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Maria Rosaria Carfagna, detta Mara

Non siamo certo noi a scrivere chi sia stata, chi sia e perché oggi esista la detta "Mara" Carfagna. Noi prendiamo atto di ciò che si è letto e visto di lei ... ...

Maria Rosaria Carfagna, detta Mara

✩✩✩✩✩Carfagna assegna meriti

Non siamo certo noi a scrivere chi sia stata, chi sia e perché oggi esista la detta “Mara” Carfagna.
Noi prendiamo atto di ciò che si è letto e visto di lei e cerchiamo, semplicemente, di sintetizzare il personaggio, rendendolo comprensibile ai meno attenti.
La detta “Mara” – che nulla ha a che fare col vero nome della Carfagna – pur se oggi riverita vice presidente della Camera, mantiene ancora il nome d’arte che le è stato assegnato da qualche teatrante o che lei stessa si è assegnato. E già questo ci pare poco serio ed abbastanza civettuolo. Ma lei non ci fa caso … È cosa da poco conto!
Ma, se sentiamo Maria Rosaria Carfagna sproloquiare nelle sue vesti di politica, bèh, allora la cosa cambia.
“Raggi? Roma è una città sporca e invivibile” Che, tradotto dal politichese terra terra, significa dare addosso alla Raggi, come se la Raggi fosse sindaca di Roma da decenni, ed avesse avuto tutto il tempo necessario per risolvere, senza riuscirci, le orribili porcherie di Roma; porcherie alle quali Roma è stata costantemente costretta nei tempi precedenti, non escluse le Giunte Polverini ed Alemanno.

L’unica domanda che ci poniamo, visto che la ex show girl Mara s’era accollata un pagamento di ben 4.000 euro mensili per il mutuo della casa acquistata a Roma (via del Fagutale, zona Fontana di Trevi) è: Chi gliel’ha fatta fare ad impegnarsi con quella considerevole cifra, se pensa così male della città in cui ha effettuato investimenti?
Dopo la sua dichiarazione, supponiamo che il valore della sua casa sia sceso di molto. Ah … Le parole!

Ma Maria Rosaria Carfagna era all’epoca troppo mentalmente immersa nei talk show e nelle compagnie di danza, per essere capace di interessarsi realmente di quello che la politica combinava; semplicemente non capiva il nuovo ruolo in cui era stata proiettata, sebbene ne percepisse tutti i benefici. Non lo ha capito fino a quando non hanno cominciato ad inquadrarla ed indirizzarla (lei e tutto il “ciarpame” ben noto).
E, proprio in virtù del descritto inquadramento, ultimamente l’abbiamo sentita assegnare un eccellente merito:
“Berlusconi? Miglior premier dal 1994 ad oggi” Ma sicuro! … Perché no? Lei può gridarlo ai quattro venti chi è Berlusconi!
Lei lo conosce bene Berlusconi … L’ha conosciuto a fondo … Tanto a fondo, forse, da lasciar credere a qualcosa di lui penetrato nell’intimo suo.
Quella che segue è la lettera della signora Lario al direttore di Repubblica:
Egregio Direttore,
con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, imprenditore prima e politico illustre poi, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: ” … se non fossi già sposato la sposerei subito” ” … con te andrei ovunque” (rivolgendosi proprio alla Carfagna – NDR).
Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l’età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all’uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l’occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi “La metà di niente”. Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.
Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l’esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un’importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l’esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.
Ed ecco altre note esternazioni della signora Lario: – Le veline candidate? Ciarpame senza pudore per il potere.
– Io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione
– Quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti.
– Qualcuno ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido: quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere.
Ed infine, alla domanda di un giornalista che le chiedeva di esprimersi riguardo alla presenza del premier in una discoteca di Napoli per la festa di compleanno d’una ragazza di 18 anni (Noemi, la pupilla di “papi”), la risposta della signora Lario non si è fatta attendere:
Che cosa ne penso? La cosa mi ha sorpreso molto, anche perché non è mai venuto a nessun diciottesimo dei suoi figli pur essendo stato invitato. Evidentemente, la detta “Mara” Carfagna conosce il suo premier ben meglio di quanto possa farlo una signora che ha condiviso col porco ben 27 anni di matrimonio e tre figli!

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