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Poligamia!

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Poligamia!:
ha ricevuto 5 commenti. La partecipazione di soli 4 utenti determina che c'è scarso interesse per l'argomento.

  • Antonio   Antonio
       Valori: 2485 ....... Rango: Veterano

    Buona sera a tutti.
    La poligamia ha radici preistoriche. Tutto ciò che “apparteneva” al vinto ucciso, diventava “cosa” del vincitore. Inclusa la moglie dell’ex vivente. Ma quel “cambio di proprietà” giovava anche alla vedova, che altrimenti sarebbe rimasta sola e, di coseguenza, destinata a morire di fame.
    Da allora ne sono stati fatti di passi avanti; ma per gli islamici, la donna ha continuato a rappresentare il “valore aggiunto” alla loro potenza sociale. Più donne (mogli) al seguito, più ricchezza esternata. Solo maschilismo, all’ennesima depravazione!
    Ma la legge di chi si considera “civile” ha fortunatamente cancellato la vergogna di tale comportamento, per cui, fossi io “La Legge”, all’islamico direi di andare a farsi friggere da dove è venuto, perché le sue condizioni se le vada a far valere nel luogo d’origine.
    Ecchè?! Dovremmo tornare indietro anche con questa storia, oltre ad aver già fatto un tonfo indietro, che ci costerà ventanni di malcostume?
    Ma andassero tutti aff….. stì puzzolenti, e se ne tornassero da dove diavolo sono venuti!
    I riconoscimenti sono dovuti, per ciò che si riesce a fare nella Nazione che ospita. Ma principalmente se si rispettano le regole del posto, la gente del posto e le cose del posto.

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  • Giuseppe (Dir.)   Giuseppe (Dir.)
      

