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“Non ero un numero”

La diffusione di notizie riguardanti la salute pubblica, specialmente nel caso di epidemia o pandemia, dovrebbe avvenire solo per evidenziare il contenuto di un bollettino medico-scientifico, emesso dalla fonte più accreditata. E già! Esiste o no una ...
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No, non stiamo scrivendo questo articolo per dare chissà quale contributo alla scienza, ci mancherebbe ... La nostra unica intenzione è quella di evidenziare il marasma che sta verificandosi, proprio in presenza di troppe argomentazioni, di troppe idee, tutte molto discusse, ma fuori dai siti logici di confronto tecnico, specialistico e scientifico.
La divulgazione forsennata ed insensata di qualsiasi argomento che possa coinvolgere il maledetto coronavirus risulta essere cattiva informazione; sembra di assistere ad una battaglia e di udire gli ordini di spostamento tattico delle truppe provenire da differenti capi, per carità, tutti abilitati ad esserlo, ma in momenti, luoghi e circostanze differenti.

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"Non ero un numero"

No, non stiamo scrivendo questo articolo per dare chissà quale contributo alla scienza, ci mancherebbe ... La nostra unica intenzione è quella di evidenziare il marasma che sta verificandosi, proprio in presenza di troppe argomentazioni, di troppe idee, tutte molto discusse, ma fuori dai siti logici di confronto tecnico, specialistico e scientifico.
La divulgazione forsennata ed insensata di qualsiasi argomento che possa coinvolgere il maledetto coronavirus risulta essere cattiva informazione; sembra di assistere ad una battaglia e di udire gli ordini di spostamento tattico delle truppe provenire da differenti capi, per carità, tutti abilitati ad esserlo, ma in momenti, luoghi e circostanze differenti.

Sarebbe opportuno, per ottenere un corretto e pronto coordinamento, che fossero impartiti solo i comandi dello stratega, affinché, su quel campo di lotta, lo schieramento di appartenenza esegua appieno le studiate manovre.

Si nota così che un virologo esprima una teoria, nello stesso giorno in cui un altro ne esprime una sua, addirittura differente e contrastante. Non abbiamo bisogno di essere catapultati al mercato del pesce. Non abbiamo bisogno che detti professoroni vadano in TV a fare le loro comparsate, quasi a voler dimostrare chi l'ha sparata più grossa. Impieghino piuttosto quel loro preziosissimo tempo per confrontarsi e studiare il caso, scegliendo di rimanere fuori dal caos che altrimenti si creerebbe. I media diano anch'essi il loro immancabile contributo, evitando di ospitare alle svariate trasmissioni di intrattenimento ora quel virologo e, appena dopo, quell'altra virologa, con l'unico risultato di creare maggiore scompiglio e disinformazione.

La diffusione di notizie riguardanti la salute pubblica, specialmente nel caso di epidemia o pandemia, dovrebbe avvenire solo per evidenziare il contenuto di un bollettino medico-scientifico, emesso dalla fonte più accreditata.
E già! Esiste o no una graduatoria di merito, che porti ad identificare chi, tra lor signori virologi, sia lo specialista più idoneo ad esprimersi e le cui indicazioni rappresentino le linee guida da seguire?

In questi difficili giorni abbiamo dovuto notare, con amaro disappunto, come taluni media usino il numero dei decessi in modo sconsiderato e sciagurato; essi infatti lo considerano come fosse fonte di acqua fresca e leggera per la creazione dei tanto sospirati dati, utilizzati però senza alcun ritegno e rispetto, in statistiche e previsioni per definire l'andamento del contagio da coronavirus. Vorremmo e chiediamo quindi, che quei dati scioccanti e toccanti, non vengano utilizzati, specialmente da coloro che usano quei dati come una opportunità per accaparrare interesse; i nostri morti per coronavirus, oltre allo straziante nostro dolore per immaginarne i repentini ed improvvisi allontanamenti dai loro cari, senza neppure un saluto, senza un forte abbraccio, senza la possibilità di udire le estreme parole di Conforto e di Amore, sono, fra l'altro e purtroppo, la dimostrata conseguenza di quanto devastata ed inefficace sia la situazione sanitaria presente oggi in Italia; discutere del loro quotidiano incremento o decremento offende ognuno di noi, poiché tale uso lascia supporre che noi siamo incapaci di percepirne l'abominevole scopo e lascia anche intuire la nostra insensibilità per l'umiliazione che subiamo. Se chi ormai e purtroppo non sta più tra noi potesse farci sentire la sua voce, udiremmo certamente questa frase: "Che Dio mi perdoni, poiché io, tra di voi che mi amate e che amo, non ero un numero".

La gravità e l'atrocità alle quali stiamo assistendo, ci impone il massimo rispetto, ma forse in molti non capiscono la drammaticità di certi numeri, per capire quanto dolore è quotidianamente cosparso sulla nostra Terra. Eppure è evidente! Basta solo tenere a confronto che in Lombardia, per esempio, si verifica un decesso ogni 6 contagiati ... UN DECESSO OGNI SEI CONTAGIATI ... Ed i contagiati sono moltissimi! È atroce e spaventoso.
I morti non aiutano ad interpretare in maniera corretta la vitalità del coronavirus, quindi, cerchiamo di non oltraggiarli e decidiamo una buona volta di lasciarli in Pace ... Preghiamo per Loro!

IoNonMollo non utilizza strani dati per le previsioni del contagio:


Questo articolo è Copyright © di IoNonMollo.it - Riproduzione vietata      - Pubblicato 1 anno fa -




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