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Simile, anche se amico traditore.

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Simile, anche se amico traditore.:
ha ricevuto 6 commenti. La partecipazione di 6 utenti suscita discreto interesse per l'argomento.

  • Avatar   Franco
       Rango: Ospite

    Eccolo all’opera il segretario comunista. Ha appena cominciato a parlare su “Italia Domanda” e già mi viene sonno.
    Bilà gli butta subito addosso un problema vero: il prezzo della benzina.
    Bla bla bla, bla bla bla, bla bla bla, zum zum zum, zum zum zum, zum zum zum, ronf ronf ronf, ronf ronf ronf, ronf ronf ronf. Tasse!
    O cazzo! Siamo alle solite.
    Non ce la faccio. Me cala la palpebra. Avvisatemi quando il prete ha finito di fare messa, con quell’accento romagnolo del menga.

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  • Giovanni   Giovanni
       Valori: 440 ....... Rango: User

    Buona sera.
    A parte che mi sembra sia emiliano, ritengo che Bersani sia un uomo ben accettato da chi lo conosce da vicino e molto, ma molto difficile da apprezzare standogli lontano. E’ uno che parla troppo pacatamente o troppo animosamente; conclusione: non è uno che può reggere il civile confronto. Se ne deduce che la sua propensione al comunismo ferreo sia il suo normale stato. Se ne verrà fuori qualche altro finora sconosciuto (apertura al dialogo e facilità a lasciarsi avvicinare) gli gioverà tantissimo, perchè finora per tutti Bersani è colui che sfugge i contatti con la gente. Troppo convinto che sia lui che la sa più degli altri.
    Venerdi prossimo, stesso canale, stessa trasmissione, si vedrà subito la differenza col suo avversario politico. Verranno proposti altri tipi di articoli, le discussioni con i giornalisti in sala saranno più cordiali e servili e le risate saranno all’ordine del minuto.
    Insomma, con quell’altro uomo, tranquillità e discussioni che condurrano il telespettatore a dare addosso a Monti ed alla sinistra tassaiola.

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  • Massimo   Massimo
       Valori: 500 ....... Rango: User

    Buon giorno a tutti.
    Al nostro amico Franco si deve dar ragione, ma solo se prendiamo in esame i primi 15 minuti della trasmissione di ieri sera, infatti subito dopo, come accade per la messa in marcia di un motore diesel, la rabbia ha cominciato a prevalene nell’animo di Bersani e lo si è visto lanciare dardi infuocati.
    Non s’è tirato indietro quando ha dovuto convincere gli astanti che almeno il PD le primarie tenta di mantenerle pubbliche, mentre gli altri partiti, con in testa il PDL, le fa privatamente ad Arcore; la bella differenza era evidente. Anche l’offesa per i dieci anni di inutili e dannosi governi del caimano non è stata niente male. Diciamolo fino in fondo. Se a sinistra volessero seriamente attaccare Berlusconi, per quel “signore” troverebbero tantissime parti molto esposte, in virtù del suo burrascoso trascorso con la Giustizia italiana, senza dimenticare quella Divina, prima o poi.
    Bersani ha subìto un contraccolpo quando, il sempre sorridente paraculo Bel Pietro gli ha rinfrescato la memoria, ricordandogli che era anche una sua precedente idea quella del Redditometro. Aveva, il Bel Pietro, ricevuto via internet quella informazione, tant’è che gliel’ha mostrata dal suo tablet. E’ stato un segno evidente di come si dispieghi una intera task force in redazione del giornale Libero, e non solo quello, quando devono dar man forte per stare addosso al nemico del loro “capo”.
    Tutto sommato però, il buon Bersani se l’è cavata egregiamente ed è stato anche molto simpatico osservare il suo divertimento per la satira di Crozza. Al nostro assonnato amico forse conveniva resistere e bloccarsi le palpebre con dello scotch adesivo, forse anche lui si sarebbe divertito.
    Sono concorde con Emanuele, che saluto, quando asserisce che bisogna continuare insistentemente ad investire Berlusconi con le sue colpe, perchè solo così riusciamo a fargli capire che ci ha rotto le scatole. L’abbiamo capito che è rientrato in politica solo per far risollevare la quotazione dei suoi titoli in borsa. Mai nessun’altra verità per lui, all’infuori del suo forsennato interesse a voler essere sempre considerato qualcuno che conta. S’è finanche già scelto il ruolo preferito e quale ministero obbedirà ai suoi voleri. Ha già ricoperto quel ruolo ad interim quando Scajola s’era dimesso e tutti ricordiamo cosa abbia combinato per favorire l’assegnazione di alcune frequenze digitali a Mediaset. Impediamogli con il voto quest’altra oscenità e rendiamolo disponibile per i tribunali giudicanti. Un vecchio 77nne dovrebbe essere rinchiuso se gli arrivano certi avvisi di garanzia come quello di induzione alla prostituzione ed addirittura con minorenni. E’ malato, ossessivamente malato. Torturato anche dalla sua stessa mania di protagonismo. Sempre e solo nominato col titolo di Presidentissimo, fosse anche e solo per essere il presidente della Bacigalupo, come il suo intimo amico e collega di malaffare Dell’Utri.
    Che brutto ceffo e che falso uomo!

