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Petruzzelli il regista-autore-attore!

Un certo Pino Petruzzelli scrive anche su IlFattoQuotidiano; leggendo la sua biografia, ho appreso che è regista, autore ed attore. Dovrà perdonarmi se ammetto che per me era un alquanto sconosciuto personaggio, ma non ...
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Un certo Pino Petruzzelli scrive anche su IlFattoQuotidiano; leggendo la sua biografia, ho appreso che è regista, autore ed attore.
Dovrà perdonarmi se ammetto che per me era un alquanto sconosciuto personaggio, ma non voglio assolutamente significare che lo sia anche per gli altri lettori, solo che, se chiedo in giro chi sia Petruzzelli e cosa abbia prodotto o diretto come regista, autore, attore, nessuno mi riconduce a lui, al Pino di cui scrivo. "Bòh!". "Ma chi è, quello del teatro?". Sono le risposte più frequenti, dunque, ignoto.

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Petruzzelli il regista-autore-attore!:
ha ricevuto 10 commenti. La partecipazione di 9 utenti suscita discreto interesse per l'argomento.

  • Mariano   Mariano
       Valori: 515 ....... Rango: User

    Ciao Giuseppe.
    E’ molto inconsueta la prassi di riscrivere le stesse parole ad ogni inizio interrogativo, specialmente per un autore che al Fattoquotidiano fanno passare per illustre. Evidentemente mancano autori veri ed anche per quel giornale c’è carenza di corposità intellettuale, che vorrebbero colmare con una pacchiosa quantità di scritti.
    Pino Petruzzelli, fra l’altro, non ha neanche tanti seguaci e commentatori ed il più delle volte le sue esternazioni hanno chiuso con clamorosi Zero Commenti.
    Della lista dei suoi 22 “Davvero pensate” io ne accetterei 3, i rimanenti 19 poteva risparmiarseli. Dimostra di essere un tipo strano, ma di strano è anche il messaggio che da lui ci arriva, di come i personaggi come lui riescano ad avere spazi nella comunità e di che vivere, senza neppure avere una vera professione.
    Avventuroso e molto spregiudicato è il signor Petruzzelli.
    Anche ora che ho letto qualcosa che lo riguarda e so che faccia abbia, se qualcuno mi facesse la domanda “chi è Pino Petruzzelli” risponderei pacatamente: “Boh“.

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  • Bertoldo   Bertoldo
       Valori: 590 ....... Rango: User

    Il mio senno mi suggerisce che mai nulla è fatto per caso.
    Gentile Giuseppe, sbaglio se asserisco che il tuo articolo ha tutta l’aria di voler colpire più Il Fatto Quotidiano che il “povero” Petruzzelli?
    Infatti, l’autore dell’articolo citato mi sembra più il mezzo per arrivarci, che non il vero bersaglio da colpire. I miei scarponi in effetti mi comunicano che il giornale diretto da Antonio Padellaro, sta subendo una specie di inversa metamorfosi ambientale, nel senso che crea sempre maggiore distanza tra ciò che vuol rappresentare e ciò che gli avvenimenti dettano.
    Sarebbe del tutto inutile fare giornalismo, obiettando continuamente ogni situazione e/o decisione, se queste provengono da una parte politica non tanto da loro (quelli del Fatto Quotidiano) benvoluta; tanto varrebbe iscrivere il loro giornale alla stessa stregua di quelli della “cronaca nera“. La precarietà che al Fatto Quotidiano scrivano una miriade di ignoti autorizzati autori, la dice lunga, loro vogliono riempire le pagine del Web di ogni e qualsiasi argomento e non importa il grado di preparazione del singolo autore, l’importante è che scriva qualcosa e che quel qualcosa “aggiunga”, magari solo spazio.
    Faccio un esempio: Jacopo Fo, figlio di Franca Rame e Dario Fo.
    Quest’altro “autore”, seppur scriva e riscriva e riscriva tante di quelle stupidaggini, lo lasciano fare, lo pubblicano e lo pubblicizzano. Se non fosse il figlio di quella coppia, neanche gli permetterebbero di leggere il giornale. Lui, Jacopo, ne ha combinate di mille colori, passando alla specializzazione di sessuologo, ma senza studiare, sarebbe stato pesante, lui è già nato sessuologo, forse senza neanche aver fatto mai sesso! Ma dovete leggere cosa e come scrive; non ve ne pentirete e le risate, seppur a denti stretti, sono garantite.
    Pino Petruzzelli è uno scelto a caso. Un “autore” divenuto tale per caso. Forse per il caso della vita, perchè lui è della vita che scrive.
    Come tre milioni di altri ignoti scrittori di vita vissuta, ma mai insegnanti, solo esordienti. A vita!

