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Un peto, nell’assoluto silenzio, ha la potenza sonora di una bomba esplosa all’aperto, ma è pur sempre e solo “un peto”

Oggi, a Milano, ha avuto inizio la manifestazione nazionale antirazzista organizzata da "People - Prima le persone". Le statistiche vengono, come al solito, gestite in autonomia dalle varie schiere di chi è favorevole e di chi non lo è ...
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Oggi, a Milano, ha avuto inizio la manifestazione nazionale antirazzista organizzata da "People - Prima le persone".
Le statistiche, come al solito, vengono gestite in autonomia da chi è favorevole e da chi non lo è.
Nella più rosea delle condizioni, lo stesso sindaco Sala non andava oltre le 250.000 persone presenti, provenienti da tutto lo Stivale.
Ma è stata proprio la definizione di "mobilitazione nazionale" ad indicare che quella manifestazione è stata un vero fiasco e, quindi, non una cosa di cui vantarsi. 250.000 individui che si muovono da tutta Italia sono, per numero, come vedere 100 formiche attive in un formicaio. Roba di poco conto. Un niente!

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Ma, allora, se il numero dei partecipanti ha rappresentato un evidente flop, perché si tenta di dare così tanta importanza all'avvenimento? Che bisogno c'era di organizzare un simile evento? Chi gestisce questi movimenti e perché?

C'è da ribadire, da subito, che sono state le testate giornalistiche a dimostrare un insano interesse per l'avvenimento; infatti non si intuisce il perché tutti i quotidiani nazionali ne hanno ingigantito la rilevanza, come se in Italia ci fosse la necessità di anti razzismo o anti discriminazioni. Non ci fosse stata tutta questa abnorme informazione, pochissimi cittadini si sarebbero accorti che in Italia c'era stata una manifestazione di un non ben identificato "People - Prima le persone".

Seppur la ragione di quell'incontro fosse del tutto lecita, sentire il sindaco Sala e l'assessore Majorino pronunciare frasi ad effetto, che segnassero l'avvenimento con un sentimento profondamente e generalmente sentito, ha reso ridicola qualsiasi motivazione.

Sala: "Momento di grande cambiamento" - " ... è questa la nostra visione di Italia" - " ... ci troviamo ad uno spartiacque"

Momento di grande cambiamento? Quale cambiamento? Non ci sono cambiamenti in atto; una nazione come l'Italia, improntata e predisposta al turismo internazionale ed alla ricezione della cristianità mondiale, non è mai stata razzista. In Italia qualsiasi colore della pelle era considerato appartenente alla coreografia nazionale, purché, finito il periodo di turismo, ognuno se ne tornasse a casa propria. Gli italiani invece sono arrabbiati per questa occupazione silente, per questa invasione, per essere costretti ad accettare la presenza di tutte quelle persone, che nessuno può permettersi di ospitare ed alle quali bisogna anche garantire un futuro. Gli italiani sono incazzati per essere costretti a spartire con sconosciuti il risultato dei loro sacrifici, e bada bene, senza che qualcuno dal Parlamento si sia degnato di chiederlo ... Prima!

Sullo "spartiacque" di Sala è meglio non addentrarsi, altrimenti a Sala dovremmo ricordare come il comune di Milano prediliga il nero al bianco. E poi parlano di divisioni da abbattere e di anti-discriminazione.

Majorino: "Siamo 200.000, questa è l'Italia che dice basta" - "Ci dicono che siamo molti più di 250.000 qui in piazza Duomo. Una folla oceanica che nemmeno lo stadio di San Siro potrebbe contenere" - "Salvini, contaci"

Ancora con la chiamata dell'Italia? Quei miseri 250.000 sarebbero l'Italia che dice basta?

Ah Majorì ... Io un "basta dire cazzate" te lo scriverei in fronte! L'Italia ha 50.000.000 di persone adulte; 250.000 di esse rappresentano appena lo 0,5% del totale. Lo ZEROVIRGOLACINQUE ... Ridimensionati!

Quei 250.000 possono essere rappresentati come un peto, nell'assoluto silenzio; è ovvio che faccia "rumore", che si possa udire, poiché un peto, nell'assoluto silenzio, esprime una potenza sonora pari ad una bomba esplosa all'aperto. Eppure, è pur sempre e solo "un peto".

Non perché quelle persone possano essere paragonate ad un peto, ma solo per far capire a Majorino come la sua enfasi numerica rappresenti il nulla, come quella "folla oceanica" sia presente solo nei suoi offuscati occhi, o quanto stesse sbagliando mentre supponeva che quella " folla oceanica" fosse così estesa, che neppure uno stadio di calcio avrebbe potuto contenerla.

Ed a questo punto sono costretto a mettere in dubbio che Majorino sia milanese di nascita. Majorino non conosce le reali dimensioni di Piazza del Duomo. Come diavolo si può paragonare piazza del Duomo a Milano (28.000 metri quadrati senza contare i portici circostanti) con uno stadio di calcio (17.000 metri quadrati di terreno pianeggiante)?

E' ovvio che se 250.000 persone bastassero a riempire piazza del Duomo, quelle stesse persone non potrebbero essere contenute in uno stadio. Ma, neppure questa affermazione risulta vera, poiché se mettesimo insieme spalti, campo ed annessi spazi calpestabili, i 250.000 ci potrebbero stare in uno stadio. Eccome!

Majorino s'è illuso di avere di fronte una folla oceanica rappresentativa, supponendo gli ormai noti 250.000 come l'insieme dei pesci contenuti negli oceani, mentre, in realtà, aveva di fronte una scatola di sardine.

L'invito rivolto a Salvini è stato prontamente recepito ed elaborato dal diretto interessato, la cui risposta non si è fatta attendere, ribadendo categoricamente che il messaggio degli italiani al governo è stato già inviato col voto e con la rinnovata fiducia a lui ed alla Lega.

Salvini conta e sa di contare il giusto ... E Majorino, quanto conta?

L'ho sempre sostenuto ed ormai lo do' per scontato: In Italia c'è un consistente numero di persone facenti parte di una organizzazione criminale, la quale organizzazione gestisce una alta percentuale dei nostri media e dell'informazione, in modo così diretto da riuscire a manovrare, tramite esse, l'opinione pubblica. Si può prendere a caso qualsiasi tema, da quello dell'accoglienza a quello del razzismo, da quello della discriminazione fino a quello della violenza sulle donne, o dell'omofobia, o della pedofilia. Quella organizzazione crea i casi e poi, apparentemente da estranea, li combatte; è come l'azienda farmaceutica che crea una malattia, in modo che, per suo esclusivo interesse, possa poi venderne la cura.

E tu, sì proprio tu che partecipi alle manifestazioni manipolate da quella organizzazione, cerca di aprire gli occhi e di renderti conto che, se proprio hai tempo e disponibilità economica, meglio faresti a gestire tu drettamente ogni caso, forse ti accorgeresti che le tue buone azioni non sarebbero un costo per lo Stato ma, cosa ben più importante, capiresti quanto sia più logico ed utile aiutare chi ti sta vicino ... e chissà, forse è molto probabile che sia anche italiano!


Questo articolo è Copyright © di IoNonMollo.it - Riproduzione vietata      - Pubblicato 2 anni fa -




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