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  • Salvatore II   Salvatore II
       Valori: 510 ....... Rango: User

    Lieto di essere giunto tra voi. Sono Salvatore, siciliano in provincia di Enna, ho 32 anni.
    Mi sono iscritto perché credo fermamente, che bisogna far crescere di numero, coloro che osano opporsi allo strapotere di quel diavolo a nome Berlusconi.
    Finché esisterà la benché minima presenza della mafia o di persone che agiscono come i mafiosi, mi riferisco anche al doppiamente indegno Dell’Utri, che vedono lo Stato come loro nemico da sconfiggere e da annientare, ogni nostra energia deve essere spesa per renderli inoffensivi ed emarginarli, tenendoli ai bordi della società, lontani da qualsiasi approccio istituzionale e da qualsiasi Ente locale.
    Dell’Utri è doppiamente indegno, primo per essere lui stesso resosi mafioso, secondo e più drammaticamente offensivo, per aver leso l’onore ed il cuore dei numerosissimi siciliani onesti, che non gradiscono la sua presenza e tanto meno la sua origine. E’ fatto attuale che la Procura di Palermo, nella udienza d’appello conseguente al rimando dalla Cassazione, ha chiesto 7 anni per il disonorato siciliano. Come sapete quella di Dell’Utri è una sentenza che farebbe clamore, perché, se condannato in via definitiva, accerterebbe che, tramite lui, la mafia è stata vicinissima a Berlusconi.
    In questo momento io ordinerei il sequestro del passaporto di Dell’Utri, per motivi di prevenzione della fuga, poichè s’è già verificato che, prima della sentenza in Cassazione, quel delinquente, certamente aiutato dal suo degno compare, aveva già tagliato la corda, lasciando definitivamente l’Italia.
    E’ giunta anche la buona notizia che il Tribunale ha rigettato la richiesta di Stop al processo Mediaset per i diritti televisivi, chiesta dai legali di Berlusconi. Questa è un’altra piccola mazzata che il nano si merita. Non fosse stato ciò che di brutto è stato, avrebbe avuto l’Italia ai suoi piedi, ma in riverenza; ma siccome è stato ciò che brutto è stato, allora è giusto che il male fatto agli altri, cominci a ritorcerglisi contro, fino a strangolarlo. Berlusconi è un essere abietto e finalmente lo si può dedurre anche dalle parole di altri esponenti politici, come ad esempio Casini e Fini, che prima sono stati suoi alleati. Ecco perchè ora il caimano li offende in quel modo orrendo. A fini è riuscito ad indicargli, come prossimo incarico, il ministero delle “fogne”. Indegno per un civile politico e uomo d’affari, arrivare a quelle determinazioni. Possiamo ben intuire che lui quindi non può essere mai stato un ottimo “padrone di casa” e soprattutto di una casa onorabile, tutt’al più di una casa di tolleranza, tanto ormai nei casini (giochi d’azzardo online) si c’è pure buttato.
    Affari, solo affari, e tanto meglio se sporchi per quel tipo di persona.