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    • Giuseppe (Dir.)   Giuseppe (Dir.)
        

         In risposta a: Bertoldo

      Buon giorno.
      Caro Giovanni, il tuo avatar suggerisce a chiunque che tu sei uomo arguto e perspicace e che le tue domande non necessitano di risposte, poichè già le contengono.
      E’ vero. Il mio intento prevalente era quello di richiamare l’attenzione sulle opportunità che quel giornale sta offrendo ad autori ‘scadenti’.
      Marco Travaglio, autore del libro “L’odore dei soldi“, dopo l’intervista rilasciata al mitico Daniele Luttazzi, che conduceva “Satyricon“, vide la sua fama accrescere in modo esponenziale; in ragione di tanta popolarità acquisita, è stato duramente contrastato dal Siallaviolenza e dal suo ‘braccio armato’. Ben otto cause civili sono state intentate contro Travaglio, tutte respinte al mittente.
      IlFattoQuotidiano è sorto in virtù di una mancanza d’opposizione al ‘regime’ dell’innominabile. Il cittadino comune aveva bisogno di una necessità prioritaria: sapere di qualcuno che osava informare, là dove tanti, formalmente schierati con l’opposizione, preferivano tacere.
      Ma la festa, prima o poi, volge al termine, solo che IlFattoQuotidiano non riesce ad accettare la prevista perdita di popolarità e, pur di far apparire vivo il suo impegno e riuscire a mantenere ferma su di esso l’attenzione pubblica, prova di tutto e tutti, compreso gli pseudo autori ed artisti, nonché calciatori e ciclisti, viticoltori ed opinionisti allo sbaralgio, persone asserragliate alla torre e vogliose di notorietà, battezzate nel nome della lista. La lunga lista degli scrittori de IlFattoQuotidiano.
      La semplice legge che mette a confronto gli atteggiamenti degli informatori ai reali effetti prodotti dagli eventi, genera l’incompatibilità tanto temuta. Essi, quelli de IlFattoQuotidiano, non riescono a sottrarsi dal voler fare gli accusatori comunque, a tutti i costi. Essi tralasciano lo squisito e genuino metodo di incitamento, quasi a voler confutare la teoria, secondo la quale, fatto fuori il mostro, non vi è più ragion d’essere per il cacciatore.
      Buona domenica a tutti.

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  • Manuela   Manuela
       Valori: 1775 ....... Rango: Frequent User

    Buona sera.
    Non credo di dovermi dilungare molto; l’aspetto legato al giornale in questione è sotto gli occhi di tutti.
    Non dimentichiamo però che quando è servito fare battaglie, i suoi primi uomini non si sono tirati indietro, per cui un certo riconoscimento è a loro dovuto, senza tacciarli oggi di incoerenza o atteggiamenti diversivi.
    Il Fatto Quotidiano ha da sempre rinunciato anche ai finanziamenti pubblici. Mi sembra logico che bisogna mantenersi agguerriti se si vuole stare in piedi, fra l’altro non credo che siamo pronti a rinunciare alle sue “rappresaglie informative”.
    Petruzzelli è un normale uomo che voleva raccontare le anormalità. Non c’è riuscito per come lui sperava e, forse, sperava troppo nella comprensione umana. Non è certamente uno scrittore affermato, ma sono molto vere le storie che ha scritto.
    Un tantino di rispetto in più non guasterebbe.

