosi, per cui credo che nessun prete potrebbe essere disposto ad officiare la Santa Messa per quel genere di defunti.
    Che dire poi del “padre esemplare“? Parole scritte e dettate da una ignoranza tipica di chi ha vissuto l’ambiente del mafioso.
    E’ ovvio che i figli vivano la loro esistenza crescendo in quel caratteristico clima egoistico e distaccato, da cui ricevono e traggono solo benefici. Infatti il padre mafioso vuole apparire agli occhi dei figli come la persona calma, che dà tutto, sempre presente e sempre attento ai bisogni della sua famiglia. Poco si interessano quei cari “angioletti” se la colazione, i pranzi, le cene, tutte le merendine, le pizze con gli amici, i soldi che hanno in tasca, la casa riscaldata d’inverno e rinfrescata d’estate, l’inchino ossequioso dei vicini, siano a loro offerti con l’ausilio del tanto sangue versato per mano dell’amato genitore.
    E’ mio padre!”, dicono, senza pietà per gli assassinati, senza rimorsi, senza porsi l’interrogativo se esista o no distinzione tra il loro padre ed un altro e senza voler sapere di altre tipologie di padri. I messaggi sulla pagina del Corriere contenevano il medesimo pensiero dei figli. “E’ un mio amico!”.
    Come se fosse un orgoglio essere amici di un mafioso!
    Ma forse quelle persone, dal mafioso dell’utri hanno tratto privilegi e benessere come i figli ricevono dal mafioso padre.
    L’unica sostanziale differenza è che i figli sentono affezione sin da piccoli, invece, gli amici di lavoro l’acquisiscono in età adulta. Da responsabili.
    Io mi sentirei offeso per l’amicizia offerta al mafioso dell’utri, proprio perchè carpita dalla duplice personalità, dalla doppia faccia di chi sa che fa il bello ed il buono con qualità e meriti che non gli appartengono, se non quelli di compiacere sè stesso.

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  • Annachiara   Annachiara
       Valori: 565 ....... Rango: User

    Buona domenica a tutti.
    Caro Giacinto,
    oggi è il giorno dedicato ai Pride omosessuali. Saranno solo dieci le città in cui tali manifestazioni verranno svolte; dieci città nelle quali tutti gli abitanti saranno costretti a vedere lo scempio dell’essere umano, ridotto ormai a fuorviato sesso.
    Si sono lamentate, le organizzazioni degli omosessuali, lesbiche, trans e bisex per aver avuto l’opportunità di manifestare l’orgoglio omo solo in dieci città. Alcuni giornali, come d’esempio l’orrendo ilGiornale, ha titolato che quel ridotto numero di città rappresenta l’arretratezza dell’Italia.
    Quelli de ilGiornale, riconosciuti ormai come le belve dell’informazione, i coyotes dell’informazione, le iene dell’informazione, non colgono i significati esasperanti di tali gruppi, tutti al’insegna della depravazione, ma perseguono l’unico obiettivo di dover apparire dalla loro parte, per apparire, loro stessi, dalla parte del progressismo, come se salvaguardare le deviazione fosse un esempio di progressista. Malauguratamente per i disonesti informatori de ilGiornale, tutti noi sappiamo che loro badano ad attrarre solo la quantità numerica che quelle organizzazioni rappresentano, consci anche di fare cosa gradita alle tendenze comportamentali dei loro due finanziatori: I fratelli (maledetti loro!) berlusconi. Sempre loro!
    Ora, a quel malefico giornale, se n’è aggiunto un altro, che ha gestito una disonorevole evenienza, come se fosse la manifestazione di simpatia ad un attore malato o caduto in disgrazia.
    Il direttore, Ferruccio De Bortoli, la faccina carina, i capelli sempre a lunghezza media, ben pettinati e lisciati, insomma la faccia di una serpe ben nascosta, ha autorizzato la pubblicazione di quella che sarà ricordata come LA PAGINA DELLA VERGOGNA per il Corriere.
    Contro di lui sono insorti subito la redazione ed i giornalisti dello stesso Corriere, subito seguiti da alcuni parlamentari del PD (una minoranza, non certo la maggioranza), ai quali ha fatto eco la comunicazione della direzione dell’ordine dei giornalisti lombardi, la quale preavvisava, nel gesto folle della serpe Ferruccio, gli estremi per apologia di reato.
    Ti chiedi “Perchè, proprio il Corriere della Sera?”.
    Io accenno solo ad un altro controverso personaggio: Magdi Cristiano Allam.
    Passato da Repubblica, ove scriveva come editorialista, è approdato, sospinto, al Corriere della Sera, nelle vesti di Vice Direttore. Lasciata l’editoria è entrato nella politica con appartenenza ad un partito di destra. Ha sempre scritto a favore del pregiudicato Berlusconi ed ultimamente anche contro la Chiesa Cattolica, alla quale, per compiacenza, s’era dapprima abbracciato. Trombato a queste ultime elezioni europee, lo si è visto scrivere, stranamente, solo su ilGiornale. La sua personale vicinanza affettiva al Ferruccio è cosa nota. Da ilGiornale deve essergli arrivata la richiesta del suo intervento, sempre sul Ferruccio, per effettuare quella tragica pubblicazione. Cosa fatta!
    Se non si fa chiarezza sugli uomini che determinano la politica, la correttezza dell’informazione e la Giustizia, allora si che saremo l’Italia arretrata, caro ilGiornale!

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