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Uno di noi!:
ha ricevuto 12 commenti. La partecipazione di 8 utenti suscita discreto interesse per l'argomento.

  • Avatar   Renato
       Rango: Ospite

    Sono dispiaciuto per il grande uomo che non c’è più, ma sono dispiaciuto maggiormente per la fine che ha scelto di fare.
    A simili uomini, per nostro ringraziamento, dovrebbero essere riservati i piaceri di sedere sugli altari quando sono in vita. Da vecchio ammalato o da morto , non gli serve più la comprensione dei mortali.

    0



  • Avatar   Ugo
       Rango: Ospite

    Il GRANDE italiano se n’è andato!
    Ha scelto l’atrocità dell’attimo al posto della sofferenza continua.
    Come è stato in vita ci ha insegnato anche nell’attimo della morte.
    La non accettazione della condanna fisica, ritenuta da lui un peso ingrato, ha mosso l’istinto del Vecchio Lottatore.
    Addio Mario!

    0



  • Annabella   Annabella
       Valori: 750 ....... Rango: User

    Buon pomeriggio a tutti. Ciao Sergio.
    Ieri sera abbiamo sentito tutti la grave notizia.
    Ancora una volta Mario è riuscito a farmi piangere di commozione; stavolta per la sua personale tragicità.
    L’uomo Monicelli era ricoverato, il Grande Mario ha voluto evadere, per sempre.
    Spero che la Chiesa, quella veramente cattolica e cristiana, sappia comprendere il dolore del gesto, certamente, come tutte le morti autoinflitte, dense di sofferenze.
    Sono addolorata, sinceramente!

    0



  • Rita   Rita
       Valori: 2035 ....... Rango: Veterano

    Saluti a tutti.
    Ciao Sergio. Proprio l’altro giorno ho scritto di te, lamentando che non ti leggevamo più.
    Oggi il tuo scritto a ricordare un uomo eccellente.
    Lui, Mario, ci ha regalato e lasciato in eredità una quantità considerevole di sana vita italiana. I suoi racconti hanno ricalcato le epoche, mai discostandosi dalla cruda realtà.
    Lo sgomento per la sua tragica fine ha colto tutti di sorpresa, ma dopo, ognuno di noi è riuscito a capire, forse ancora di più, quanto grande fosse il regista Monicelli.
    Ha diretto fino in fondo anche la sua vita, chiudendo definitivamente l’otturatore, nell’istante in cui toccava terra.
    Grazie Mario!

    0



  • Avatar   Sandro
       Rango: Ospite

    Vite incredibili giocate e vinte da personaggi oltre i confini.
    Mario rappresentava anche questo. Paure e rimorsi di un’Italia inetta; sfogo e passione della gente che vuole realizzarsi; sudore e castigo per gli arrivisti; comprensione e complicità per beffare il prepotente.
    Bravo Mario, ci hai saputo dare tutto questo ed hai pensato che poteva bastare, senza aggiungere altro.

    0



  • Avatar   Mara
       Rango: Ospite

    Dicevamo sempre che la cruda scorza di quell’uomo mai avrebbe conosciuto il cadere in basso e l’arrendevolezza.
    E’ stato così, anche se potrebbe falsamente apparire il contrario.
    Mario non si è arreso. Mario ha reagito con forza e consapevolezza.
    Mario non è “caduto in basso”. Mario ha voluto innalzarsi a ciò che di crudele il destino aveva riservato ad un uomo forte, ma stanco.
    Ciao Invincibile Mario, sei tutti noi!

    0



  • Avatar   Carmelo
       Rango: Ospite

    Cosa scrivere oltre il già scritto?
    Io ricordo volentieri alcune battute dei suoi film, che hanno fatto da insegnamento di vita.
    “Un po’ di rispetto, è un cadavere morto!”.
    “il suicidio è un lusso, i poveri non hanno nemmeno la libertà di uccidersi”.
    “Che ci volete fare: ma io so io, e voi nun siete un caxxx”.
    “Taciturno inverochè laconico, ma quando che parla ogni parola è una sentenza”.
    “E io rimasi lì a chiedermi se l’imbecille ero io… che la vita la prendevo tutta come un gioco, o se era lui… che la prendeva come una condanna ai lavori forzati, o se lo eravamo tutti e due”.
    “La giustizia non è di questo mondo”.
    “O non so niente! Se lo sapessi ve lo direi! Io sono un vigliacco, lo sanno tutti!”.
    “Sono sempre i più meglio che se ne vanno. Eh, è la vita: oggi a te, domani a lui”.
    Un caro saluto e con affetto.

