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Proporzioni insostenibili.

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Proporzioni insostenibili.:
ha ricevuto 4 commenti. La partecipazione di soli 4 utenti determina che c'è scarso interesse per l'argomento.

  • Bertoldo   Bertoldo
       Valori: 630 ....... Rango: User

    Buona domenica a tutti voi.
    Gentile signora Rita, lei ha ricevuto tutta la comprensione e la condivisione del suo pensiero da parte di mia moglie. Non mi è rimasto altro da fare, pena la condanna a sostenere una giornataccia, che far finta (scherzo!) di accettare e di dispiacermi per la lunga lista di lagnanze presentata da mia moglie.
    Falcone e Borsellino sono i due Uomini considerati tra i più alti eroi della nostra storia contemporanea.
    Ogni onorevole, senatore o deputato che sia, che resta seduto al proprio posto, senza ribellarsi all’entrata in aula di Dell’Utri (e molti altri come Dell’Utri), per me è come se avesse confessato di essere un delinquente come lui e peggio di lui. Ogni volta che qualche onorevole, senatore o deputato che sia, si accinge ad entrare in aula e non ne esce repentinamente appena si accorge che Dell’Utri (e molti altri come Dell’Utri) è già presente, per me quell’onorevole diventa il complice di un mafioso.
    Questo mio convincimento va avanti ormai da qualche anno, per cui, il numero di volte univoche in cui si sono verificati gli eventi testè descritti, ha raggiunto da tempo il numero dei nostri eletti. Se ne deduce (a mio avviso) che le assemblee plenarie del nostro Parlamento sono paragonabili alle adunate al completo della “cupola siciliana”. Concordo dunque, di quanto si trovino a proprio agio tutti i siciliani che lì “risiedono”; è ovvio che loro non cerchino altro che di allargare la dominanza o adottare alleanze. Ci sono riusciti, visto di quanta poca onorabilità sono, tutti loro, ricoperti.
    Hai ragione tu, cara Rita, qui bisogna che tutti ci diamo una mossa. Dovremmo azzerare quei volti famelici dell’onorevole Tizio e di senatore Caio. Inviare persone nuove, certamente non come Renzo il “rottamatore”, e farla finita, una volta per tutte, con leggi ad personam, favoritismi, condoni, concussioni, elezioni, malasanità, cattiva educazione e irresponsabilità dell’eletto.

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  • Federico   Federico
       Valori: 520 ....... Rango: User

    Buona sera.
    Voglio fare subito i complimenti ad Andrea, per la cura continua dell’aspetto del Blog; quest’ultimo effetto “sipario” è notevole e di gradevolissimo impatto visivo.
    Cara Rita e caro ben arrivato “Bertoldo” le innovazioni in campo scientifico sono alla base del miglioramento, le differenze si notano solo in virtù del campo d’utilizzo. La primordiale polvere da sparo, applicata con le sue moderne varianti, è utilissima ed apprezzata per riuscire a demolire un grattacielo; diviene a dir poco detestata e micidiale, se serve a preparare proiettili per l’uccisione.
    Tutti i nuovi apparati partitici hanno scelto la strada dell’innovazione; difatti, subito dopo l’era “Mani Pulite”, si sono visti anni di distruzione della Cosa Pubblica, dandoci però l’impressione, che stavano sradicando al fine di meglio preparare il terreno a migliori condizioni. Il danno era stato fatto. I miserabili che hanno dato seguito alla “Seconda Repubblica”, hanno eliminato anche il poco di buono che era sopravvissuto ai loro predecessori. Ci hanno avvinghiati nella preoccupazione di guadagnarci il pane per il giorno dopo, mentre loro la facevano da padroni e, più volevano, più “deturpavano la democrazia”, e poco importava se le “legnate” ricadevano solo sull’afflitto popolo, l’importante era renderci insensibili ed irrigidirci nella nostra precaria esistenza.
    Mi pare evidente che in quelle condizioni non si badasse più al conflitto d’interessi, alla concessione dell’uno per mille, alla depenalizzazione del reato di falso in bilancio, agli appalti aggiudicati ai soliti noti, ai favori a Mediaset ed alla famiglia Berlusconi, a veder qualche “tagliato di faccia” salire le scale di Montecitorio e così via dicendo, fino ai giorni in cui ci siamo resi conto che anche Monti deve innanzitutto soddisfare piacevolmente le necessità del defunto ex premier.
    Chissà se, tra gli accordi presi dal vecchio Napolitano con l’ei fu primo ministro, per fargli mollare l’osso, non ci fosse pure quello di lasciar salire a lui, o a qualche sua pedina, i gradoni del Quirinale. La notizia di ieri mi ha colto preparato, me l’aspettavo, sapevo che sarebbe arrivata: “Nessuno è indispensabile ed io mi sento stanco, quindi impossibilitato ad accettare un nuovo mandato. Cominci a farsi avanti, chi ritiene di essere capace di prendere il mio posto“.
    Qui, mia cara Rita, non si tratta più di semplici proporzioni seppur inverse, qui si tratta di continuità della malefica specie.
    Dovremmo effettivamente sentire in petto l’odio crescente per tutti questi delinquenti (come li sente “Bertoldo”). Ma dovremmo anche costringere quella grandissima fetta di elettorato che si astiene, a recarsi alle urne e dichiarare finalmente che non vogliono più qualcuno al potere che li costringe (per scelta forzata) a star fuori dai giochi.
    E muoviamoci una buona volta!