    1+



    • Goffredo   Goffredo
         Valori: 525 ....... Rango: User

         In risposta a: Manuela

      Ciao Manuela.
      Perdonami, ma io penso che tu stia facendo confusione.
      Credo che a nessuno possa venire in mente di dover sminuire i meriti acquisiti dal Fatto Quotidiano. Si vuole semplicemente ribadire il concetto che quando la guerra è finita, si devono seppellire i morti, raccogliere le armi e tornarsene a casa e questo è quello che si legge nell’articolo e nel commento di Giuseppe.
      Invece il Fatto sta facendo esattamente come l’America, che vuol essere sempre presente e predominante, quindi alla costante ricerca di conflitti, ma sappiamo bene che lo fa per scopi economici e di supremazia, entrambi tenuti nascosti dalla bella mostra di un intento che accalappia gli sprovveduti e gli ingenui: La salvaguardia della civile democrazia mondiale.
      Se il Fatto si “abbassa” a convogliare nella lista degli autori, persone come Petruzzelli e lo stesso Jacopo Fo menzionato da Bertoldo, vuol dire che è a corto di argomenti con le sue punte di diamante (tipo Travaglio, per intenderci). Vuol dire che vuole comunque riempire un po’ di spazio, che altrimenti rimarrebbe vuoto. Ma per far questo, non necessariamente deve intervenire un “umanista” come Petruzzelli che, non conoscendo le basi giornalistiche, ha sbagliato nell’inseriree nel suo articolo anche argomenti molto lontani da lui e dalla sua propensione, tipo la crisi economica. Quel titolo centra davvero poco con il problema degli extracomunitari ed ancor meno con la rimozione delle panchine, decisa dallo giunta di quel paese.
      Pino Petruzzelli è in definitiva uno qualunque che si è avventurato, o ha impunemente accettato, di fare il giornalista-opinionista, errore grossolano che io attribuisco sia a lui che a chi stabilisce le collaborazioni in sede del Fatto Quotidiano.
      Sarebbe opportuno, cara Manuela, che tu leggessi l’articolo di Petruzzelli, forse saresti meno indulgente.

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    • Giuseppe (Dir.)   Giuseppe (Dir.)
        