    0



  • BenAng   BenAng
       Valori: 1965 ....... Rango: Frequent User

    Buona sera.
    Ciao Sergio, bentornato. In effetti non ti si “vedeva” da un pò.
    Come purtroppo accade in Italia, un personaggio diventa titolare di notizie nel suo clou, sia esso per magnificenza che per “abbandono”.
    Tutti si ricordano che era bravo, onesto, ammirevole e capace di dirci qualcosa, di insegnarci qualcosa.
    Mario Monicelli aveva 95 anni. Una vita spesa all’insegna della disciplina delle cose da ricordare, ma lui con i ricordi viveva malissimo. Necessariamente doveva anche essere un tipo “da prendere con le pinze”, perchè non lasciava passarne una.
    Innegabilmente è stato un “Grande” del cinema e lo ringrazio per esserlo stato.
    Non condivido la sua ultima scelta, per questo lo rimpiango maggiormente.

    0



  • Avatar   Giorgio
       Rango: Ospite

    Un maestro che merita il rispetto di tutti.

    0



  • 10°
    Clelia   Clelia
       Valori: 285 ....... Rango: Esordiente

    Buon giorno.
    Chi l’ha conosciuto lo ha apprezzato innanzitutto come uomo, per il suo modo serio di interpretare la vita.
    Anche a lui piaceva vivere, da buon vecchio certamente, non da malato con sofferenze.
    La sua è stata una scelta atroce da fare, ma siamo costretti a condividerla perchè ci viene da una persona che la vita stessa l’ha saputa ben prospettare, con tutte le sue spigolature ed il suo addio alla vita ne è parte.

    0



  • 11°
    la Redazione   la Redazione
      

    Mario Monicelli non ha creato solo per finta le storie italiane.
    Mario è stato un uomo che ha fatto la storia in Italia!
    Lui ha sempre iniziato a girare, senza mai avere l’idea di come avrebbe fatto terminare le storie che s’intrecciavano. La magnifica sua maestria stava nella capacità di rendere tutto vero, offrendo soluzioni a molti, proprio perchè molte erano le opportunità di scelte che le sue pellicole offrivano. Mai una sola verità!
    Mario non ha mai copiato storie, forse, tutt’al più, da qualcuna ha preso spunto, ma per trasferirvi dentro quello che lui riteneva più corrispondente al vissuto.
    Come non ricordare la sua splendida visione delle componenti sociali che determinano il consolidamento della libertà: giustizia, uguaglianza, e diritto al lavoro.
    Mario non perdeva occasione per continuare ad asserire quel suo particolare concetto, poichè diceva che la libertà, senza quei tre fondamenti, era nulla, era solo un’invenzione dei potenti. Ma libertà vera vi era, se prima il popolo aveva ottenuto giustizia, uguaglianza e diritto al lavoro.
    Ecco come nascevano i concetti di Mario. Ecco quali grandissimi insegnamenti venivano da Mario.
    L’ultimo gesto che lui ha compiuto, lo avrà immaginato come l’atto liberatorio, lontano da tutti, pur se amatissimo dalle sue tre figlie e dalla sua compagna di vita. E solo con sè stesso.
    Da uomo forte, ha trovato conforto nella coerenza della sua azione.
    Ciao Mario Monicelli. Ti farò un po’ arrabbiare, perchè a te non piaceva che ti chiamassero “compagno”, ma io ora me lo permetto, perchè tu, compagno dei miei pensieri, lo sei sempre stato.
    Con affetto.
    Giacinto

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  • 12°
    Vittorio   Vittorio
       Deceduto R.I.P.

    Buon giorno.
    Bene ha fatto Sergio a voler commemorare la tragica scomparsa del caro Mario.
    Il regista è stato forse uno dei più convinti sostenitori della democrazia in genere.
    Pur tuttavia è sempre apparso come la persona dichiaratamente schierata, causando di fatto la rottura con i vari “comandanti” al potere. Ciò non ha giovato all’uomo-regista, che è stato privato della sua estraneità ai fatti.
    Non s’è mai “convertito” dalle sue super personali convinzioni ed il tempo gli ha dato piena ragione. Coerenza ed amore per le cose vere della vita, han fatto di lui l’uomo da ammirare. Tutto il resto sono solo le sue scelte, che riguardano strettamente la sua sfera personale, con motivazioni e paure.
    Forse bene avrebbe fatto ad affrontare la sua fine non come lui ha voluto definirla, ma come gli italiani avrebbero preferito. Sarebbe stato come mettere lui stesso nel ruolo di attore principale, a rappresentare i desideri e le ansie del popolo italiano. Ma lui non interpretava, lui viveva!

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