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ha ricevuto 5 commenti. La partecipazione di 5 utenti suscita discreto interesse per l'argomento.

  • Corrado   Corrado
       Valori: 1920 ....... Rango: Frequent User

    Buon giorno a tutti.
    Caro Giacinto, dopo questo pò pò di roba pubblicata, hai voglia quanto ci sarebbe da parlare, ma procediamo con ordine.
    Tutta la pubblicità che stanno facendo le sinistre, le destre ed il Presidente della Repubblica riguardo alla fatidica concessione della cittadinanza ai nati in Italia, mi dà il senso di qualcosa studiata a tavolino.
    E’ da qualche mese che quando Napolitano apre bocca, ciò che dice assume una vasta eco, come se avesse parlato Zaratustra. Personalmente non stimo l’uomo, quindi resto dell’idea che si presti a complotti segreti e di parte, molto di parte.
    Invece, già per i concetti da te espressi, direi proprio che la cittadinanza è qualcosa che và ben oltre il territorio sul quale il nascitura invoca il primo vagito; essa è qualcosa che solo i “grandi” possono capire e di conseguenza scegliere, ma solo quando le condizioni, necessarie al rilascio, sono allineate con lo spirito del richiedente. E’ altresì basilare che chi la ottiene, debba conseguentemente rinunciare (rifiutare) all’altra già posseduta.
    Altro argomento è IlFattoQuotidiano che io considero un’accozzaglia di psudo giornalisti allo sbaraglio, tipo: chi più ne ha, più ne metta!
    Celentano, invece, meriterebbe un capitolo intero, tanto è personaggio saturo. E’ un tipo che è stato capace, per la sua incapacità di relazionare col pubblico (ma anche nel privato) a far nascere una vera e propria avversione nei suoi confronti e nei confronti di tutti i componenti della sua famiglia. Dove senti che c’è Celentano, lì c’è smorfia!
    Dulcis in fundo la questione della Giustizia. Sembra incredibile, ma il Parlamento italiano è riuscito a legiferare assurdità mai concepite dallo spirito umano ed umanitario.
    Una così netta distinzione di classe non s’era mai vista in alcun Ordinamento e se, a salvaguardarsi le spalle loro ci han pensato bene, noi dovremmo fare di tutto per spaccargli frontalmente il petto.
    Ma i partiti “son piezzi de core” per i politici, specialmente se quel cuore è capace di elargire delle fortune che, finite in mani poco affini all’igiene (come quelle di Lusi), rendono felici i rapaci protagonisti.
    E’ proprio vero, i mascalzoni non si svestono mai, anche se vanno in ospedale!

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  • Andrea   Andrea
       Valori: 500 ....... Rango: User

    Salute a tutti.
    A me personalmente fa inorridire l’ingiustizia della Giustizia. Prova lampante è l’attuale insoddisfazione dei giudici quando discutono di prescrizione. E’ una di quelle norme che mettono KO uno Stato giuridico, come quando c’è l’indulto.
    Non ho mai capito perché un qualsiasi imputato e/o condannato, debba farla franca. Ma quello che più mi fa rabbia è sapere che per un imputato prosciolto, per prescrizione o per indulto, un altro serio e irreprensibile cittadino ha patito o stà patendo. Chi risarcirà lui?
    Sarebbe logico supporre che, in quelle circostanze, si profila un’ingiustizia sociale. E chi la costruisce quella ingiustizia? Il Parlamento!
    Sapete perché? perché nel Parlamento ci sono circa 90 pregiudicati. Una cifra assurda. Quasi il 10% di tutti gli onorevoli hanno o hanno avuto a che fare con la Giustizia.
    Ma allora mi chiedo: Come è possibile investire simili esseri di una cotanta grave responsabilità sociale?
    E’ ovvio che trovano “ragionevole e socialmente utile, nonchè democraticamente accettable” la prescrizione. Fa il loro gioco, è ovvio!
    Vi ricordate Cosentino? Caso eclatante di persona assolutamente da allontanare. Invece stà ancora lì, perché tutti gli altri che hanno votato contro il suo arresto sono peggio di lui o almeno temono di creare il caso. Pensano: “E se poi toccasse a me?”.
    Il caso invece dell’editoria, con l’evidenza de IlFattoQuotidiano, è la prova tangibile che in Italia non esiste informazione. La mia teoria è proprio questa: quando esistono e vengono mantenuti attivi giornali come “Libero”, “il Giornale”, lo stesso “IlFattoQuotidiano”, “IlFoglio”, “l’Unità”, Il Secolo XIX”, “Famiglia Cristiana” etc., giornali che mirano prevalentemente a tirare l’acqua al proprio mulino, lasciando gli altri asciutti e barboni, le notizie sono come i miraggi e diventa miraggio avere concrete notizie. Tutti addosso a tutti, in una bagarre in cui, a lasciarci le penne è il povero lettore pagatore. Per non parlare di come son finite le reti televisive. Un vero e proprio lavaggio di testa continuo, il più becero dei quali diventa “Qui Radio Londra” ed il suo mostruoso conduttore. AnnoZero dava addosso, ma lo faceva anche con l’ausilio di servizi esterni. Radio Londra parla con la sola voce di un cazzuto pseudo commentatore. Brutto fin alla radice, antipatico e volgare nelle sue sgraziate forme, incredibilmente lecchino col suo padrone, disonorevolmente incapace di provare un minimo sentimento per coloro di cui racconta le sofferenze.
    Celentano è un pezzo di ….
    Dire cittadinanza è come dire appartenenza. Non può esserci appartenenza tra me e chi mi dice “Io nato Kongo!“.