         In risposta a: Manuela

      Buona sera a tutti.
      Cara Manuela, io sono nessuno e ne sono consapevole, immaginarsi quindi volermi sentire uno che giudica, per giunta nella inusuale condizione di ingrato e, in contemporanea, smemorato.
      Però so leggere e capisco ciò che leggo, quindi mi ritengo capace di criticare, se il gusto della lettura, per esempio, non soddisfa i miei criteri. Mi ritengo anche capace di analisi concettuali e, non ti nego, ultimamente, IlFattoQuotidiano ha rivoluzionato il suo concetto del giornalismo.
      A volte, come nel presente caso, l’accusa che si produce, che in definitiva altro non è che una dimostrazione di attenzione, serve a ricompensare le piacevolezze letterali ricevute, mai dimenticate, mai offuscate, specialmente nel merito; serve a riconfigurare l’equilibrio di stima, ma anche l’informativa che il turbamento è in atto. Io mi sono sempre considerato un fan del dottor Marco Travaglio, sia in ascolto sia in lettura (minor considerazione per il direttore Antonio Padellaro e del direttore Peter Gomez). Apprezzo le sue doti e le sue capacità di esprimere letteralmente le incongruenze e le inconsistenze. Sono dunque consapevole ed attento, pertanto incapace di non notare che la condizione che apprezzavo sta cambiando, ovviamente non in meglio, ovviamente nell’insieme ed ovviamente riferita al giornale.
      IlFattoQuotidiano sta diventando un enorme porto marittimo. Purtroppo però, ove esiste un grande porto, là è nato o nascerà il ‘sottoporto‘, altrettanto capace di forti scambi, ma certamente non in linea con le direttive e totalmente estraneo alle impostazioni delle attività.
      Il direttore de IlFattoQuotidiano on line, Peter Gomez, proprio ieri, dichiarava pressappoco così: “In effetti, se IlFattoQuotidiano è stato fatto bersaglio di satira ed è divenuto destinatario di messsaggi non tipicamente sostenitori, forse devo ammettere che qualche errore di valutazione l’ho commesso, ma di ciò devo anche ribadire che la responsabilità è tutta mia. Tutto ciò che viene pubblicato deve avere la mia approvazione. Posso anche aver sbagliato, ma come è noto i nostri blogger hanno totale libertà di espressione. E anche se il contenuto dei loro post non rispecchia necessariamente la linea del giornale, per noi è importante mettere a disposizione una piazza dove si possano confrontare idee ed opinioni diverse tra loro“.
      Se sei d’accordo a creare una ‘piazza’ nel bel mezzo di una torre, allora vuol dire, Cara Manuela, che sei pronta per scrivere anche tu su IlFattoQuotidiano. Io ho ancora molto rispetto per chi pensa al giornalismo con tutt’altro significato e quindi me ne resto lontano. Continuerò a scrivere qui, dove solo pochi si annoieranno nel leggermi. Alla ‘tiratura nazionale’ lascio però l’onere ed il dovere di ricevere anche qualche affettuosa critica.
      Pino Petruzzelli non doveva fare confusione ed inserire nel suo ‘calderone’ contrastanti elementi:
      – Ipotesi di crisi economiche
      – La volontà di allontanare, da una piazza rappresentativa di mille ricordi cittadini, dei gruppi fissi di extracomunitari nullafacenti e declassanti (e questo è un dato inconfutabile e rilevante)
      – La rimozione di alcune panchine
      – La voglia di Pino Petruzzelli di poter considerarci tutti, tecnicamente, ‘Figli di Dio’.
      Pino Petruzzelli dimentica che sono proprio coloro che lui vorrebbe definire “a noi uguali”, che invece ci vedono come nemici; ha anche dimenticato che lo straniero è tenuto al rispetto del luogo che lo ospita, così come è tenuto a rispettare usanze e costumi del popolo che lo ospita.
      Pregherei Petruzzelli di non venire a noi, predicando uguaglianza e commiserazione per persone ostili.
      Resti tra i suoi ‘amati’ disadattati ed insegni loro, profondamente, se ne è capace, il rispetto.
      La tanto osannata e democratica America, durante l’inizio del secolo scorso, ha ‘ricevuto’ ed inglobato oltre due milioni e mezzo di immigrati. La sua popolazione già arrivava a circa 180 milioni di individui, dunque, tutti gli immigrati rappresentavano solo l’1,5%.
      In Italia abbiamo già raggiunto l’8,5% di immigrati e sono in costante crescita. La loro presenza ci ha scagliati indietro di 25 anni in tema di educazione civica e preparazione scolastica. Qualcuno insiste ancora che sono la forza vera del lavoro, che altrimenti l’italiano non avrebbe più fatto.
      Chi li ha chiamati? Chi li ha voluti? C’era davvero bisogno di loro? Si può esser certi che non avremmo avuto più gli italiani disposti a fare il muratore, il facchino, il coltivatore, l’autista, il carpentiere, l’operaio in fabbriche e l’operatore per tutti gli altri mestieri definiti ‘pesanti’? Non credo. Così come non credo al mondo senza frontiere e, scritto da uno che il mondo lo gira ancora, si può star certi che fandonia non è. Dovresti solo azzardare a fare qualcosa di illegale (compreso entrare senza permesso o soltanto rimanere più del previsto) nelle altre Nazioni, specialmente in quelle islamiche, per renderti conto del trattamento che ti riserverebbero. Se non hai di che mangiare, stà certo che morirai e se accade qualcosa in tua presenza, sei subito additato come responsabile e malmenato a dir poco. Non puoi rimenere tranquillo ad indossare il Crocefisso e guai a te se fuoriesce dalla maglietta. Devi osservare i loro usi e guai gravissimi ad ‘infastidire’ una donna. Sarai sempre il perdente per ogni controversia e l’espulsione, se ti va bene, è immediata, altrimenti è meglio se ti suicidi, piuttosto che finire in una delle loro galere.
      E’ vero! Proprio questo enorme divario di comportamenti civici ci contraddistingue. Ma, allora, mi chiedo, perchè non si inginocchiano e baciano con sentimento, questa soave Terra che li ospita?
      Niente di tutto ciò. Fanno come hanno sempre fatto nei loro luoghi natii. Noi parliamo di integrazione. Loro parlano di moschee, di diritti senza mai aver rispettato un dovere, di nostre leggi che li turbano, di staccare Crocefissi dalle pareti delle nostre aule, di luoghi chiusi a loro destinati ed a noi inaccessibili, di continuare a vestirsi come i cammellieri, di incappucciare le loro donne, di sputare per terra, di ruttare mentre si mangia, di urinare sulle porte delle nostre cattedrali, di sdraiarsi sui fiori dei nostri giardini, di stuprare le nostre donne, di ubriacarsi ed uccidere stando alla guida di un veicolo. Devo continuare?
      La crisi economica, egregio signor Petruzzelli, si è acuita in Europa perchè devono mangiare altri 42 milioni di individui non appartenenti agli Stati europei in cui si sono intrufolati (una vera, soffusa invasione). Hanno tolto possibilità di impiego, perchè si sa, se la crisi c’è, l’italiano si adatta a cercare il posto di lavoro che prima non voleva. Ora però quel posto è occupato; quel polmone di lavoro nel momento di crisi occupazionale non c’è più. E’ l’italiano che si ritrova in crisi, non certo lo straniero, che non ha nulla da rimproverarci, se già non mangiava a casa sua.
      Aprite le porte al libero commercio! Certo egregio signor Petruzzelli, facciamo che dobbiamo essere sempre noi a doverci calare i pantaloni. Diamo facoltà a chiunque di venire a romperci le uova nel paniere, zingari e contrabbandieri siano i nostri fratelli commercianti.
      Le imprese italiane sono l’eccellenza nel mondo, è logico che i loro prodotti vengano richiesti da ogni parte. Ma è il prodotto cinese ad aver invaso il mondo, distruggendo il nostro commercio locale. Nessuno può competere con loro, nessuno è capace di inserirsi tra loro, solo i delinquenti che, come loro, vogliono produrre articoli a buon prezzo e di bassissima qualità.
      Se si muove la Cina, senza neppure aspettare la compagnia dell’India, tutti i mercati possono venire sconvolti, specialmente quando c’è qualcuno, disposto a trarre dei vantaggi, azionando ingenti capitali per speculare sulla valuta.
      I politici della ‘Prima Repubblica’ hanno sbagliato le prospettive di crescita e le credenziali per la liberalizzazione commerciale. Quelli attuali sono troppo presi dal seguire i loro interessi, cresciuti proprio in virtù della predisposizione dettata dai loro predecessori.
      A pagare, si sa, è sempre il popolo.
      Facciamo però, che a parlare ed a scrivere male dell’Italia, non debba più essere un italiano col cuore di zingaro. Almeno non su IlFattoQuotidiano.

