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Nè lui, nè l’altro. Anzi, nessuno!

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gli-inarrestabiliRenzi,Bersani, ma nemmeno Civati o la Serracchiani.
Letta neanche a parlarne. Insomma, proprio nessuno.
In ambito PD sopravvive la feccia della politica italiana. Quella parte sa con chi ha a che fare; conosce benissimo i suoi 'polli' e come tali tratta il proprio elettorato, reputandolo un'ammucchiata di 'gente' (non di persone) incolta e sprovveduta, alla quale basta la parvenza di aspirare e respirare il giusto. Ma tra loro, dove è la Giustizia? Intendo la giustizia vera, fatta di immediate e giuste condanne, ma anche consolatrice di repentini riconoscimenti dell'innocenza; quella parte in cui l'indebito è formalmente condannato e la connivenza ingiustificata ed ingiustificabile, per la quale il lavoro è la fondatezza della personalità dell'uomo civile ed il diritto è riconosciuto più del dovere, specialmente se il dovere è indiscutibilmente considerato essere il diritto dello Stato.
Questa sinistra, questo PD, inasprito e reso arido da una forte partecipazione concussionistica, è la morte di ogni possibile rivalsa o di qualsiasi capovolgimento e stravolgimento dei misfatti compiuti dalla destra. Con questo PD non sarà possibile fare passi avanti, o discutere di soluzioni logiche, senza incappare ora in uno ora in un altro aspetto socialreligioso o personaldelittuoso, che prontamente negherà l'attuazione della riforma. Questo PD è l'incongruenza dei ragionamenti e là dove non esiste agglomerazione ideologica del pensiero, certamente vi sarà l'oppressione dell'innovazione. Essi amano discutere in modo bivalente sia dell'orrido sia del diffamante, senza mai addivenire ad un compromesso che esalti lo spirito della discussione; essi amano atteggiarsi a paladini delle disavventure umane, dimenticando di avere un popolo a cui badare.
Disconosco fin da ora chiunque sarà il nuovo Capo del Governo. Disconosco sin da ora colui/lei che sarà il nuovo Presidente della Repubblica.

Il mio non è un vezzo, nè tantomeno una prevaricazione, ma è semplicemente una legittima avversione verso ognuno di quei disonesti onnipotenti che avranno, mio malgrado, l'onore e l'onere di dedicarsi alla conduzione dell'Italia. E quando scrivo che nemmeno uno se ne salva, intendo proprio che per me tutti sono colpevoli, collusi e correi. Non mi sarei mai aspettato che i fautori dello sfascio repubblicano e civile dell'Italia, arrivassero a farla franca, barricandosi dietro falsi perbenismi creati ad hoc da loro stessi. Ognuno di quei disonesti oggi parla di quel che è avvenuto, come se lui, nel frattempo, fosse stato costretto a starsene sulla Luna; come se il delirio al quale assisteva, comodamente seduto a qualche metro di distanza dal bestiale suo rivale che praticava l'affronto, fosse la proiezione di scene viste in un film, per le quali egli poteva non provare orrore ed emozione.

Maiali! E' il grido che più identifica il mio dolore. Sono dei maiali. dipietro-grillo-urloE nemmeno l'ultimo in arrivo - Grillo - è lontano da quella specie. Anche lui, fino all'altro ieri, fino a quando cioè il sindaco Pisapia non gli ha ricordato di essere un delinquente, già condannato in via definitiva  ad un anno e tre mesi di reclusione (pena condizionata) per l'accusa di omicidio colposo (ha provocato, per colpa, la morte di 3 persone), urlava ai microfoni "fuori i condannati dal Parlamento", dimenticando che quel  'FUORI' così insistentemente pronunciato,  dovrebbe far intendere che ai condannati non è permesso avvicinarsi alla politica, ma che al condannato non è nemmeno permesso essere l'organizzatore della politica o di un partito. Conseguenza inevitabile: Anche per lui deve valere quel 'fuori'.
Quale è stata la vera pena per il signor Grillo? Che condanna ha scontato, per aver 'ammazzato' 3 persone innocenti? O si certo, 'omicidio colposo' non vuol dire che ha volutamente tolto la vita a quei poveri 3 defunti; per una malsana ed incauta legge, chi provoca la morte con un mezzo veicolare, non viene riconosciuto al pari di un assassino, pur se la sua imprudenza ha di fatto generato un assassinio. Il rimorso però, avrebbe dovuto tenerlo lontano dal pronunciare a gran voce 'fuori i condannati' e già, poiché, da che legge è legge, i condannati vanno condotti DENTRO, specialmente chi si rende colpevole di morti innocenti.

Non mi riesce più di tollerare l'insignificante comportamento del  popolo italiano; non lo capisco e non capisco più la parola Democrazia.
Rossi che diventano bianchi. Bianchi che diventano neri e neri che diventano blu. Il verde che si mescola al giallo ed il viola che non ha espressione. Per non parlare di chi al colore non ci fa neppure più caso. Delinquenti che vestono di cravatta e mafiosi fatti passare come persone per bene. Televisioni che parlano il dialetto siciliano e società del Nord intestate a prestanomi del Sud. E' con metodi disonesti e delittuosi che l'innominabile ha iniziato la metodica e personale demolizione. Doveva cambiare mestiere e non essere il mattonaro riconosciuto e fatto cavaliere. Ha sfidato, vincendo, ogni potere, compreso quello mafioso, dunque molto più temibile ed assolutamente incline ad ottenere tutto, con qualsiasi mezzo e per qualsiasi prezzo. Su quel mostruoso personaggio non mi dilungherò, vorrei discutere con te di coloro che gli danno ascolto, a cominciare dalla sua prediletta, sua figlia Marina, o dalla Nicole Minetti o dal suo avvocato Previti prima e Ghedini dopo. Tipacci del calibro di Dell'Utri, Alfano A., Cicchitto, Gasparri, La Russa e Lupi o altre come Santanchè, Mussolini, Zanicchi e mille altri.
Però mi pento sul nascere ed allora decido di tralasciare anche loro, essi rappresentano troppa bassezza e troppa schifezza. Hanno ridotto le Istituzione alla stessa stregua delle meretrici e pur di rimpinguare i loro disonesti conti bancari, hanno venduto, deriso e beffato un intero popolo, al quale tu, ignaro e distratto lettore, appartieni.

