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La nave LIFELINE impari a discutere di reale dovere

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lifeline-tedesca

 

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I tedeschi hanno nulla da insegnare.
Per anni ce la stanno menando, credendo di essere i soli a trascinare questa nostra vecchia Europa verso i traguardi più importanti.
Ma se loro insegnano per come scrivono, certamente stanno creando molti disadattati e disorientati; basta notare come una loro componente scrive un loro motto:
SAVING LIFES IS OUR DUTY = SALVARE VITE È NOSTRO DOVERE (vorrebbero dire).
Sì, il motto è bello e toccante. Peccato però che contenga un gravissimo errore di traduzione.
Infatti, se VITA = LIFE, al plurale VITE in inglese si traduce LIVES e non LIFES.
I tedeschi restano sempre i soliti "crucchi", incapaci finanche di correggersi tra loro.
Tutte le navi che partecipano "alla gara di chi ne acciuffa di più, più soldi riceverà", stanno continuando una prassi che le vede artefici di un malaffare colossale. Sembrano i famelici orsi che aspettano la risalita dei salmoni; l'unica differenza è che quelle ONG agiscono con minor intelligenza degli stessi orsi. Infatti l'orso aspetta il salmone alla fine della corsa ... Quelle navi invece vanno a recuperare la loro "mercanzia, o bottino, o semplicemente carico" quasi direttamente nelle acque territoriali libiche, dando un grandissimo aiuto ai temibili trafficanti, che si sentono addirittura autorizzati a caricare quelle masse su malconci gommoni e senza nemmeno il traghettatore. A che servirebbero gommoni sicuri al 100%, se verranno distrutti o abbandonati appena finito il trasbordo? Perché offrire anche il nocchiere per così brevi distanze tra la costa libica e le navi ONG?
Ciò che a noi importa però, è la predefinita destinazione di quelle navi: I porti italiani!
Ma perché? Perché sempre e solo porti italiani? Perché accogliere centinaia di migliaia di clandestini e farcene carico da soli, pur se quelle navi da trasbordo battono bandiere di altri Paesi? Se fanno la corsa per imbarcarne a più non posso, facciano la corsa anche per scaricarli nei porti dei rispettivi Stati, ai quali le bandiere fanno riferimento. Solo così mostrerebbero che stanno agendo per vero scopo umanitario e non per effettuare carichi frequenti per frequenti rimborsi. Solo così capiremmo quale Stato europeo accetta ed autorizza la nave ONG che batte la loro bandiera a sbarcare quei clandestini sulle proprie coste.
Quante di quelle navi sarebbero davvero autorizzate a compiere le missioni di salvataggio?
L'Italia non può ricevere altri "derelitti" ed anzi si spera che molti di loro, ormai sparsi sull'intero nostro territorio, siano riportati nelle natie terre, pur se questo avrà un costo esoso. Ma molto meglio pagare adesso per il loro rimpatrio che mantenerli qui, ad aumentare il numero dei malavitosi e fannulloni ai quali badare sia in termini di sicurezza sia assistenziale.

 


Questo articolo è Copyright © di IoNonMollo.it - Riproduzione vietata      - Pubblicato 3 anni fa -




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