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Movimento 5 Stelle e Lega destinati allo scontro

Dobrebbero smettere di fare i contendenti e dedicarsi al lavoro di squadra, senza più percorrere sentieri tortuosi
Su una cosa non ci piove: Il nemico numero 1 del M5S è Grillo.Non perché Grillo faccia qualcosa contro; è il continuo apparire da comico e da buffone a renderlo non idoneo a fare il capo di un partito, addirittura di un partito ...
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Su una cosa non ci piove: Il nemico numero 1 del M5S è Grillo.
Non perché Grillo faccia qualcosa contro; è il continuo apparire da comico e da buffone a renderlo non idoneo a fare il capo di un partito, addirittura di un partito al governo. E questo grazie alla sua voglia di continuare a dare e fare spettacoli, durante i quali mixa fino all'inverosimile la realtà politica con le sue performanti idiozie, poiché, purtroppo e comunque, egli è costretto a far ridere il pubblico. E' il suo mestiere!

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Ultimamente Grillo non riesce ad "entrare in scena", senza subìre la contestazione degli astanti. La sua persona è indissolubilmente legata alla storia politica del M5S, ma non il suo personaggio e l'errore madornale che Grillo commette, è proprio quello di mantenere insieme i due aspetti in qualsiasi occasione; urlare dal palcoscenico mentre fa gli spettacoli, disquisendo su fesserie, può far nascere ilarità, ma farlo da un palco di un comizio, usando le medesime espressioni facciali, lo rende ridicolo, stupido ed affatto credibile.
Non puoi parlare serio ed essere preso sul serio se devi fare battute (a volte fuori luogo). D'accordo, il sarcasmo è un'arma usufruibile in qualsiasi occasione, ricordando sempre che esso serve per "uccidere" chi detiene il potere. Ma stavolta, al potere, c'è proprio il Movimento da lui fondato!
Pare, dunque, che Grillo si stia suicidando, ma essendo la questione politica, più che suicidarsi, sta facendo suicidare il M5S o, se preferite, sta commettendo un figlicidio.
Dire una cosa e poi farne un'altra era appannaggio dei partiti contrastati dal Movimento di Beppe Grillo; era lo start per attaccare la credibilità degli avversari. Ed ora? Ora che nel governo ne succedono di mille colori, non sono forse gli stessi grillini ad essere attaccabili ed anche perseguibili?
Quella che si sta attuando non è la politica basilare dei 5 Stelle. Scriverei piuttosto che è la politica confusionata e farlocca di chi non ha esattamente idea di cosa stia facendo. Ed è proprio questa l'accusa mossa dai partiti d'opposizione. E loro, i 5 Stelle, nel tranello ci cascano come allocchi.
Anche la super nota Legge del Reddito di Cittadinanza, ora che è attiva e si capisce come verrà applicata, appare una cosa non idonea.
Il Reddito di Cittadinanza avrebbe dovuto inglobare qualsiasi cittadino italiano trovato in condizioni non confacenti a determinati parametri, compreso anche chi il lavoro lo ha, ma che, per numero di persone a carico o per altre condizioni attinenti la famiglia, non riesce a completare dignitosamente il periodo mensile.
Il Reddito di Cittadinanza non era stato inteso come Reddito per chi ha perso il lavoro, immaginarsi poi il calo dei consensi quando si è saputo che se ne usufruirà solo per un determinato periodo. Che Reddito di Cittadinanza è? Un reddito è un reddito, cioè qualcosa sul quale puoi sempre e comunque contare.
Era ben chiaro anche a Grillo, quando promosse l'idea.
Ma oggi, dopo che il governo grillino s'è reso conto della sbadataggine dei conti fatti, anche quella legge è stata trasformata ed adattata alla meno peggio.
Ma le trasformazioni si pagano a caro prezzo, specialmente quelle d'immagine. Il Movimento 5 Stelle sta perdendo ed anche su questo non ci piove. Lo stesso Di Battista, perno vincente e combattivo della ideologia stellare, ha fatto la sua brutta e magra figura, perdendo di botto il 40% dei suoi personali consensi quando, alla fine di una sua esternazione durante un talk show, redarguì il pubblico che non lo aveva applaudito. Di Battista, muso duro del M5S, voleva gli applausi, come un attore.
Fra l'altro, quando le si spara grosse e non si è più protetti dallo scudo del ruolo politico, non ci si può meravigliare se poi arrivano le denunce per diffamazione. E stavolta la lingua di Di Battista ha osato troppo; dichiarare presunti legami tra 'ndrangheta e Comitati Sì Tav, oltre a non meglio precisati episodi di corruzione, è cosa abbastanza grave. La sua ipotesi sarebbe stata plausibile fintanto che fosse stato ancora deputato della Repubblica, ma ora, da semplice cittadino, se non mostra le prove per quello che ha detto, Di Battista rischia e rischia forte, poiché la denuncia che gli è arrivata è stata presentata da un gruppo di associaizoni piemontesi, tutte propense alla TAV e che quindi si sono sentite "offese" dalle parole del Dibba.
A parte quindi i padri e le attività di ognuno, ciò che appare evidente è che neppure chi gridava "onestà" possa essere considerato onesto, pur trattandosi, nel caso Di Battista, di onestà di espressione.
Questi brutti particolari dei 5 Stelle stanno ben servendo allo scopo di un altro protagonista: Salvini.
Il leghista sta piano piano impossessandosi della benevolenza da Nord a Sud, isole comprese. Eppure, le brutte figure di questo governo dipendono proprio dalle sue scelte: Legge sulla sicurezza, provvedimento della chiusura porti, aver costretto i grillini a stravolgere il loro ruolo di garanti della concessione del luogo a procedere per le richieste di autorizzazioni giudiziarie, legge della difesa personale attualmente in dibattito, questioni di economia e finanza, opposizione alla No Tav. Sono tutte questioni spinose che, in altri tempi, avrebbero avuto uno scarso riscontro di opinione pubblica, ma la forza di Salvini, di potersi mostrare "limpido per come sono le sue idee e le sue azioni", gli consentono di uscire vincente da qualsiasi situazione e controversia. Lui lo dice chiaramente ed apertamente cosa vuole e come intende procedere per ottenerla; le cose che non gli riescono non le comincia e non le fa vedere, neppure le pronuncia (come la storia del promesso rimpatrio forzato per tutti gli extracomunitari non residenti).
Addirittura, per la imprescindibile No TAV voluta dai grillini, esistono diverse soluzioni logiche, tutte indirizzate all'esecuzione dell'opera. Salvini difende il rispetto che lui sta avendo del contratto stipulato coi grillini asserendo che proprio nella parte della TAV è stato scritto che del problema se ne sarebbe discusso in forma di rinegoziazione e non che la Lega avesse già accettato l'ipotesi di fermare definitivamente l'opera, ritenendola inutile.
Ed anche qui ha ragione, infatti ecco il testo del Contratto che riguarda la TAV:

"Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia"

A questo punto bisogna saper leggere tra le righe e notare che anche in questo caso i grillini dimostrano di possedere poca propensione di assicurare certezze, per cui oserei pensare che la TAV si farà, pur se fermarla è stata ed è la ragione fondativa del M5S.
Sempre colpa di Grillo!


Questo articolo è Copyright © di IoNonMollo.it - Riproduzione vietata      - Pubblicato 2 anni fa -




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