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  • Selvaggia   Selvaggia
       Valori: 545 ....... Rango: User

    Saluto tutti. Sono Selvaggia e scrivo da Roma. Ho 40 anni ed insegno alle medie.
    E’ la prima volta che scrivo su un blog e mi ha fatto piacere scoprire proprio questo.
    Io Non Mollo è un sito che non le “spara” grosse ed è privo dell’assurda pretesa di voler cambiare il mondo con le sole parole. Quasi tutti gli scrittori e/o giornalisti hanno assunto l’ipotesi che automaticamente, al loro piacere di scrivere qualcosa, debba corrispondere l’obbligo dei lettori di eseguire alla lettera le loro descrizioni; sembra che abbiano tanta volontà a creare la loro personale “corrente”, assicurandosi così un avvenire prosperoso.
    Io sto rendendomi conto che l’Italia è piena di ciarlatani, gente che non ha voglia di muovere le braccia ma soltanto la bocca. Per lunghissimo tempo abbiamo dato facoltà a codesti autori di essere ascoltati e d trarre troppi vantaggi. Non dobbiamo lamentarci se la Germania è più avanti di noi. Loro hanno capito che il benessere lo si conquista e lo si mantiene col sacrificio del lavoro e non a parole.
    Sia ben chiaro, non sono contro la cultura, ci mancherebbe, sono un’insegnante. Sono contro il proliferarsi di tante professioni esplicate a parole e, credetemi, sono tantissimi gli “adepti” volenterosi che si iscrivono a detti Master o Stage che dir si voglia.
    Il popolo laborioso di una volta, il vero popolo italiano, è quasi scomparso. Oggi tutti cercano gli impieghi del “non movimento” e del “non sudore”, lasciando che centinaia di migliaia di posti di lavoro vadano persi e ceduti ai nuovi lavoratori, solo che quest’ultimi ripartono da zero, abbassano la nostra qualità, acquisita da secoli di esperienze tramandate e si perdono infine con la voglia di tornarsene presto nelle loro terre d’origini.
    La presenza degli stranieri non è un accrescimento per l’Italia, come va blaterando finanche il Capo dello Stato, è piuttosto la consapevolezza che nulla più appartiene veramente a chi quel qualcosa la produce.
    Il “Made in Italy” è da un bel pezzo che sta vedendo sfumare il proprio significato, questo dovrebbe far riflettere.
    Dovremmo pretendere non la chiususra di alcuni giornali, bensì che tutti i giornali tornino a rappresentare ideologicamente il desiderio di esprimere una corretta, giusta ed immancabile informazione.
    Petruzzelli non è un autore di articoli, meglio avrebbe fatto a starsene nel suo trasperente ed inqualificato guscio.