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  • Federico   Federico
       Valori: 520 ....... Rango: User

    Buon giorno.
    Mi sento coinvolto ogni qual volta si discute di diritto alla cittadinanza italiana per i nati in Italia, pur se figli di stranieri. Sarò razzista, sarò quel che vi pare, ma per me sarebbe un evento NON digeribile.
    Invece io la vedo così: una coppia di extracomunitari che mantiene la cittadinanza d’origine, non può avere un figlio di nazionalità diversa, ma il bambino sarà iscritto in una lista speciale ed al suo 18° compleanno (cioè alla maggior età acquisita e se ha mantenuto continuativamente la sua residenza in Italia) dovrà essere invitato se accettare o no la nazionalità italiana (gli amici che hanno scritto prima di me hanno, giustamente, sollevato l’assurdo caso della duplice nazionalità, io convengo con loro che non si può essere titolare di due nazionalità), sempre ben ferma l’ipotesi che egli dovrà rinunciare all’altra.
    Questo caso dissiperebbe anche i dubbi circa l’altra ipotesi, quella cioè, che vede come genitori una coppia comunitaria. Fosse infatti automatica l’applicazione “per nascita” anche per il nato da quest’ultimi dovrebbe intervenire il regolamento, ma probabilmente troverebbe il volere opposto della stessa coppia, che vorrà mantenere lo stato di origine anche per la prole. Se così non fosse e se fosse applicata la legge solo per gli extracomunitari, il figlio della coppia comunitaria propensa, vedrebbe profilarsi una disparità, pur avendo le medesime credenziali.
    Ma ora cambio argomento.
    La Giustizia diventa giusta quando a legiferare è un Parlamento socialmente, culturalmente e democraticamente all’avanguardia. Vi risulta che il Parlamento italiano lo sia?
    Non fare la rivoluzione, quando ci si accorge di essere un popolo afflitto, declassa il popolo a Popolo di Caproni. Gli stessi Paesi che consideravamo e forse molti continuano a considerare sottosviluppati, hanno saputo reagire ai soprusi dei loro governi dittatoriali, ritrovando l’onorabilità di Patria e di Popolo.
    Noi ci stiamo rovinando, semplicemente permettendo ad altri di fare e rifare, come se l’Italia fosse alla loro mercè, mentre noi, solo dei poveri che si trovano su questa Terra per caso.
    L’Ultimo caso eclatante s’è verificato proprio ieri. Il Parlamento ha approvato un emendamento presentato da Lega Nord . Esso riguarda l’errore giudiziale; tale probabilità dovrà configurare la responsabilità civile del giudice che ha emesso la sentenza. Come a dire che, per paura di sbagliare e dover sborsare di tasca loro, i giudici dovranno diventare più miti e permissivi. In barba a chi crede che questo sia uno Stato di Diritto! Tutt’altro. Qui c’è solo il diritto di non esser giudicato! Se dovesse restare questa norma, i giudici sarebbero costretti a sottoscrivere un’assicurazione che li tuteli contro i loro errori, quindi tutto rimarrebbe come prima, che è uguale ad una gran perdita di tempo.
    Tutti parliamo di Revisione della Giustizia, ma non vi sembra strano che siano partiti in quarta per stabilire l’ultima tappa? Da quando in qua si comincia dalla fine? Altro che governo tecnico che serva a far dimenticare il ventennio passato. Questo è un governo che fonda la sua forza sui voti di Berlusconi; in altre parole Monti fa solo quel che a Berlusconi aggrada, comprese le stupide battute sull’occupazione.
    Gli altri due casi proposti sono il risultato del berlusconismo. Non mi stancherò mai di dirlo. Quel vecchio depravato e la sua micidiale ciurma ci hanno rovinato l’esistenza per decenni.
    Monti è un altro esempio di quello che non dovrebbe essere. Anche lui si mette a formulare frasi azzardate, come quella dell’altro ieri riguardante il posto fisso. Fosse stato un uomo serio, avrebbe dovuto immediatamente chiedere scusa per la sua battutaccia. Così non è stato, il ciò significa che lui la mobilità (e di conseguenza l’articolo 18) l’ha in mente e vedrete che prima o poi sparerà qualche cavolata delle sue. Quello ormai crede di essere l’unico a poter proseguire con le sue manovre; una vera faccia da sadico, che comincia solo adesso a rendersi visibile.

