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Nè lui, nè l’altro. Anzi, nessuno!

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Nè lui, nè l’altro. Anzi, nessuno!:
ha ricevuto 2 commenti. La partecipazione di soli 2 utenti determina che c'è scarso interesse per l'argomento.

  • Gustavo   Gustavo
       Valori: 315 ....... Rango: Esordiente

    Buon giorno.
    Solo Dio sa, quando finiremo di sembrare un popolo civile, diventandolo davvero!
    Una volta si diceva che il voto fosse un dovere civico, al quale tutti i cittadini dovevano inchinarsi.
    Oggi è invece ritenuto un diritto, per cui lo esplica solo chi vuole esercitarlo. Ecco perchè c’è stato il graduale allontanamento dalla politica ed il conseguente disinnamoramento.
    I partiti poi, hanno giocato il loro becero ruolo, agevolando l’autolesionismo ed accelerando l’esclusione del popolo dalle scelte politiche.
    No, caro Giuseppe, non ho alcun protagonista da presentarti o da caldeggiare. Oggi mi ritrovo ad avere la visione ancora più confusa, ma quel che è terribile, è che non vedo via d’uscita.
    Non ero a conoscenza della “disavventura” umana di Grillo, dunque non nego, che lo seguivo con attenzione.
    Però ora è cambiato tutto, perchè tutto il mondo di perbenismo del M5S è crollato. Grillo non è una persona per bene. Grillo è libero solo grazie ad una legge incivile. E’ inutile negarlo. Sua è la colpa se non ha saputo prevedere il peggio, quando in modo scomposto ed illogico ha affrontato il tratto di strada a Limone Piemonte (così riportano tanti articoli dell’epoca). Il burrone in cui cadde la sua vettura, accolse le vite di un’intera famiglia (padre-madre-figlio) che viaggiavano con lui, ma rifiutò di prendersi quella del comico genovese.
    Ci vuole un bel pò di coraggio e faccia tosta a presentarsi come uno candido ed incensurato. Beppe Grillo ha avuto entrambi. Ma non otterrà di certo il mio voto!
    Sottoscrivo: Tutti sono colpevoli, collusi e correi.

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  • Avatar   Fernando
       Rango: Ospite

    Devo supporre che qualche testolina rossa, leggendo questo articolo, resti un tantino amareggiato.
    Non dovrebbe e sa bene perchè.
    A sinistra prosperano le teste “calde”, pronte alla ribellione, proprio in virtù della loro collocazione sociale. Sono gli eterni insoddisfatti, coloro che immaginano continuamente la possibilità di una svolta decisiva. Essi sono, di fatto, l’anima della classe operaia, del dipendente e di chi è abituato al lavoro dei campi. Poi, salendo, stranamente non troviamo la classe intermedia. Si passa subito ai “pensatori”; si passa cioè a coloro che non alzano un dito e non muovono un muscolo, che non sia tra quelli facciali.
    Bersani ne è un “degno” esemplare. Cresciuto all’insegna e sotto l’effige del potere popolare emiliano, ha ben presto saputo esprimere l’oscurità da cui provengono i miti della sinistra. Parla come una vecchia ed acida signora e, quando azzecca una parola che suscita qualche minima variazione di attenzione del pubblico, lui la recita all’infinito, non avendo altri concetti caldi da sviluppare. Insomma, uno Sgarbi senza enfasi e senza troppe energie da sciupare. Uno “zombi“, per dirla alla Grillo.
    Grillo di energie ne ha fin troppe. Sarà perchè è abituato alla dialettica trascinatrice e che ammalia il suo pubblico, sarà per nascondere la sua insicurezza al cospetto dei poteri forti, resta il fatto che lui è uno fuori dal giro, che vuol però entrarci con pieni titoli, pur andando contro la sua proverbiale incitazione “Fuori i condannati dal Parlamento”.
    L’errore è grossolano e molto appariscente ed il dubbio atroce che si accende, è quello di come fa una persona a mettersi così in mostra con un fardello così pesante sulla coscienza. Meglio sarebbe stato per lui entrare in convento e pregare continuamente non per i suoi figli, ma per quei “poveri” morti da lui ammazzati.
    Di Pietro è il classico capitolo chiuso. Io definirei fascista all’ennesima lui, il suo staff ed il suo partito.

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