    Buona domenica.
    Niente affatto banale la questione.
    Ovviamente la prima reazione, che è sempre la meno valida, per non scrivere la più ‘stupida’, è quella di invitare l’ospite a ridimensionare le sue richieste, perché tutto è civilmente permesso, meno che regredire.
    E regressione vuol dire anche dover considerare la Donna come una ‘possibilità’, per chi non ha ben saldo il concetto di uguaglianza fra i sessi.
    Ma libertà significa anche il rispetto delle condizioni altrui, intendendo come condizioni, tutte le situazioni in cui si trovava l’extra comunitario nella sua terra d’origine.
    Se la nostra Costituzione impone il rispetto di tutti, a prescindere dalla religione, implicitamente impone il rispetto stesso delle religioni altrui. Se l’Islam è una religione che permette la poligamia, noi siamo tenuti, per Costituzione, a rispettare la poligamia degli islamici.
    Ne deriva che l’islamico residente in Italia può e deve vedere accolta la sua richiesta di ricongiungimento con i componenti la sua famiglia, senza che la nostra Legge blocchi l’accesso nel nostro territorio a chi sarà considerata la seconda o la terza moglie e così via.
    Se addirittura la nostra Legge prevede l’azione penale nei confronti di coloro che si dedicano alla poligamia, i nostri Consolati all’estero dovrebbero essere tenuti a NON rilasciare alcun visto, neanche per turismo, agli islamici poligami che fanno richiesta di entrare nel nostro territorio con o senza il seguito di una o più mogli, poiché già rei di poligamia.
    Ma, se ben ricordo, ai vari re d’Arabia e sceicchi panfilati, non è vietato introdursi in Italia, seppur vistosamente seguiti dal nugolo di mogli e concubine. Anzi, i giornali italiani e stranieri ne fanno articoli a tutta pagina e tutti benevoli, lodevoli ed ammirati! Eppure, sempre secondo la nostra Legge, se uno di essi entrasse nel nostro territorio, dovrebbe essere subito arrestato, poiché reo di poligamia, reato punibile appunto con l’arresto.
    Ti pare logico?
    Se ti pare logico, anche logico dovrebbe essere arrestare te, se entri in un paese islamico e dichiari di essere sposato con rito cristiano.
    Scriviamolo chiaramente.
    La nostra Costituzione merita una ‘ripassata generale’.
    Non fermiamoci a considerarla come la Sacra Bibbia, anche se, io, la Sacra Bibbia, la considero come un libbrone polveroso e privo del reale apporto divino, semplicemente perché il ‘libbrone’ è sempre l’opera di qualche buon scribano. Le norme impresse nella Costituzione sono anacronistiche e di cattivissima interpretazione. Nel frattempo sono cambiate le modalità di rapporto e confronto con lo Stato e lo stesso Stato ha di fatto variato l’assetto della Costituzione. Un Presidente del Consiglio plurinquisito non s’era mai visto. Nonostante ciò, ancora oggi non ha intenzione di dimettersi nè viene costretto alle dimisiioni, ma continua a godere del privilegio di governare.
    Secondo te, se la Costituzione fosse riscritta oggi da VERI italiani, potrebbero essi dimenticare di trascrivervi “…Tutti gli Onorevoli sono tenuti ad un impeccabile e dignitoso comportamento civile, degno di poter essere richiamato ad esempio, pena l’espulsione immediata dalla camera a cui appartengono e conseguente perdita dell’incarico con preclusione per i prossimi 10 anni”?
    Ti sei mai chiesto cosa significa l’articolo numero 1? “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
    Ecco, proprio l’articolo 1, è la più grossa baggianata che qualcuno potesse esprimere. L’hanno iniziata proprio bene la nostra Costituzione!
    L’articolo 1 viene applicato dallo Stato? Certamente NO! Da sempre, certamente NO! Ti basta consultare gli annali sociali, per intuire che abbiamo costantemente non meno dell’8% di disoccupati. Bella Repubblica FONDATA sul lavoro!
    “La sovranità appartiene…. ” …bla bla bla!
    Il popolo! Chi è il popolo?
    Secondo la nostra democrazia, siamo tutti noi. Ma secondo lo Stato il popolo sovrano è il 50% dei cittadini votanti + 1. Il 50% dei cittadini votanti – 1 è condannato a subire la tracotanza di quell’imbecille che ha deciso da che parte far pendere l’ago della bilancia. Per colpa di quell’imbecille, 24.681.235 persone (più i relativi minori ad essi appartenenti) potrebbero essere costrette alla fame. E se quei cittadini si ribellassero?
    La nostra Costituzione prevede che non è loro pertinenza la sovranità del popolo, poiché è stata invece attribuita ad altri 24.681.236. Mi verrebbe da dire che solo un ubriaco potrebbe scrivere o accettare questa nefandezza.
    Fate arrabbiare per davvero 5.000.000 di quei 24.681.235 cittadini e poi vedrete a chi appartiene la sovranità del popolo!
    Dovremmo poter ragionare con serenità quale decisione assumere. L’innominabile non è lo Stato. L’innominabile non è onorevole. L’innominabile non è cavaliere. L’innominabile non è degno!
    L’innominabile è solo quell’imbecille ‘1 in più‘ che, per ben 5 lunghi anni, farà pendere l’ago da quella parte.

    Grazie alla Redazione per questo spunto di costruttiva discussione.

    Noto però, con un certo disappunto, che i nostri amici iscritti non ritengono di doverne beneficiare. E già! Troppo presi dalla ‘guerra’ in corso. Chissà?!
    Forse riescono a digerire, se non addirittura a condividere, aspetti di nazionalità a me sconosciuti. Forse prediligono commisurarsi con scialbi propositi o sono estremamente ferrati solo in materie politiche.
    Chissà?!
    L’unico commento presente è emissario di concetti tradizionalmente “paesani”. Il buon Antonio (che saluto) dimentica che anche per noi valgono quei titoli di riconoscimento che lui destina ai soli extra comunitari. E noi siamo italiani da sempre. Ciò nonostante, non credo che tutti noi ci cibiamo di “rispetto delle regole del posto, della gente del posto e delle cose del posto“, dunque, se Antonio dedicasse più attenzione ad altra tipologia di lettura, potrebbe ben comprendere che la nostra stessa condizione non ci premia, ma ci castiga facendoci dono della immutabilità degli eventi.