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    • Ivan   Ivan
         Valori: 485 ....... Rango: User

         In risposta a: Selvaggia

      Benvenuta Selvaggia.
      Concordo appieno con la tua teoria del non accrescimento. Anche secondo me, la libertà data a questi inconsueti lavoratori, arrecherà un danno incalcolabile all’Italia ed all’Europa. Ad avvantaggiarsene saranno i due Paesi nascenti: La Cina e l’India. Loro vengono in massa da noi, ma noi là non ci andiamo, se non per esportare tecnologia a basso costo, con la quale produrre articoli scadenti, che poi facciamo tornare nelle nostre zone a costo elevato.
      La Germania bada al concreto delle cose. Sono tedeschi. E lo dimostrano! Entra chi loro hanno deciso di far entrare, solo che lo fanno, consentendo ed organizzando per i prescelti tutti i mezzi, per prepararsi a vivere secondo le nuove abitudini ed ammettendo i giovani alla preparazione tecnica.
      Chi non riesce, va a finire nelle stalle o nei campi. Tutto nella più assoluta tranquillità delle parti.
      La Germania produce e produce bene, applicando sempre lo stesso concetto, che è quello di produrre il meglio. Loro se ne infischiano di avere ulteriori illusionisti della vita che non è (attori e funamboli della letteratura o della canzonetta). Badano al sodo. Loro si alzano ancora al cantar del gallo e poi galoppano.
      Se qualcuno di noi lo fa ancora, è subito rappresentato come l’anima patetica che si leva quando tutti gli altri dormono e quella, sbuffando vapore dalle narici per il gelo intenso, si incammina solitaria, giacchè l’ancor lontano albeggiare permette all’oscurità di inghiottire la sua immagine.
      Sveglia Italia. Sveglia e corri!

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    • Avatar   Emanuele
         Rango: Ospite

         In risposta a: Selvaggia

      Io ci andrei più forte e direi che il “made in Italy” è già morto da un pezzo e la colpa di questa ingiusta situazione ce l’hanno tutti quelli che hanno visto di buon occhio la globalizzazione.
      Noi, piccoli staterelli, rispetto a colossi quali appunto la Cina e l’India, la globalizzazione avremmo dovuto mantenerla molto distante ed avremmo dovuto convincerci che non ci giovava in nessun caso, visto che non avremmo potuto assumere la connotazione di Stato commercialmente “invasore”.
      Aver aperto le porte alla presenza di altre culture, non ha arricchito la nostra, l’ha invece resa instabile e meno incisiva, poichè i nuovi inquilini sono ben lontani dal volersi realmente integrare; essi mirano invece a creare subculture proprio in mezzo a noi, spaccando in definitiva il nostro assetto millenario (vedasi il vestiario dei musulmani, maschi e femmine). Fra poco Versace potrebbe lavorare su nuovi modelli, tutti approntati con caratteristiche medio orientali. Ovviamente seguirebbe anche un corso accelerato per tornare a mangiare con le mani. E così, via anche i piatti, le forchette ed i bicchieri, vanto delle nostre industrie. Tutti attorno ad un unico piatto da cui attingere la propria porzione, comodamente accovacciati sotto un unico tendone.
      Da non dimenticare l’harem, mi raccomando!

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  • 10°
    Avatar   Costantino
       Rango: Ospite

    Che in Italia ci fossero troppe bocche intente a parlare, non è certo una novità, ormai lo fanno tutti e chi proprio non ci riesce, scrive. Nascono così, come i funghi, i nostri scrittori ed autori. Se poi uno è anche bravo a mentire col proprio corpo, ecco che nasce l’attore.
    Petruzzelli non è da meno. Quando non aveva un caxxo da fare e nessuno se lo caxxva, scoprì la sua vera indole, che è quella di mischiarsi coi barboni. Quando si rese conto, che raccontare la vita di mexxa che faceva, poteva rendergli qualcosa, si scoprì con la vena dello scrittore e dell’autore.
    Scrivere è dunque facile, parlare è ancora più facile.
    Il nostro esimio Napolitano, che a stare zitto non gli riesce nemmeno se lo anestetizzi, stando a quanto riportato da un articolo della redazione del Fatto, parlando della nostra nazionale di calcio, avrebbe detto: “Voi siete lo specchio dell’Italia, 11 giocano e 12 stanno seduti a guardare“.
    Ora, a parte l’infelice ed infame frase uscitagli di bocca, io mi domando e dico: Come caxxo si permette il matusalemme di offendere gli italiani? Mai e poi mai il nostro presidente ha potuto constatare che negli ambienti da lui frequentati si arrivi ad una così alta percentuale di uomini impegnati? Secondo me, se tra i mille che lui frequenta, ce ne sono 5 a muovere qualcosa, è già troppo, non vi pare?

    1+



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