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  • Manuela   Manuela
       Valori: 1775 ....... Rango: Frequent User

    Buon giorno.
    Un sentimento è definito comune quando viene espresso dalla totalità, o quasi totalità, di persone presenti ad una circostanza. Se durante una manifestazione il sentimento che accomuna non viene rilevato, si sviluppa un’altra condizione che impaurisce, blocca, smorza gli impeti e fa allontanare tra loro le persone che la subiscono. Mi convinco allora che le persone possono sentire insieme solo per qualche momento, e poi nient’altro. Non nutrono il sentimento. Non vivono con sentimento.
    Le persone si limitano a lasciarsi guidare dagli istinti, e con tali caratteristiche assolvono il dovere di sentirsi parte della comunità. Ma l’istinto, si sa, si ambienta nell’attimo e, dopo l’attimo, torna a prevalere il raziocinio e la propria attitudine.
    Il fattore più rilevante, che non aiuta di certo a realizzare il “sentimento comune”, ma che invece limita l’esposizione di ciascuno, è la non conoscenza diretta delle altre persone. In presenza di estranei, è ovvio, non si riesce ad esternare completamente e con continuità ciò che da sempre si prova.
    Durante la solita manifestazione, presa già ad esempio, è del tutto normale ritrovarsi ad urlare una frase che sancisca la propria disapprovazione; ebbene, quel momento non verrebbe più rieseguito, se al nostro fianco incontrassimo lo sguardo interrogativo di uno sconosciuto, o se ci accorgessimo che gli altri intorno a noi continuano a starsene zitti.
    A questo punto, concorderete con me che inizialmente è senz’altro promettente creare il proprio gruppo d’azione, scegliendo i componenti tra la cerchia dei soliti amici (vanno bene anche i conoscenti). Lo facciamo? Siamo nella possibilità di farlo? Ci interessa farlo?
    I politici lo fanno. Loro si che hanno interessi a farlo!
    Loro si agglomerano, si scelgono, si aggrovigliano, si difendono, si spendono, si propendono, si appiccicano.
    I politici sono coesi. I politici hanno capito (Berlusconi aveva capito) che bisognava creare il gruppo con le persone già conosciute, meglio se già possedute, perché la solita aria la si può respirare ancora, se si è riusciti a ricreare il proprio ambiente. Il gruppo è formato.
    Restava un’altra cosa da fare: dividere gli altri.
    Restava da creare lo scompiglio tra gli avversari e fare in modo che fosse loro impedito di riavvicinarsi del tutto.
    Il sentimento comune non esiste tra le persone comuni. Le persone comuni “sentono” di avere un unico scopo: riuscire a mangiare anche domani!
    Strafogatevi!

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  • Avatar   Davide
       Rango: Ospite

    Ritenere Dell’Utri un bibliofilo sembra essere la panzana del secolo.
    Direi che tutt’al più può essere considerato il possessore amante delle cose sporche e delinquenziali.
    La presentazione del libro delle memorie di Mussolini è da ritenere ormai il suo penultimo tentativo di ridicolizzarsi e farsi detestare.
    E già, perché l’ultimo tentativo (ben riuscitogli) risale invece a quattro giorni fa, quando, per telefono, ha fatto lievitare il costo d’aggiudicazione di un lotto (il 243) messo all’asta da casa Bolaffi. Si trattava nientepocodimenochè di ben 17 volantini delle….. Brigate Rosse. Avete letto bene, proprio delle Brigate Rosse.
    Il prezzo? Ben 17.000 euro.
    La sua Biblioteca di via Senato a Milano ha sborsato la modica somma, giustificando la voglia di possesso come ampliamento di un analogo ceppo d’informazione giacente presso quella sede.
    Per chi ha appena incassato 21.000.000 euro, 17.000 sono il nulla.
    Quello che invece mi chiedo è come ha fatto il presunto mafioso, senza grossi introiti dichiarati, a possedere quella villa, venduta ultimamente all’amico Berlusconi, ed altre ben più importanti costruzioni.
    Il Fisco resta a guardare?!
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