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  • Giulia   Giulia
       Valori: 785 ....... Rango: User

    Buona domenica a tutti.
    Poligamia ed Integrazione. Due concetti di vita che non necessariamente devono avere lo stesso sbocco, pur facenti parte dello stesso assunto.
    Come qualsiasi altra ipotesi, anche quella che l’articolo richiede, risulta soggetta a personalissime interpretazioni, che il più delle volte, sono semplici esternazioni del proprio modo di essere.
    Per una donna, non islamica e quindi non “educata” alla “pratica” della poligamia, risulta già improbabile assecondare gli aspetti emotivi del proprio compagno, quando trattasi di suddividere i suoi tempi e le sue attenzioni. Immaginare poi se la stessa donna venisse interpellata per “dividere” il compagno con un’altra donna. Lei lo dividerebbe per davvero, nel senso di farlo in due, ovviamente pezzi. O, nelle migliori delle ipotesi, si limiterebbe a lasciarlo unico, ma fasciato e rotto, per l’altra.
    Questo è solo l’aspetto emotivo.
    L’altro aspetto, più tipicamente legale, è una spinosa questione di confini.
    Giustamente Giuseppe accennava alla perseguibilità dell’azione penale nei casi di poligamia.
    Resta però il fatto che tale cerimonia è perseguibile, se intrapresa da cittadino italiano (o europeo) e dunque assoggettato alle leggi italiane (o a quelle dello Stato Europeo di appartenenza).
    Per gli extra comunitari islamici la situazione è alquanto incerta, in tema di riconoscibilità del loro stato sociale prima di essere entrati nel territorio comunitario europeo (è innegabile che una volta entrati e lì rimasti, non possano più ricorrere a quella cerimonia). Le leggi internazionali “parlano” chiaro.
    – Chiunque entri in un altro Stato, ha l’obbligo di osservare le leggi di quello Stato –
    Ricordo una prima visita a Pechino. Appena entrata in aeroporto mi venne consegnato un bigliettino recante l’avviso che in Cina i possessori o i trafficanti di droga venivano puniti con la pena di morte.
    Tra noi italiani ci fu un certo sconcerto. Si mormorava la nefasta possibilità che qualche estraneo la mettesse di proposito nel bagaglio, per poi cercare di riprendersela. Cosa sarebbe accaduto? Anche con noi avrebbero applicata quella legge? Un certo timore s’era impossessato di noi, altro che “Alla scoperta della Cina millenaria”!
    Ebbene si. Cari voi tutti. Fummo drasticamente messi al corrente che la funesta informazione contenuta nel foglietto, sarebbe stata applicata senz’altro anche e specialmente con noi europei.
    Se qualcuno di noi fosse stato pizzicato con della droga e portato davanti ad un tribunale, avrebbe potuto chiedere l’applicazione della non pena di morte così come il suo Stato riconosceva?
    Col cavolo! La legge del suo Stato valeva meno di zero. Lo aspettava di sicuro l’impiccagione!
    Cosa ho voluto dire?
    Nulla di più, nulla di meno di quello che una normale riflessione dovrebbe imporci di intuire.
    Lo sò che la Cina sbaglia ad applicare la pena di morte, così come sò che sbaglio a volere che a volte quella legge fosse applicata nei confronti di chi compie atti miserabili (ultimo da ricordare quello della povera Yara).
    Quindi a mio avviso è solo una questione di educazione a cosa vuol dire veramente civiltà.
    CIVILTA’!
    Fino a quando tutte le Nazioni del Mondo non riconosceranno un unico documento che tratti le norme e le condizioni di applicabilità della Civiltà garante per tutti i cittadini, nulla potrà essere realmente identificabile come azione universalmente riconosciuta.
    Oggitempo tutti noi siamo in possesso di sufficienti nozioni, che ci inducono a ben riflettere e controbattere qualsiasi ipotesi.
    I confini, ai quali accennavo in apertura, si stanno restringendo ed eliminando reciprocamente, ma fino a quando esisteranno, non potrà esserci vera democrazia e ciò gioca a sfavore della commiserata civiltà.