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  • Renata   Renata
       Valori: 525 ....... Rango: User

    Ciao a tutti.
    Ho letto i precedenti interventi, oltre naturalmente all’articolo.
    Sono sbalordita ed incredula. Non pensavo ci fossero persone capaci di mettere in dubbio la qualità umanitaria di una legge, come quella della cittadinanza per nascita, che permetterà ciò che quasi dovrebbe essere riconosciuto automaticamente, anzi, direi proprio, naturalmente.
    Come si fa a pensare alle solite quattro mura, quando ormai non si parla d’altro che di aperture?
    La nostra storia ci insegna che i nostri avi emigranti erano dei semplici ignoranti, puzzolenti e senza il minimo rispetto delle cose e dei costumi altrui.
    In America e nel mondo, hanno introdotto finanche il male peggiore: la Mafia.
    Adesso invece ci permettiamo di infastidirci se qualche “mosca” ci gironzola attorno.
    Io sono convinta che vi ci vuole una buona calmata.

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  • Elena   Elena
       Valori: 2945 ....... Rango: Veterano

    Buona domenica
    Cara Renata, credo assolutamente che tu non debba essere così drasticamente ostile ai pensieri espressi dagli altri nostri amici. Un fondo di verità ed utilità esiste anche negli argomenti dei matti e loro (i nostri amici), matti non sono.
    E’ probabile che tu non riesca ad immedesimarti nei panni di una signora dell’Ecuador che vive in Italia, che qui mette alla luce un bambino, ma che dell’Italia, in effetti, non le frega più di tanto. Avrà il diritto o no, di voler “sentire” suo figlio del tutto ecuadoriano, senza che una “legge sopruso” imponga l’obbligo di divisione di razza all’interno di una stessa famiglia? Quando, come giustamente è già stato ipotizzato, il bambino ecuadoriano nato in Italia e vissuto in Italia continuamente, avrà raggiunto la maggior età, potrà decidere la sua nazionalità, senza obbligo di documentazione alcuna.
    Mi preme ora tornare sull’argomento dell’informazione.
    Molti sono sicuri che Marco Travaglio abbia rappresentato la “luce della verità” dell’informazione. Io ho la convinzione che un giornalista possa venir reputato onesto, quando parla di fatti e persone, ovviamente conoscendo egli stesso quei fatti e quelle persone, sia in negativo sia in positivo; questo è il segno di una corretta informazione.
    Questa prassi è seguita da nessuno in Italia, per cui ritengo sia inopportuno esprimere concetti di corretta informazione.
    Sono altresì convinta che si debba tornare alle notizie rispettose della verità, tralasciando quegli scoops eccezionali che sono sprovvisti di alcun fondamento; servono solo al giornalista che vuol vedere accrescere la sua popolarità. Leggo spessissimo, e sento spessissimo anche durante i collegamenti TV, l’avverbio “forse”. Che notizia è quella data con un “forse”. Forse la mamma del/lla giornalista che ne fa uso, era indeciso se partorirlo/a o no?
    Servirebbe l’introduzione di una più severa responsabilità civile del giornalista, fino alla radiazione dall’albo professionale. Nel frattempo basterebbe applicare la norma che, se le prove possedute non fossero consistenti, dovrebbe risultare impossibile la divulgazione della notizia.

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