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  • ClaudioV   ClaudioV
       Valori: 360 ....... Rango: Esordiente

    Benvenuto Salvatore.
    Se Dell’Utri è indegno per un siciliano, immaginarsi quanto sia simpatico ad un continentale!
    Ma lui in continente ci vive bene ed agiatamente, tant’è che ha mica poche attività molto redditizie. La sua bocca, tra l’altro, si spalanca solo per dire cazzate, dal tipico humour da basso anglosiculmafiolumbard. Anche stamattina non si è sottratto al suo vezzoso paraculparlando, durante un’intervista fatta di sfuggita e di corsa (lui ormai le predilige, perchè se si ferma, rischia un fracco di botte). L’onorevole, alla domanda tendenziosa del giornalista ha chiaramente e deliberatamente dichiarato “Mi candiderò fino alla morte. Basta ricordarsi di chi sono amico io e dove sono sempre stato“.
    E’ vero, tutti sappiamo di chi è amico, e tutti sappiamo cosa è il suo amico: E’ il capo dei capi, che, come Gheddafi, non ha rispetto per la dignità degli altri, ma si diverte a calpestarla, riducendo sempre più i suoi frequentatori a ricorrere a lui per stare in piedi, altrimenti cadrebbero, poichè ridotti a non possedere la propria struttura e la propria anima.

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  • Giuseppe (Dir.)   Giuseppe (Dir.)
      

    Buon pomeriggio a tutti.
    Saluto Emanuele e lo ringrazio per il suo articolo.
    Lo condivido e lo apprezzo nella sua forma esplicita, esercitata senza mezze frasi o frasi celate. Nasce così il crudo sentimento del pensiero libero, ma ben radicato a valori e circostanze.
    Stavolta però, mi sorprendo nell’essere di opinione diversa da quella esposta dalla Redazione e proposta sull’immagine dello slider in testa, recante il titolo “Nella fossa dei leoni sono scesi i topolini“.
    Il programma di Santoro ‘Servizio Pubblico’ anche nella serata dedicata all’incontro con l’innominabile, ha dimostrato di essere quello più seguito, in virtù delle caratteristiche che solo la stessa trasmissione offre. Il caimano è stato un clown che tutti volevano vedere all’opera, dunque un’attrazione speciale, che però s’è manifestata solo con ‘Servizio Pubblico’. Difatti, anche se ‘giocava in casa’ (perchè per l’ex premier, sempre e comunque un bamboccione spensierato ancorchè sempre più vecchio e sempre più decrepito, partecipare in televisione è un gioco che lo diverte), ‘presidiando’ la trasmissione di Bilà, mi dicono abbia raggiunto uno share di appena il 18% di continuità con punte massime del 22%, quindi percentuali ben lontane dal 34% ottenuto da Santoro & Company.
    Devo però ammettere che solo la fresca e decisa Giulia ha dato una qualche stoccata all’innominabile, facendolo tentennare e, perchè no, balbettare. Forse Santoro era colui che temeva più di tutti qualche ‘abbandono’ ed aveva quindi deciso di attaccare solo quando era il caso di contrattaccare, mentre Travaglio ha mostrato tutta la sua insicurezza e penetrabilità, se morsicato nella sua privata vita giudiziaria. Travaglio ha troppe condanne, seppur civili, per poter avanzare ipotesi di giusti ed imparziali interventi, che non mirino a calunniare il suo bersaglio. Santoro ha cercato di frenare l’ondata di sdegno che si stava sollevando contro il giornalista ospite (rischiando egli stesso di incorrere in frasi scorrette e senza merito, per i termini utilizzati a difesa. Cito: “chiunque di noi giornalisti ha subìto una qualche condanna per calunnia, è una cosa comune.”), ma il danno era ormai fatto. L’innominabile ha avuto il tempo necessario a sferrare il decisivo attacco ed il ‘castello Travaglio’ è stato raso al suolo. Lo stesso giornalista, invitato a lasciare libera la poltrona ove prima sedeva l’innominabile, ha obbedito, recandosi lentamente e mestamente in altra parte dello studio televisivo, mentre il ‘giocoliere’ improvvisava la famosa gag della ripulitura del posto riscaldato, sino ad allora, dal sedere di Travaglio.
    Le rincorse successive e fuori dalla trasmissione sono da considerare patetiche e prive di efficacia, poichè ad ognuno di noi è stato subito chiaro che Travaglio ha da sempre mentito sulla sua professionalità e sulla sua onestà di discriminazione tra il bene ed il male.
    ‘IlFattoQuotidiano’ dovrebbe presentare le scuse a nome di tutti coloro che ritengono di lavorare per una corretta informazione. Sempre che, ne ‘IlFattoQuotidiano’, esista tale specie di giornalisti.
    Ma anche queste due ipotesi, ahimè, sono utopiche.

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