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  • Annabella   Annabella
       Valori: 750 ....... Rango: User

    Ciao a tutti.
    Alcuni giorni fa ho letto la notizia che in Arabia Saudita, per le donne è reato mostrare occhi belli. La polizia religiosa, nella migliore ipotesi può costringere a coprirli (vorrei sapere come faranno quelle donne a camminare), arrivando persino a poter frustare in pubblico le disubbidienti; dipende dalla entità di bellezza sensuale emanata dagli occhi.
    Noi donne occidentali abbiamo da sempre copiato lo splendido effetto prodotto da un trucco femminile arabo. Profondità espressiva e risalto della lucentezza sono solo alcune delle meraviglie che l’occhio è capace di emanare.
    Non stò parlando dello sbattere le ciglia, gesto classificabile come maliziosità. Stò discutendo di effetto sublime al quale nessuna di noi rinuncerebbe mai.
    Immaginando (senza riuscirci, seppur con infinita fantasia) di essere musulmana, non accetterei comunque di essere la terza sposa (come domanda la terza immagine dell’articolo), se dovesse capitarmi un marito che esige l’immobiità espressiva degli occhi.
    Una donna è naturale con tutto il suo corpo. Come diavolo fanno questi arabi a non capirlo? Sono loro, i maschi arabi, a renderla volgare, quando alcuni desideri si affacciano nelle loro menti. Pensasse il singolo a sua madre, a sua sorella, a sua figla, perché se non comincia lui a reagire benevolmente, è giusto che tutti gli altri uomini continuino a pensare che le sue, siano donne di facili costumi.
    Non correre” impose un poliziotto ad una donna vestita in tutto punto con l’abaja e l’hejab, mentre ella cercava di raggiungere in corsa l’autobus ormai partito. “Non correre, le tue forme moventi sono uno scandalo“. E lei disperata gli rispose “E tu, non guardarmi il cxxx, ma girati“.
    Fossi giovane e nubile, NO, non sposerei un musulmano, di qualsiasi Stato islamico fosse. E’ la loro mentalità, il loro modo di pensare e di agire che non cambierà, neanche fra diecimila anni, dovesse ancora esistere l’umanità. Loro sono stati puniti dal “loro Dio”. Sono stati costretti mentalmente ad autoimporsi il castigo di veder coperto il fiore più bello dell’Universo intero: la Donna! Quale pazzo nasconderebbe sotto un velo la più bella rosa del suo giardino?
    Solo i depravati ed i mentalmente disorientati.
    Da qualche altra parte ho letto un testo islamico. C’era riportata la frase “Gli occhi sono un dono di Allah”.
    Non ricordo di aver letto “Gli occhi dei maschi sono un dono di Allah”.

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  • Annabella   Annabella
       Valori: 750 ....... Rango: User

    Buon pomeriggio.
    Perdonatemi, mi sono accorta di essere stata “off topic”, ecco perché voglio rimediare con quest’altro commento, prima che qualcuno mi rimproveri.
    Da quello che ho dichiarato nel precedente mio commento, si può intuire che non sono assolutamente d’accordo, a permettere a chiunque di sposarsi più volte, con il primo matrimonio ancora valido.
    Deve finire l’epoca delle “mantenute” o delle concubine nell’harem del signore.
    La poligamia è una pratica che offende la personalità femminile, inducendo altresì a far ritenere di basso valore morale gli uomini che la impongono.
    E’ vergognoso supporre che un Dio abbia parlato di “schiavitù” (vedi Abramo e la schiava di sua moglie, costretta a prestarsi) o che lo stesso Dio, ma col nome di Allah, abbia imposto il declassamento e la sottomissione della donna nei confronti dell’uomo.
    Si, è vero. Noi donne, generalmente, siamo meno forti di muscoli, solo di quelli. Ma, se fossimo state anche più forti di muscoli, quale, secondo voi, sarebbe stato il genere declassato?
    Io vi rispondo NESSUNO dei due generi, semplicemente perché le donne sono più comprensive degli uomini. Avremmo senza dubbio avuto altri sviluppi e la storia sarebbe stata totalmente riscritta con più umanità.
    A chi crede di fare “centro”, ritenendo di poter avanzare qualche sciocco esempio, anticipo che le “Amazzoni” non sono mai esistite; anche quel filone è un’invenzione tutta maschile.
    Così come le Religioni. Necessità di chi voleva vivere sulle spalle degli altri. Come il papato.
    E come la regina Elisabetta e tutte le altre stirpi di regnanti passate, presenti e future.
    Questi personaggi sono semplicemente dei passivi, un peso enorme per le civiltà e NULLA hanno a che fare con il Dio, che ognuno di noi ha nel cuore.

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