Voglia di presentarti Fini & Co. non ne ho. E Casini l'ho sempre ritenuto un handicap per la società. Vuoi sprecare tempo con Rutelli, con Maroni o con Di Pietro? Spero di no, ma se proprio scegliessi di volerlo farlo, ti invito a farmelo sapere, forse tu hai le idee più chiare delle mie.

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Questo articolo è Copyright © di IoNonMollo.it - Riproduzione vietata      - Pubblicato 9 anni fa -



Nè lui, nè l’altro. Anzi, nessuno!:
ha ricevuto 2 commenti. La partecipazione di soli 2 utenti determina che c'è scarso interesse per l'argomento.

  • Gustavo   Gustavo
       Valori: 315 ....... Rango: Esordiente

    Buon giorno.
    Solo Dio sa, quando finiremo di sembrare un popolo civile, diventandolo davvero!
    Una volta si diceva che il voto fosse un dovere civico, al quale tutti i cittadini dovevano inchinarsi.
    Oggi è invece ritenuto un diritto, per cui lo esplica solo chi vuole esercitarlo. Ecco perché c’è stato il graduale allontanamento dalla politica ed il conseguente disinnamoramento.
    I partiti poi, hanno giocato il loro becero ruolo, agevolando l’autolesionismo ed accelerando l’esclusione del popolo dalle scelte politiche.
    No, caro Giuseppe, non ho alcun protagonista da presentarti o da caldeggiare. Oggi mi ritrovo ad avere la visione ancora più confusa, ma quel che è terribile, è che non vedo via d’uscita.
    Non ero a conoscenza della “disavventura” umana di Grillo, dunque non nego, che lo seguivo con attenzione.
    Però ora è cambiato tutto, perché tutto il mondo di perbenismo del M5S è crollato. Grillo non è una persona per bene. Grillo è libero solo grazie ad una legge incivile. E’ inutile negarlo. Sua è la colpa se non ha saputo prevedere il peggio, quando in modo scomposto ed illogico ha affrontato il tratto di strada a Limone Piemonte (così riportano tanti articoli dell’epoca). Il burrone in cui cadde la sua vettura, accolse le vite di un’intera famiglia (padre-madre-figlio) che viaggiavano con lui, ma rifiutò di prendersi quella del comico genovese.
    Ci vuole un bel pò di coraggio e faccia tosta a presentarsi come uno candido ed incensurato. Beppe Grillo ha avuto entrambi. Ma non otterrà di certo il mio voto!
    Sottoscrivo: Tutti sono colpevoli, collusi e correi.




  • Avatar   Fernando
       Rango: Ospite

    Devo supporre che qualche testolina rossa, leggendo questo articolo, resti un tantino amareggiato.
    Non dovrebbe e sa bene perché.
    A sinistra prosperano le teste “calde”, pronte alla ribellione, proprio in virtù della loro collocazione sociale. Sono gli eterni insoddisfatti, coloro che immaginano continuamente la possibilità di una svolta decisiva. Essi sono, di fatto, l’anima della classe operaia, del dipendente e di chi è abituato al lavoro dei campi. Poi, salendo, stranamente non troviamo la classe intermedia. Si passa subito ai “pensatori”; si passa cioè a coloro che non alzano un dito e non muovono un muscolo, che non sia tra quelli facciali.
    Bersani ne è un “degno” esemplare. Cresciuto all’insegna e sotto l’effige del potere popolare emiliano, ha ben presto saputo esprimere l’oscurità da cui provengono i miti della sinistra. Parla come una vecchia ed acida signora e, quando azzecca una parola che suscita qualche minima variazione di attenzione del pubblico, lui la recita all’infinito, non avendo altri concetti caldi da sviluppare. Insomma, uno Sgarbi senza enfasi e senza troppe energie da sciupare. Uno “zombi“, per dirla alla Grillo.
    Grillo di energie ne ha fin troppe. Sarà perché è abituato alla dialettica trascinatrice e che ammalia il suo pubblico, sarà per nascondere la sua insicurezza al cospetto dei poteri forti, resta il fatto che lui è uno fuori dal giro, che vuol però entrarci con pieni titoli, pur andando contro la sua proverbiale incitazione “Fuori i condannati dal Parlamento”.
    L’errore è grossolano e molto appariscente ed il dubbio atroce che si accende, è quello di come fa una persona a mettersi così in mostra con un fardello così pesante sulla coscienza. Meglio sarebbe stato per lui entrare in convento e pregare continuamente non per i suoi figli, ma per quei “poveri” morti da lui ammazzati.
    Di Pietro è il classico capitolo chiuso. Io definirei fascista all’ennesima lui, il suo staff ed il suo partito.




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